Il Simbolismo è poliedrica visione del tutto in relazione all'uomo. Nell'Impressionismo apprezziamo la visione della luce che nutre e assorbe i contorni, ponendo in secondo piano la definizione del disegno.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Articoli e approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli
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Il Simbolismo è poliedrica visione del tutto in relazione all'uomo. Nell'Impressionismo apprezziamo la visione della luce che nutre e assorbe i contorni, ponendo in secondo piano la definizione del disegno.
È quando si è giù che si fanno i peggiori sbagli. Ma a volte la vita ci presenta la necessità di sbagliare, per andare avanti. È questo il suo scopo, andare avanti.
La maschera non copre ma rivela e proprio l'introduzione e la riscoperta della tragedia in chiave lirica rappresentano il passaggio dal Romanticismo al Novecento. La prima fase dell'Ottocento è fortemente influenzata dalle teorie vichiane e dall'impronta neoclassica che rielabora e riattualizza il Mito.
L'artificio, la finzione sono una forma di crudeltà perché contro lo spirito della Natura. I personaggi delle opere romantiche possono esprimere forme di crudeltà in quanto veri. La verità è intesa come conformità alla mutevolezza della Natura che in campo sentimentale può arrecare gravi danni.
L'uomo di oggi non sa più cosa sia la luce e misura le stagioni in base al caldo e al freddo che tra l'altro si alternano caoticamente. L'ingresso della luce artificiale nel quotidiano ci ha estraniati ulteriormente dalla fonte primigenia di luce e calore rappresentata dal sole.
L'estate è la stagione che brucia le illusioni e i sogni risvegliati dalla primavera. È l'esaurimento della vita che si rende palese col clima di festa. La Primavera è l'attesa che in sé già contiene sogno e illusione.
Il dolore spesso indurisce e contribuisce all'egoismo, se associato all'infelicità. Il continuo confronto con gli altri ci mette a dura prova, specie oggi in cui sembra che la dimensione privata sia vanificata dal continuo apparire spesso falsato da vari espedienti come fotomontaggi e foto ritocchi.
È delle anime forti la solitudine e il silenzio dell'amore. L'amore, quale dolce tormento, guida gli ossimori e ogni figura retorica del periodo romantico.
La cultura favorisce il ricordo e facendo ciò, prepara a convinzoni che vanno oltre la logica personale. L'ermeneutica non è solo fredda rielaborazione a cui lo studioso accede tramite il confronto con altri lumi del sapere, bensì apre a nuovi orizzonti del cuore. È quanto si realizza attraverso lo studio attento della letteratura.
Niente accomuna e unisce quanto la morte, ed è questo il contenuto più vero che ci restituisce il mondo del passato, la sua arte, il suo pensiero. La morte diviene la vera casa, l'unica patria che ci appartenga nel bene e nel male, e non solo perché sconfigge le vanità umane, ma e soprattutto, perché ci porta a una maturata conciliazione con chi abbiamo o ci ha ferito. La morte allora si rende indispensabile per quella calma interiore di chi è trapassato e di chi rimane in vita.
La varietà del paesaggio italiano trova la giusta rappresentazione nel patrimonio pittorico espressivo del Romanticismo. I colori descrivono e riproducono profondendosi nell'animo dell'osservatore in un'operazione sinestetica che matura dalla suggestione provocata dal reale.
La ricerca del sublime e le sue notevoli rappresentazioni caratterizzano in modo incisivo e distintivo la prima fase del Romanticismo. Vi è nelle svariate espressioni che connotano questa epoca la volontà di imporsi sui rigidi schemi dell'antecedente cultura illuministica.
Luna o sole? A volte la differenza è labile. Le cose entrano in noi e dalla pancia della nostra anima fuoriescono, plasmando il reale. Somigliare è essere e questo concetto ci riporta al senso di unità primordiale e perduto.
La letteratura russa è un concentrato di bellezza. Questo si deve in buona parte alla tradizione orale che lì ha fatto da padrona per lunghi secoli e millenni. Come ho già spiegato in altri elaborati, l'uso costante della trasmissione orale di contenuti letterari non solo epici, consente lo sviluppo di un importante immaginario che fortifica a lungo andare il popolo interessato.
Siamo soliti riferirci al Romanticismo come a un'epoca in cui tutto splende di situazioni uggiose. In cui l'autunno trova la sua giusta collocazione in sintonia col sentire umano. L'autunno è la stagione dei contrasti che ben si abbinano ai sentimenti agitati umani.
Il governo della ragione sull'anima è un forte tema dell'antichità che ha presentato distorte o acute interpretazioni, a partire dal Cristianesimo. Nel Medioevo il dissidio tra anima e mente ha portato a una fioritura di esempi artistico letterari.
Il borghese è colui che si crea da solo e si autodetermina, definendo il suo destino, imponendosi ad esso. È quanto il Manzoni ci trasmette attraverso "I promessi sposi" intervenendo nella storia. L'agire umano cambia il corso degli eventi e in questo si esprime il pensiero del Risorgimento, applicando la teoria della responsabilità umana alla storia.
L'intelligenza intuitiva è di chi incanala la sua sensibilità nella ricerca dell'armonia col tutto. L'intuizione ci porta in avanti, in vantaggio rispetto alla comprensione logica della realtà ordinata secondo la legge meccanicistica della causalità.
Le donne che caratterizzano il firmamento dell'arte romantica sono astri che splendono di una luce non materica. Non seducono con l'intenzione ma in quanto contraddistinte di particolarità che le rendono sacre come sacra è la Natura. Questa forma di ancestrale e nascosta bellezza si sposa molto bene con le adesioni e iniziazioni di artisti e pensatori romantici a circuiti esoterici.
L'Ateismo che impregna il Pensiero romantico sembra confliggere con la spiritualità che lo connota. Siamo soliti riferirci all'ateismo come a una posizione dogmatica che rifiuta in tutto ciò che non è materia tangibile.
È della nostra cultura post pagana fare confusione tra spiriti, spettri e fantasmi, associando questi ultimi alla luce. I fantasmi per tutti noi sono bianchi, lenzuola fluttuanti o vaghe sembianze di corpi che guizzano o frusciano attraversati dalla luce.
Le ossa sono ovunque. La magia della profondità della terra che fa sì che la quotidianità abbia il suo splendore. Abbiniamo a quanto splende la ricchezza luccicante e sfarzosa di quanto andiamo ad aggiungere. La distrazione dalle cose nuove che riflettiamo nella vita e nella realtà che ci circonda, allenta gli occhi su quanto c'è di completo e di esaustivo.
Dove finiscono le storie non raccontate, i finali irrisolti e le probabilità scartate? L'autore romantico non se lo chiede. Esiste in lui ed esisterà nel lettore solo quanto è espresso e ciò rientra nel discorso formativo che ritroviamo nel rapporto cantore- mito- ascoltatore.
È incredibile come l'uomo romantico nell'infinito rintracciasse chiazze di chiarezza. Tutto parte da dentro rendendo tangibile la profusione di infinito e indefinito. L'indefinito, diversamente da quanto accade nell'interiorità dell'uomo decadentista, nel Romanticismo sviluppa paludi di splendore che rendono insufficiente l'uso del verbo.
Il Romanticismo si rifà al tempo dei miti, ma esclude il dogmatismo anche religioso. Ciò sembra contraddire la spiritualità che permea pensiero e arte romantici.
Il Romanticismo sviluppa i concetti di ampiezza e profondità. Come sopra, così dentro. Al mare tumultuoso guarderà anche il Decadentismo come metafora della confusione sull'identità dell'uomo. A proposito dell'infinito come espansione, un esempio ci giunge qui in Italia non solo dal Leopardi, ma riguardo alla ricerca espressiva anche dal Manzoni.
Sulla figura di Maria Maddalena è stato scritto tanto. Ella rappresenta un anello fondamentale di congiunzione tra l'antico mondo ebraico e quello nuovo evangelico. Il silenzio della Chiesa ufficiale su di lei motivato dall'equivoco esegetico che l'ha confusa con la peccatrice, ne ha accresciuto il fascino a partire dal Medioevo fino al Romanticismo.
Di elementi che accomunano il Romanticismo e il Decadentismo ce ne sono tanti, tra tutti spicca la profondità. Quando parliamo di infinito, la mente fornisce un'immagine estensiva. L'infinito è vastità a cui fa seguito la profondità.
Napoleone Bonaparte autoincoronandosi costruì un mito attorno a sé. Dobbiamo però tenere a mente che l'uomo dell'Ottocento era totalmente diverso da quello attuale e a caratterizzare le enormi differenze non è solo il tempo storico ma anche i modelli d'ispirazione.
Anche gli animali hanno un loro destino. Tutto in Natura a un'anima, la Natura è essa stessa spirito illeggibile attraverso la ragione e può essere colta solo come viaggio delle sue singole parti. È quanto il Romanticismo sostiene risvegliando l'arcano.
In un'epoca condizionata dalla forte presenza dell'irrazionale all'interno delle singole esperienze umane non può che ricollocarsi in maniera incisiva la tragedia nel suo significato più dirompente.
La necessità di concentrarsi sull'unificazione porta l'uomo romantico italiano, armato di patriottismo, a soffermarsi sul tempo storico. Crescere significa leggere, interpretare e saper trasmettere quanto accade. Saper districare la matassa degli eventi.
Come da me già puntualizzato nei precedenti articoli, l'Italia a differenza degli Stati europei, arriva tardi alla realizzazione dell'unificazione nazionale. Il concetto di nazione aleggia già nel Medioevo e ancor prima all'impero romano, ma tanti sono i fattori contrastanti che ne impediscono la realizzazione.
Il cuore è il sangue. In esso contenuto e contenente si identificano. È del pensiero gotico romantico traslare il fruitore verso i significati reconditi delle parole e ritornare alla primitività delle immagini.
Di contro tendenza rispetto al tema della figura femminile durante il periodo romantico, appare di primo acchito la Lucia di Manzoni.
L'idea di patria, quasi sogno infinito, incita lo studio del Mito che viene ripreso e reinterpretato col Neoclassicismo. L'Illuminismo e le visioni politiche che ne conseguono espresse in termini di nuove conquiste sociali al servizio di un più autorevole disegno di uguaglianza, si scontrano con una realtà aristocratica recalcitrante a privarsi dei suoi consolidati privilegi.
I volti di Renoir hanno sempre una loro definizione che li fa apparire nitidi. Sono un sole che va vissuto più che visto e ascoltato. Tutto ciò che è tondo ha una sua pienezza e in questa pienezza va colto il senso della vita.
A sfoglie il cielo si adagia, va a posarsi sul sole e alle pendici della vita. È la conclusione del tramonto e un nuovo inizio. Gli sfilacci delle nubi sono pagine che si riavvolgono e concludono il romanzo del giorno.
Abbiamo bisogno del tramonto per ricordarci che la vita è diluita in attimi e che ogni giorno si apre e conclude un capitolo.
Il concettualismo con cui si esprime l'intelligenza dell'artista dovrebbe essere sempre controbilanciato da una convincente rimodulazione estetica. L'arte evoluta è sintesi di cultura dell'essere e ricerca del bello che non può essere assolutamente negata.
L'infinito è una lunga attesa. Sa essere pace come anche estenuante afflizione. L'infinito è un profumo che aleggia nell'anima dei giusti così come in coloro che non hanno visione di se stessi.
La decadenza attuale si evince anche dal fatto che pochi sono gli artisti che si propongono nella ritrattistica infantile. Proporre nell'arte equivale a proporsi, a lasciare tracce di sé nella visione oggettiva del mondo.
La forma ci orla e ci separa dalla Natura. Siamo Natura visibile e invisibile, bellezza e intelligenza che a più stati ammanta le cose, ci definisce partendo da esse. La musica è affinamento di un estro che conduce oltre le parti visibili e ci innalza secondo un processo che è naturale e altresì di ribaltamento degli schemi del pensiero. Chiamiamo Natura ciò che è altro da noi e che rimane in noi visibile dal momento della nascita, da quando è la Natura a collocarsi in noi.
La solennità e l'eleganza che pregnano ogni atteggiamento delle figure minimizzano o coprono del tutto l'assenza di prospettiva e riconduce l'osservatore a un'ingenuità, base virtuosa della bellezza metastorica.
Desiderio e gusto del proibito sembrano intrecciarsi inestricabilmente negli animi più geniali e nei pittori che più di tutti attribuiscono forme e colori ai loro stati interiori.
Il 14 luglio è ricorso l'anniversario della nascita del pittore Gustav Klimt. Con klimt l'arte entra nel suo discorso più magico, reso possibile dallo scardinamento e dalla ricomposizione della luce in pittura. È impossibile scindere Klimt dalla nuova organizzazione culturale dell'Europa che grazie all'Età Vittoriana si espanderà a conquistare nuove frontiere e a importare fermenti culturali esotici che influenzeranno i preesistenti linguaggi dell'Arte.
Dalla Natura nasce la perfezione. L'uomo è Uno ed è in Dio e con Dio e la fanciullezza degli Unti è esternazione della perfezione non intesa in termini di condotta morale, bensì di coscienza di appartenenza. Nel Mantegna vivido si fa l'orientamento dei singoli soggetti delle opere nel contesto spaziale paesaggistico.
Le immagini schiudono e le immagini ci riportano dentro, alla casa dell'anima che è luogo privato e anche territorio condiviso. Nell'anima non esistono i cosiddetti luoghi comuni e per questo tutto è vero e si lascia percepire come toccante, in quanto autentico.
È l'ermetismo il punto di snodo della musica anni Settanta. L'euforia sessantottina dura poco e gli ideali impattano sulla realtà nuda e cruda ridefinita da un assetto politico che contravviene ai grandi ideali di fratellanza, di pace e di umanesimo.
Mi sembra di pensarti da sempre, da prima che ti conoscessi ed è stato proprio questo pensarti a salvarci e a fare in modo che ci incontrassimo.
Il tempo appartiene al sogno della realtà. La Letteratura e l'Arte anche in carenza di questa consapevolezza operano in ogni epoca, sopperendo così alle gravi mancanze di cui l'individuo artista si fa portavoce. Esiste il sogno nella materia che conduce a desiderare carne e lusso, e poi il sogno vero e proprio che tiene testa alla concezione più alta dell'amore.
Oggi la musica è concepita come "Omnia," ossia presente in tutto. È di tutto ciò che è presenza. Con la musica oggi, si è in un mondo parallelo in cui ogni cosa, anche lo spazio, è anima. In questa dimensione si è in fusione con chi ci ha trapassati ed è presenza: eterno e spazio configurato come Universo e Vuoto.
Negli spazi inesplorati dell'anima sono altro, sono me. Chi è l'altro, dunque? L'altro non è che il nostro sé sconosciuto che vive nell'ombra che è il dubbio ma anche il senso del mistero.
Tramite te, Signore oggi, e la tua esperienza umana che si spezza, penetriamo nel significato della parola "mondo", pulito, intonso. Non può esserci mondo, senza unità
Se è vero che l'amore è la conseguenza diretta di legami imprescindibili dal desiderio, esso non può che essere al di sopra di ogni concetto e di ogni astrazione
Il Natale ci aiuta a riscoprire l'importanza di donare. Come la Pasqua, è la festa della morte e della Luce che ci attende oltre.
Cristo, il simbolo vivente dell'Universo. In questo ci riconduce a Dioniso e a Shiva, espressioni del dinamismo alla base della Natura e di ogni prefigurazione cosmica. Il loro volto è prestato dal bisogno immaginifico insito nell'uomo attraverso cui esprimere realtà troppo grandi da contenere nel pensiero.
L'amore è nascita. È il carburante della vita, il motore dell'Universo. Nell'amore noi affondiamo, da esso riemergiamo senza averne consapevolezza se non quando tocchiamo le viscere del dolore.
L'abbraccio è protezione e oscurità. Contrazione e accentramento. Espressione della circolarità che nutre ogni cosa.
Ci esprimiamo nel tempo e nello spazio, cancelli della vita. Il sogno è l'immagine rappresentativa di uno stato di veglia, secondo Jung, ma è anche l'abbraccio di altre vite che trascendono i limiti di questa dimensione.
Conosciamo l'amore come dono di Dio e come esperienza determinante della vita
La Natura esiste indipendentemente da noi. Noi siamo una parte di essa, una piccola parte e non prescindiamo da essa. Se la Natura prescinde da noi, noi esseri umani invece siamo a lei legati in quanto emanazione dello stesso spirito creatore.
Ci sono luoghi impregnati di noi, nonostante non ci siamo mai stati. E poi ci sono loro, i luoghi dei sogni. Nel sogno ritroviamo posti cari che parlano di noi, ma è anche vero che ci sono luoghi che noi vediamo e visitiamo per la prima volta all'interno di un sogno.
“Notizia” cosi come “novella” indica novità. “Novella” in più ha una funzione augurante. La buona novella che ritroviamo nel Vangelo contiene un messaggio di buon augurio che consiste nel preparare l'uscita dal tempo e dalla morte a chi ne seguirà la via.
Il volto è l'immagine del sole in quanto si mostra a noi. Il volto dell'amato poi, è la divinizzazione del sole e racchiude il senso del viaggio.
La Parola vergata è la spada incisa nella roccia del tempo. La Scrittura diventa così di stimolo all'azione e forgia il carattere. La Parola apre dibattiti e diviene terreno fertile per chi assume le redini del comando di un popolo.
Tradurre un'emozione a parole o per via razionale è di per sé un'operazione difficile se non impossibile.
Siamo orientati a credere che la sofferenza sia preparatoria alla grande gioia come meta finale di un percorso esistenziale, ma difficilmente accettiamo il percorso al contrario, dalla gioia alla sofferenza.
È strano come a volte la parola “niente” possa significare tutto.
Il pudore è l'antro del mistero. È la luce che filtra dalle grate dei castelli. Il pudore è della vergine che si fa donna e diviene maestra di se stessa.
L'amore è rivelazione. È il segreto enunciato dalla luce. È il corpo dell'anima. Quando il corpo muore l'anima si denuda trascendendo la Natura e il suo spirito. L'inverno è la grotta dei desideri mai proferiti che si svelano in primavera.
Il rispetto nasce dai confini e i confini poggiano sul rispetto. Corrispondenza empatica basilare.
La psicanalisi ha il merito d’intervenire con assoluta modestia là dove le risposte assiomatiche rimangono lacunose e rivolge la nostra attenzione verso l'interno della persona.
In un casa coesistono infinite vite. Nel momento in cui l'uomo da nomade è diventato stanziatore, l’esigenza di darsi una propria dimora ha cambiato non solo l'assetto della società ma anche i canali di percezione del Sacro.
Il limite giustifica l'avanzamento dell'esplorazione scientifica e l'uso della tecnologia.
Il cielo riempie e colma le imperfezioni. Lo spazio è in se’ bellezza e concepimento delle immagini. Da qui, se il Nulla è l'inesistente anche sotto forma di pensiero, il Vuoto è il Pieno, ciò che da' la forma.
Il mare è perdersi. È il luogo del destino che accoglie le singole vite.
La sede della creatività è l'interiorita'. Il pensiero vola oltre le possibilità finite e crea. La creazione è lo slancio del presente verso il futuro. La componente umana che si accende di divino.
La Bellezza è riconoscersi e appartenersi. La ritroviamo.alla base della filosofia dell'appartenenza.
Gli anni 70 hanno siglato la fine del pensiero tradizionale e l'avanzamento delle nuove idee che hanno preparato il terreno al Mondialismo.
Spesso dimentichiamo che un simbolo adottato in età moderna ha radici lontane nel tempo e nello spazio. É quanto accade anche al simbolo dell'Infinito, ormai adottato dalle Scienze in tutte le loro applicazioni.
Con la ragione siamo nel tempo. Agiamo, pensiamo riflettiamo nel tempo spazio che riteniamo basilare al nostro universo, eppure, al di la’ del tempo lucido che ci impegna nel suo trascorrere vi è il tempo del non pensiero e della vera e propria creazione.
Il tema dell'amore perduto è ricorrente nei testi romantici portati a considerare il presente nel suo nostalgico ripiegarsi verso quella condizione di gioia e armonia d’incanto spezzata. Piu’ che la passione, la tradizione romantica tende a rivalorizzare la condizione di appagamento totale dei due amanti nel fluire implacabile del tempo.
Solo alcune donne vogliono essere amate, molte altre pretendono di essere adorate e non è la stessa cosa.
Ognuno è cieco verso se stesso.
I numeri sono il collante che lega il finito alla dimensione dell’Infinito e permettono di leggere e comprendere i segni dei Tempi.
Quando pensiamo alla cattiveria l'attribuiamo solo all'essere umano, ma in realtà essa è insita nella Natura, in tutte le sue specie viventi. Anche gli animali sono cattivi, ma non li riteniamo tale perche’ assente in essi e’ la consapevolezza di essere cattivi.
La malinconia che pervade l’uomo e’ sintomatica di una condizione di sfuggenza che contraddistingue gli animi sensibili.
L’analisi di un'epoca è un'operazione complessa e mai esaustiva, soprattutto se ci si sofferma sulle esperienze artistico culturali che la connotano.
Ci scopriamo vivi quando diamo voce ai sentimenti.
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La rivoluzione poetica shakespeariana si riscontra nello spessore psicologico infuso nei personaggi delle sue opere
Il vero dolore non consiste nel perdere, ma nel perdersi dopo aver realizzato se stessi
La vita trova il suo senso nell'educarsi all'amore e alla bellezza. Riguardo all'amore, diffusa è l’inclinazione ad amarlo a prescindere dall'oggetto di questo ampio sentimento
Non esiste attesa senza nostalgia anche di ciò che riconosciamo privo di ricordi
I poeti, sale sulle mani, sono perlustratori del mondo a cui versano lacrime di gratitudine. Sono gabbiani sul bianco che nessuno salverà allo scoccare della primavera
Gli archetipi restano, frantumano i confini del tempo riecheggiando in una luminosa sensibilita'. Gli archetipi sono la nostra conoscenza innata, il profumo di Dio che alita sul nostro cuore rendendoci umani e divini.
La vita e' un continuo perdersi e ritrovarsi nelle zone in ombra che traspaiono dai ricordi.
"Il canto di Yvion" e' un romanzo in cui suggestioni mitologico fiabesche si combinano a riflessioni sulla vita. E' un viaggio intimo attraverso i misteri della vita pregno di lirismo e di immagini evocative.
(In vendita presso l'edicola Campaiola in p.zza Commercio di Amantea e presso la cartolibreria "Il papiro" di Campora San Giovanni (Pagina Facebook) (dove si puo' ordinare anche online)
"Il solco nella pietra" è un romanzo mitologico-fantasy caratterizzato da uno stile fluido e da un lessico estremamente curato, nonché da una trama avvincente, percorsa da colpi di scena che mantengono vivo l'interesse del lettore. Il divino e l'umano s'inseguono in una corsa rocambolesca che vede l'uno sconfinare nell'altro, intrecciare un legame inestricabile che apre inconsueti spiragli sulla definizione di sacro.
(Ordinabile in tutte le librerie)
Ippolita Sicoli ''Storie di pecore e maghi'', Carratelli editore
In questo periodo di regali, ci auguriamo che tante mamme e papà, tra i pacchetti da far trovare sotto all’albero, scelgano di regalare un libro a Natale ai propri bambini.
La gentilezza, il garbo sono figlie del passaggio, fogli scritti da un'esistenza che si svolge nel transeunte
Se il rosso e il bianco, come già precisato nel precedente articolo, sono i colori che meglio rappresentano il Natale e si fanno simbolo di una ricerca costruttiva mirata al recupero del Sé, il rosso associato al nero ha tutt’altra valenza
Saffo e le poesie d'amore L'elementarieta' riconduce all'essenza.
Quando viaggiamo, il percorso lo confondiamo col nostro destino o forse, è il destino che assume i contorni del nostro viaggio
Il rispetto cammina con le persone e apre squarci di luce nella notte dei cuori. Il rispetto sa amare e si moltiplica se diviso con semplicità. Oggi il rispetto è una parola vuota che attraversa oceani di solitudine e schiaffeggia le coscienze
Pochi uomini sono riusciti a piegare la volonta’ di Dio, a fletterla secondo le personali esigenze, perche’ Dio sa ascoltare cio’ che parte dal cuore, fino a riconoscersi in esso
L’apertura, la fioritura di un’epoca nuova, positiva che succede a un determinato periodo storico non particolarmente favorevole alle relazioni umane e culturali apporta ventate nuove che accendono gli animi di entusiasmo
In base a quanto detto nell’ultimo articolo di Amore e Psiche, lo sguardo obliquo nell’arte associato ai santi e alle figure eremitiche evidenzia non solo il carattere nobile della santita’ conclamata, come si era portati a sostenere nel Rinascimento con l’attribuzione ormai assodata del termine Madonna alla Madre del Cristo
La morte ci rende semplici e allo stesso tempo riconduce alla semplicità parenti e amici dell’estinto insieme a tutti coloro nei quali egli ha lasciato un’impronta indelebile
L'ariete che compare a completare il corredo immaginifico del gigante Polifemo nella grotta, esprime la presenza della luce come guida verso la verita' che l'uomo e' tenuto a ricercare per gli antri oscuri della sua interiorita'.
La grotta e' la dimensione del raccoglimento, il guscio che tiene uniti i due mondi: superiore e inferiore.
Settembre e' il mese in cui la luce del sole, rappresentazione archetipica di dio, si flette per baciare la terra.
Il lato migliore di una frase o di un'intera opera consiste nel fatto che ognuno può riconoscersi in essa, in loro, pur sapendo di non essere il reale destinatario.
L'acqua lava, l'acqua purifica. L'acqua ci riporta a una condizione virginale. L'acqua ci rende parte di sé avvolgendoci nel suo regno indistinto, smussa gli angoli e allenta la resistenza della forma. Abbiamo bisogno dell'acqua per rinnovarci, e delle foglie e del vento. E nel mare tutto questo sembra coesistere.
Le stelle e il cosmo riflettono la poesia dell’essere umano, incastonati come sono nella nudità della notte.
Non esiste sconfitta senza angoscia. L’angoscia e’uno stato piu’ che un sentimento e caratterizza la civiltà moderna. L'angoscia e’ un serpente che si morde la coda e ha come effetto quello di depredare l'individuo di ogni prospettiva di realizzazione.
C'è una gioia nei boschi inesplorati, C'è un'estasi sulla spiaggia solitaria, C'è vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo, e c'è musica nel suo boato. Io non amo l'uomo di meno, ma la Natura di più. (George G. Byron)
La “q” e’ una lettera che racchiude al suo interno la chiara rappresentazione dell’individuo in rapporto all’altro.
Non siamo che occasioni rubate allo Spirito, gocce di vita diluite nel tempo. Il tema della caducità può a volte instillare il forte amore per la vita nel suo frammentato e altresi’ fiammante rivelarsi attraverso attimi luccicanti di pienezza. L’estasi è nell'attimo ma in quell'attimo di un’unicità sconvolgente si celano per volta singole reiterazioni di dolcezza e dolore.
La rivoluzione industriale ha come corrispettivo nell’immaginario poetico oltreché esistenziale il treno. Lo sferragliamento delle ruote sui binari inaugura la nuova eta’ del ferro, quella moderna accompagnata dall’utilizzo di carbone estratto dalle miniere inglesi e di tutta l’Europa.
E’ forse proprio l'elemento tragico a debordare dai miti, a renderli al tempo stesso intramontabili e incisivi. Non esiste difatti epos narrato o raccontato che non contenga oltre la soglia della didattica un mondo di pulsioni che non obbedisce al tracciato scrupolosamente costruito della trama, ma al recondito mondo dell’irrazionale proiettato e introiettato dalle divinita’.
Uno degli effetti che si riscontrano a seguito dell’allontanamento, nonche’ del disconoscimento, dalle radici etimologiche delle parole e’ indubbiamente l’uso improprio delle stesse che ha prodotto non solo confusione, ma come conseguenza ancor piu’ grave, la perdita del loro significato originario.
Ci sono tanti modi di uccidere. La distruzione dell'identità di un popolo equivale a un genocidio vero e proprio che si trascina in silenzio per generazioni e generazioni. Di tutti i delittuosi attentati a un popolo questo è di certo il più ignobile, il più meschino, e ci parla nettamente di un popolo scollato dalle sue radici che ha perso il valore delle parole.
Sono rare le donne artiste passate alla storia nei secoli scorsi, tanto poche da indurre a pensare che l’animo femminile poco si adatti alla trasposizione in musica, immagini e parole della individuale ricchezza interiore.
Spesso si paragona la Poesia alla rosa fresca e pura, sgorgando essa dall’anima trafitta da un’insondabile profondita’.
Vegliate, perché non sapete mai quanto è vicino il regno dei Cieli! Suggerisce Gesù nel Vangelo.
La realtà è sogno, e le persone belle che incontriamo e ci arricchiscono sono l'anima di questo sogno dal quale ci risvegliamo con la morte.Chi va via germoglia nel cuore di chi resta installandovi il suo profumo.
Il concetto di semplicita’ ci riconduce inevitabilmente a un’imnagine di vita frugale che confligge con la dimensione urbanizzata dell’uomo e dell’idea di civilta’ piu’ evoluta.
Che cos'è la nostalgia se non l'espressione di un ritorno negato? La sete di appartenenza camuffata da indelebile ricordo? Chi l’avverte, trascina la propria vita da esule in una realta’ doppia che lo fa sentire qui e nel non luogo caro, straniero nella quotidianita’.
Se e’ vero che non tutti gli occhi vedono le stesse cose, e’ altresi’ vero che solo pochi, i sensibili, sanno cogliere nella realtà i suoi tratti meno appariscenti o del tutto invisibili.
La Bellezza necessita di solitudine, così il dolore che nel confronto con se stessi viene ad essere elaborato e superato.
La bellezza è vanità. La cultura popolare spesso e volentieri trasmette questo binomio inscindibile sovrapponendo al punto di fare coincidere le due parti e di trasformarlo in un monomio.
“La potenza dell'Altissimo ti coprira’ con la sua ombra” (Lc 1,35) riporta il Vangelo di Luca a proposito dell'episodio dell'Annunciazione dell'angelo Gabriele a Maria. L'immagine dell'ombra che reca la presenza di Dio non è inusuale in tutta la Bibbia. Anche nel Vecchio Testamento la incontriamo e non solo nel libro dell’Esodo, rappresentata dalla nube. Lo stesso Spirito Santo utilizzera’ questa forma per presentare il Cristo agli uomini.
Siamo soliti accostare le definizioni di Cristo e Messia indistintamente in riferimento alla figura di Gesù, convinti che abbiano lo stesso significato.
Con l'editto di Costantino che nel 313 d.C riconosce da parte dei due imperatori del Sacro Romano Impero (Costantino d'Occidente e Licinio d'Oriente) la libertà di culto per i Cristiani, la spiritualita’ in Europa va incontro a importanti ed epocali cambiamenti. Il Protocristianesimo svestirà il suo carattere umile e passo passo ascendera’ al potere, fino a destrutturare l’Europa nell'aspetto sociopolitico, siglando cosi’ l’inizio del Medioevo.
Attraverso il volto si ascende alla luce. L'alba concepita come incipit, inizio, rende la luce manifestazione del tempo nel suo trascorrere.
E' insito in ogni forma di vita il bisogno d'amore. Si nasce con questa propensione che durante l'infanzia esige ascolto e fonda i pilastri dell'esistenza.
E' della letteratura moderna amplificare gli stati d'animo e contrarre l'ampiezza del tempo.
Il canto e' la piu' antica forma di celebrazione. Attraverso il canto supportato da semplici strumenti a corda, il racconto acquisisce sfumature e peso e s'imprime nella composizione del mosaico di una data cultura.
E' difficile distinguere e riconoscere una mente pensante libera. Lo e' sempre stato e lo e' ancor piu' oggi nell'era del virtuale in cui tutto appare ammantato di menzogna.
"Notte" è una parola che può dire tutto, ma in questo tutto ci sono deserti popolati di vite.
I numeri sono una fredda ancora nelle oscillazioni della vita. La risposta alle intemperie interiori. Sono un tetto sotto il quale ripararsi quando la pioggia oscura il sole.
Negli ultimi articoli mi sono soffermata sulla distruzione di ogni definizione e confine perpetrata dalla cultura egemonica della mondializzazione.
I ricordi non dicono cio' che siamo stati, ma parlano di chi siamo nel momento in cui si manifestano.
L'Atemporalità coincide con il ritorno all'Unità.
Il fiume e' da sempre metafora della vita con la sua forza che fluendo scava e senza volerlo conduce.
La casa esprime calore e celebra l'unita' della famiglia.
Ci vuole tenacia per andare fino in fondo e una volonta' che sia compagna leggera delle nuvole.
L'accelerazione porta a divorare. Nella societa' consumistica tutto si muove freneticamente, impedendo di pensare.
La casa come rappresentazione simbolica, rimanda al corpo di una donna. La casa e' il luogo privato costituito di vari ambienti che dall'esterno orientano verso l'interno, quest'ultimo il luogo in assoluto piu' intimo.
La Bellezza e' il volto seducente e vivido della Speranza.
E' tramite il confronto che l'uomo scopre se stesso.
L'estrema apertura fa l'occhiolino alla dittatura. Questa espressione non e' solo di effetto per la rima costruita, ma nasconde tragiche verita'.
E' nei momenti di crisi che l'uomo e' portato a riscovare l'infanzia dove la dimensione della fanciullezza assume connotati rassicuranti.
Galleggiamo in paludi d'inquietudine e annaspiamo in cerca di un appiglio sicuro a cui affidarci nel vento che smorza sogni e desideri.
La Storia sembra ripetersi in un susseguirsi di eventi che affondano molto spesso nelle zone d'ombra dell'animo umano.
Gli artisti, piu' della gente comune vivono intensamente le stagioni della vita.
Il Giappone è uno dei pochi Paesi al mondo ad aver conosciuto il progresso e una forte spinta in avanti, senza rinunciare alla propria anima.
Tradizione ed evoluzione in esso s'intrecciano dando vita a un ventaglio di espressioni artistiche di carattere, a cui fa da contraltare una straordinaria dolcezza finalizzata ad armonizzare ogni tipo di conflitto.
"Dio si e' chiuso nel suo silenzio" ebbe a dire Giovanni Paolo II nell'ultimo periodo del suo Pontificato alludendo all'escalation di violenza che caratterizza la nostra epoca e al materialismo spudorato che la impregna.
Le spezie accompagnano l'uomo dall'antichita'.
Oggi l'esibizionismo e' una componente del costume della nostra societa' in cui la dissoluzione dell'individuo e' stata sostituita da uno sfrenato individualismo.
Sulla Spedizione dei Mille la Storia non ha ancora fugato tutte le ombre.
"Un'isola oltre confine in cui la cenere si confonde con la Luce e il Sogno col tetro inganno degli inferi"
Le parole hanno il potere di inclinare il nostro destino.
L'estate, tempo di svago, di mare ma anche di letture.
Siamo nati dal suono che ci ha portati a librarci nella luce.
Per quanto l'Occidente si sforzi di rapportarsi tramite una matura operazione dialogica all'estremo Oriente, i risultati molte volte risultano insoddisfacenti.
Non é dallo spessore che si riconosce il valore di un libro.
Il volo è il varco, la via. Lo sconfinamento.
La vita è un viaggio verso l'essenza. Essenzialità e semplicità rconducono alla condizione di umiltà oggi considerata obsoleta.
Tutto muore eppure, tutto rinasce per continuare ad essere.
Di tutte le esperienze, la morte è la sola non sperimentabile, perché non ha confronti.
Là dove le parole raggiungono il loro confine, le immagini iniziano a raccontare.
Il tema del "diverso" assume alla fine dell'Ottocento aspetti inediti e del tutto creativi.
L'arte dello scrivere è di per sé un lavoro sottile e al tempo stesso elaborato che prevede la compartecipazione di vari fattori tra cui il dialogo tra lo scrittore e il mondo, e non ultimo, un chiaro confronto con se stessi.
Il Mito ha accompagnato l'uomo lungo il cammino di formazione attraverso varie culture, divenendo tramite l'alfabeto degli archetipi una presenza costante a cui rivolgersi nei momenti di crisi e di mancato confronto con l'ambiente circostante.
Il passaggio dall'Ottocento al Novecento è segnato in Europa dal lento declino delle correnti positiviste che esprimevano fiducia e ottimismo verso la scienza.
La trasposizione sul piano immaginario dei sentimenti è connaturata all'uomo e nasce dalla necessità di modellare l'esterno per renderlo fruibile oltre che addomesticabile, partendo dal proprio centro.
L'ingresso nel XX secolo apporta una ridefinizione delle conoscenze e di conseguenza ridisegna i contorni dell'universo femminile.
Molti sono portati a chiedersi che senso abbia oggi il Carnevale con le sue burle e i travestimenti grotteschi, a volte scabrosi.
La donna, anche laddove compare in ombra, da sempre stimola le attività più sensibili dell'uomo.
La fine dell'Ottocento con i numerosi progressi scientifici che si ripercuotono ottimisticamente nella civiltà europea, si connota di un nuovo approccio alla natura dell'uomo.
L'Ottocento si configura come un secolo altamente vivace sotto il profilo culturale e variegato per la forte spinta ideologico innovatrice che lo caratterizza e si focalizza in diverse regioni d'Europa.
Nella Bibbia s'incontrano spesso riferimenti al popolo di Dio e all'espansione di questo in termini spazio temporali.
Le guerre, per quanto atroci, rappresentano una realtà dimostratasi irrinunciabile a prescindere dalle epoche e dagli esempi di civiltà.
Il gusto gotico indica un modo di percepire la realtà esterna, interagendo con il ventaglio delle proprie sfumature interiori capaci di ridisegnare i contorni dello spirito.
Il suono prodotto dalla m che riecheggia nella parola rimembranza di origine germanica, ormai desueta nell'italiano corrente e invece ancora attuale nell'inglese remember, rende chiara l’azione pervasiva del ricordo capace di penetrare con levità, o al contrario di trafiggere con dolenti spine ogni fibra del nostro essere.
Se ci soffermiamo a pensare alla letteratura epistolare, sovvengono alla memoria gli studi liceali incentrati sulla letteratura romantica, ad esempio su Ugo Foscolo e il suo romanzo "Le ultime lettere di Iacopo Ortis".
Sì desidera diventare adulti, per poi accorgersi che gli adulti non sono altro che bambini travestiti da grandi.
La creatività come l'amore è espressione di una componente femminile presente nell'anima in modo piuttosto accentuato.
Si può sfuggire a tutto fuorché da se stessi, e questa constatazione vale soprattutto per chi ha raggiunto un livello di consapevolezza elevato.
Il Natale è la ricorrenza che più di tutte induce a riscoprire il valore della pace, a saldare i conti lasciati in sospeso tra noi e gli altri, a ritrovare quel senso di fratellanza spesso accantonato se non sciupato dalla dispersione a cui conduce il quotidiano.
Si è soliti associare la poesia allo struggimento dell'anima fin dalla tradizione classica più antica, ad esempio Saffo e Catullo, quasi essa fosse lo strumento utilizzato dall'anima per celebrare e allo stesso tempo allontanare le esperienze terrene che prostrano il cuore, come l’amore e la morte.
Si è soliti riconoscere e apprezzare un buon testo di narrativa dall’abilita’ dello scrittore nel decifrare stati d'animo, ricorrendo a un uso lirico ma non barocco della lingua.
Incanalare la letteratura di confine in un unico indirizzo o chiave di lettura significa privare un prodotto artistico di quelle sfumature che, nonostante i possibili termini di confronto, rimandano a un'eco inconfondibile.
Nell'immaginario collettivo da sempre il pozzo esercita una suggestione tale da ritrovarsi in fiabe e leggende.
Un viaggio, un invito a riscoprire il territorio di Amantea con lo sguardo esploratore dell’Anima
Un’autentica immersione nell’oceano dei simboli, veri e propri pilastri di un alfabeto enigmatico che ci riconduce all’alveo delle nostre origini, lì dove è la pietra a raccontare.
Viaggio attraverso la luce del tempo
“Lei era il mare. Io ero il mare, la voce e il respiro del cielo.” Sono i pensieri di Yvion, l’io narrante dell’ottimo romanzo di Ippolita Sicoli “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio”.
Padroncino, mi racconti una storiella?
Il concetto di confine ci porta a considerare i limiti della realtà in cui siamo e ci orienta verso una grigia definizione di chiusura.
La nostra è l'epoca dei desideri rapiti, delle pulsioni nascoste e delle presenze mancanti.
Le case sventrate dal sisma ricordano i paesi polverizzati dalle guerre.
La compresenza di due percorsi temporali ed esistenziali diversi e distanti tra loro all'interno di un'opera è una delle peculiarità della letteratura contemporanea, nella quale è come se il protagonista di un percorso narrativo si smembrasse in più di una vita.
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L’archetipo della filatrice da sempre è alla base di ogni immaginario collettivo, improntato alla lettura del destino. Di esso rievoca l'esistenza e, al tempo stesso, il mistero.
Una scena romantica risale al cuore e colma di brivido chi si lascia andare alla suggestione che una buona lettura è in grado di resuscitare nell'intimo.
L'attesa è un tema di per sé affascinante, capace di spogliare e penetrare le sfoglie dell'anima con l'intenzione di carpirne i suoi reconditi spazi.
L’attesa è il tema dell'amore che apre scenari di probabilità laddove l’innamorato sogna certezza, e va a incrociare i passi del destino in una danza consumata al buio.
La tradizione popolare spesso s’intrattiene con ingenua curiosità sulle orme lasciate in questa vita da chi ha varcato la soglia della dimensione umana.
Certi luoghi non finiscono mai di tracciare il loro tempo e gli danno voce riesumandolo attraverso il silenzio che cattura tracce di vita.
Certi luoghi hanno la voce impressa nella pietra che riporta al presente esistenze ripescate dalla palude del dolore. La pietra racconta e si veste di anima.
“Come in un sogno l'amore viene con passi silenziosi.“
Spesso è proprio dal confronto col diverso che germoglia un'inedita bellezza, figlia di un incontro che desta meraviglia in chi si siede e sa ascoltare.
Gli uccelli non rappresentano solo il miraggio della libertà non raggiunta, quanto il ritorno a quella condizione estatica che l'uomo ha perso in seguito all'episodio della caduta nel tempo
Se la spiritualità mediterranea e mediorientale trae ispirazione dal linguaggio della pietra che nella sua primordiale fissità si presta ad essere considerata contenitore della spiritualità umana e ad essere lavorata per l'edificazione di templi e monumenti sacri, il concetto di sacralità nelle aree centro-nordeuropee è reso dalla presenza vivificante degli alberi.
Il poema teogonico Enuma Elish tradotto con "quando in alto" contiene nel titolo la radice sanscrita "el" che ritroviamo nelle parole "alto" così come in Elohim, Allah, Elios, sole ecc.
Tale opera fa riferimento alla Creazione dell'Universo, dello spazio e del tempo. La scintilla che avrebbe determinato ogni cosa sarebbe scaturita dal convogliamento delle acque dolci (Apsu) in quelle salate (Tiamat) .
È nei momenti di crisi che l'uomo è spinto a riesumare dentro di sé le arcane radici che dal Mesolitico lo connettono al lavoro agricolo e allo studio della terra
La Natura viene riconosciuta come punto di partenza per ogni tipo di evoluzione e culturale che economica, ma anche la depositaria di ogni tradizione secolare. Rapporti umani s'intrecciano attorno ai frutti del lavoro che esprimono la sapiente generosità della Natura con la quale l'uomo può intessere un dialogo che tenga conto delle varie fasi di crescita necessarie affinché essa stessa si esplichi e si determini.
Oggigiorno abbiamo dimenticato il valore della gratitudine
Gratitudine e ringraziamento procedono di pari passo, il secondo consegue alla prima ed è indicativo dell’acquisizione attraverso il pensiero della gratitudine in tutta la sua pienezza. La carenza di entrambi ci porta all’inequivocabile consapevolezza dell’impoverimento della spiritualità nel nostro tempo, a vantaggio di una febbrile sete di governo da parte della materialità, espressione della spregiudicata egemonia della ragione.
L'amore ci rende fragili e in questa dolorosa e inequivocabile certezza scorre e trova adempimento la bellezza della vita
Il rapporto sororale che s’instaura tra due amiche è oggi una preziosa rarità per il fatto stesso che scarso è il tempo che per nostra scelta impegniamo nei rapporti umani. Non si costruisce la Bellezza nella propria vita, se non intessendo quelle interazioni che nutrono la vita stessa di bellezza, e le conferiscono profumo.
Gli affannosi e spregiudicati ritmi di oggi ci portano a non assaporare la vita che fugge e così facendo ci sfugge lasciandoci a mani vuote e col cuore affamato di passioni e desideri