I santi d'autunno e i ritmi della luna
La crescita nella sua lenta visione e la maturazione fino al suo superamento di una stagione vengono scandite dalle festività.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Articoli e approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli
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La crescita nella sua lenta visione e la maturazione fino al suo superamento di una stagione vengono scandite dalle festività.
Il nome di Venere dea della passione amorosa e della bellezza, ci immette in un dedalo di svariati significati davvero affascinanti.
Abbiamo visto da dove deriva il termine "corpo", andremo ora a verificare il significato del corrispondente etimo in greco "soma somatos." Il termine "soma" si usava in agricoltura in riferimento a "bestie da soma" e già introduce al significato di soma e per traslato di corpo inerente alla parte solida.
Matuta significherebbe anche "matura", ossia fertile. Per fertilità dobbiamo intendere la condizione della donna ancestrale di sapersi sbilanciare nel futuro con una progettualità che abbracciasse ogni dimensione, da quella materna a quella evoluzionistica in senso lato.
La semplicità come qualità dell'umiltà è uno dei temi centrali de "I promessi sposi" e, per quanto trainante nella trama dei romanzi ottocenteschi, il Manzoni lo fa rientrare nell'ambientazione del Seicento.
"Tuppo" significa "sommità" e lo ritroviamo nell'inglese "top", così come in altri nostri termini come "toppa". Questa copre uno strappo o una lacerazione del tessuto.
L'altro grande messaggio inoltrato da Manzoni attraverso il personaggio di Lucia è che l'umiltà ha comunque una sua dignità e una sua intelligenza capaci di offuscare il titolo scolastico basso o mancante del tutto.
Quelli della mia generazione sono al limite tra il mondo vecchio e quello nuovo in via di sperimentazione e di una sperimentazione che avverto infinita.
Il dramma di noi italiani è che non abbiamo mai concepito il senso di comunità in rapporto all'identità di appartenenza. Da questo è dipeso un affrancamento diffuso tradottosi in una forma accesa di rinnegamento delle politiche sociali in vista di traguardi individuali.
Se c'è un esempio nella letteratura mondiale che mette d'accordo cuore e ragione, questo è sublimamente rappresentato dalla Lucia manzoniana.
Arca e Casa sono composte ciascuna da quattro lettere. Sono parole che collegano il Creato al principio originario e al Cosmos. La casa è l'origine. Basta una madre col suo germoglio a rappresentare una casa.
Salviamo dentro di noi non i momenti particolarmente significativi e filtrati dalla coscienza, ma quelli che ci hanno visto più presenti, ed essere presenti significa essere centrati nel cuore.
Ognuno in cuor suo spera ed è la speranza come sentimento ad avvicinarci tutti.
Sono gli astri in cielo a indicare i passaggi epocali. Il termine segno indica proprio l'incisione su una tavola piatta che rappresenta il manto del Cielo, nonostante la sua profondità.
Nelle sculture antiche di troni litici sui quali sedeva la dea Madre con bambino, le spalliere avevano il lato superiore parallelo al piano d'appoggio, a ribadire il regime ctonio e orizzontale dei simboli legati al femminile.
La casa è il cielo. I contenuti che una persona si porta dentro di sé quando è in viaggio e a cui ritorna quando rilascia i suoi pensieri la sera sul cuscino prima di addormentarsi.
Siamo soliti riferirci alla casa come alla struttura che ci contiene, quando invece siamo noi a contenerla.
Passeggiare la sera nella purezza dell'aria invernale mi riconduce alla parte di me più antica.
Quando il cuore si concentra su qualcosa, raggiunge l'immobilità e l'eternità.
Il fior di loro rappresenta la purezza che s'innalza dai fondi melmosi.
Noi siamo qui nel presente, ma siamo anche contemporaneamente in altri infiniti mondi.
Il termine "piece" lo si trova anche in teatro. Si definisce così uno spezzone estrapolato da un racconto spesso monologo.
La pace la ritroviamo rappresentata dalla tavola rotonda nel mito di re Artù. La pace è negli equilibri della terra che governa.
La bellezza è un richiamo e il conseguente ritorno al regno perduto. Il castello incantato che ritroviamo nelle fiabe ha questo significato.
L'uomo scompare nel corso fluido delle cose e nelle trame dell'Universo. L'uomo è uno stadio in cui il tutto prende forma.
Il termine inglese "house" deriva da "casa". È interessante come in Inghilterra lo spazio interno della proprio casa sia definito "home".
Il bosco c'introduce alle nervature dell'essenza che determinano grovigli di trame, ma anche quelli che noi definiamo grovigli seguono un loro ordine ben preciso che ritroviamo riprodotto nella complessa struttura di nervature che sostiene il cielo delle cattedrali gotiche.
Il cuore della casa nei popoli nordici è rappresentato dal camino nelle abitazioni più lussuose presente in ogni stanza. "Fireplace" è la definizione di camino odierna che subito catapulta nell'idea che ogni cosa in casa abbia un luogo, così come ogni suo abitante.
Le apparizioni si hanno quando il cielo incontra la terra. E la casa è il luogo in cui le apparizioni si convertono in visite vere e proprie.
Gli elementi iconografici che designano Sant'Antonio Abate sono tanti. La Bibbia, il bastone degli eremiti, il fuoco, il maiale e il campanello. Mi soffermo sul bastone o anche, in sostituzione di esso, su un ramo vecchio o su una canna che anticamente servivano come sostegno ai pellegrini e agli eremiti.
Il tempo del riposo, il sonno sono elementi fondamentali delle culture agricole. Tutto si evolve e tutto si sviluppa ascoltando le proprie attese. I momenti di stasi sono necessari all'autodeterminazione nel futuro che è legato in un circolo vitale col presente.
L'uomo a immagine di Dio spalanca a una visione in orizzontale della religione, che riscontriamo anche nel Cristianesimo.
Il verbo "potere" si presta a svariati usi e a svariate situazioni modificandosi in base al contesto. È un verbo che nell'era moderna si è arricchito ulteriormente con un affinamento del senso civico e del rispetto di leggi e regole.
La sacralità del muratore è legata al fatto che ha messo piede in quegli spazi proibiti alla gente comune. Pensiamo ad esempio al Sancta Sanctorum. La tradizione ebraica della Torah si fonda proprio sulla sacralità di chi costruisce con la pietra o con le mani. In questo quadro facciamo rientrare anche Noè con la sua arca le cui misure furono consegnate a lui direttamente da Dio.
Consideriamo poco a volte che la vita di operai e muratori è da sempre fatta di sacrifici e di bassi guadagni. Se volgiamo lo sguardo all'indietro non possiamo ignorare i mastodontici monumenti, vessillo di floride epoche in cui chi ha creato non ha lasciato nome.
La quercia possente rappresenta la stabilità della casa e il fulmine che su di essa si scaglia apre alla visione di Dio che espianta l'uomo dal suo esilio terreno per ricondurlo alla patria celeste. La quercia è la stabilità della donna quale punto fermo nella vita di un uomo e il fulmine associato ad essa, è la riconduzione all'unità primordiale.
Il crollo della casa è sempre stato una delle situazioni peggiori da vivere e che ha determinato nell'uomo antico uno tra i peggiori tormenti. Assicurare stabilità a sé stesso e ai propri cari è stato tra gli obiettivi che ha distinto l'uomo dalla donna.
Abbiamo visto come l'illusione sia associata al fantasma. È questo l'aspetto contemplato degli spettri dalle culture nordiche.
Le etimologie ci aiutano a comprendere l'evoluzione dell'uomo in rapporto alla lingua. I suoni sono emozioni che traduciamo in noi sonoramente e che riconducono ai nostri sentimenti primitivi.
Il rischio è stato quello di confondere la dolcezza con la calcolata armonia. Ed è quanto suggerisce il manierismo seicentesco. Sarebbe stato impossibile che non avvenisse la scissione tra anima e pura estetica che provvede a trasferire l'anima nella fatua austerità dell'ordine umano.
Un Santo che di solito viene considerato in relazione al Carnevale che inaugura è Sant'Antonio Abate. Questo santo da non confondere con gli altri Antonio tra cui il santo di Padova, è molto venerato nel Sud Italia perché connesso con le civiltà della pietra e del deserto.
Viaggiare significa portarsi tutto dentro e non dietro di sé. Il nomade è invece colui che vuole dimenticare il superfluo. È colui che cerca di trovare la giusta definizione in sé stesso. "Cercare" e "cerchio" hanno la stessa radice etimologica e li accompagna il senso di definizione e di completezza. "Fare il punto della situazione" significa raggiungere il centro.
"Stranger" si lega a "Strenght: forza" e a "stress" e suggerisce l'idea dello sforzo che infondiamo per combattere ciò che è estraneo, che non sentiamo ricondursi a noi. Lo stress indica un punto di arrivo in una situazione che non riusciamo a gestire, alla quale occorre contrapporre una dura risposta. La forza nei Tarocchi la troviamo in relazione alla Torre che ci richiama al controllo delle situazioni di contro alla dispersione delle energie.
A questo serviva la casa col tetto, a lasciare scivolare via. E a questo è servita e serve tuttora l'esperienza dell'uomo.
Per l'uomo primitivo i pericoli peggiori piombavano dall'alto. Gli eventi avversi da cui proteggersi erano ai primordi della civiltà le calamità legate al clima. Morire perché colpiti da un fulmine o di semplice raffreddore erano all'ordine del giorno per l'uomo preistorico abituato a ripararsi nelle grotte.
Abbiamo visto nel precedente articolo come cambiano di significato "osservanza" e "regola" nel passaggio dal Medioevo al Rinascimento. Questa differenza apre a nuovi scenari anche in rapporto al concetto di studio. Nel Rinascimento si passa difatti dall'Università medievale pilotata dalla Chiesa e infatti all'interno dello stabile delle cattedrali, all'Accademia.
L'Umanesimo e il Rinascimento aprono a una visione oggettiva del mondo. Questa è possibile in virtù delle posizioni determinate nei confronti di un approccio analitico e scientifico con la realtà. Ciò comporta la fiducia nelle possibilità dell'uomo ma anche la convinzione che tutto sia traducibile in numeri e quantificabile.
Le stagioni hanno forgiato la cultura dell'uomo antico e su di esse si è impostata la civiltà agricola. La cultura e la civiltà sono fatte di abitudini, prima ancora di una ritualità che racchiude nel suo cerchio il senso o i diversi significati della vita singola e comunitaria.
Con la ragione l'uomo rinascimentale vuole ottenere il controllo di tutto, o comunque, cambiare approccio alla relazione con le cose. L'"Empirismo" passa attraverso l'analisi delle forme che si assolutizzano, rimandando a Dio tramite lo studio dei computi matematici e la scoperta di nuove formule che vanno ad arricchire continuamente il pantheon delle scoperte e delle invenzioni.
Il tema dell'incredulità di San Tommaso apre nel Rinascimento a scenari importanti. Da un lato rappresenta quella fetta di popolazione scettica nei confronti delle Scienze perché legata e sedotta dall'insieme di superstizioni che si ramifica ancora, persistendo alla nuova mentalità razionale e umanistica.
Nel "La cena di Emmaus" lo slancio del braccio e la mano irrompono dalla finzione della tela e raggiungono lo spettatore.
Le Calabre erano donne armate di grande pazienza. Lavoratrici infaticabili tese a fare ogni cosa per bene e a piegare le ore e il tempo impiegandoli al meglio. Se si pensa sl Sud si considera un aspetto che non gli corrisponde. La sciatteria fusa al vagabondaggio del dolce far niente. Forse lo siamo diventati in una modernità distruttiva che ha fatto a pezzi sogni e interessi.
Il messaggio dell'occhio solare sulla sommità del pantheon romano è chiaro. C'è un dio che governa tutte le religioni. Per il Rinascimento questo dio è conoscibile e adorabile attraverso il linguaggio delle Scienze.
Sia Keros (cera) che Kairos (momento giusto) si collegano a Ieros (sacro). È curioso come Sacer (in latino, sacro) contenga i riferimenti a entrambi i termini sopra precisati. La K apre alla creatività tramite cui Dio dà vita alla creazione sul piano orizzontale.
Che siano i Pro Pal, le varie flottiglie e Ong insieme alle Sinistre islamiste scandalizzate per l'azione di Trump in Venezuela non sorprende affatto.
Il tempo del riposo è significativamente presente in tutti i culti neolitici. Più che di morte si parla di un vero e proprio tempo sospeso necessario a compiere il grande salto della rinascita. La rinascita in questa terra è di affaccio all'altra dimensione ben introdotta dalla figura emblematica del Cristo.
La pietra crea forme di paesaggio quando è lavorata dagli agenti atmosferici se non dall'uomo. Usiamo la definizione di paesaggio urbano per indicare l'insieme di linee e figure geometriche che creano l'illusione di un paesaggio naturale.
La dolcezza non è solo la conseguenza di uno stato di abbandono ma anche la prova di una sconosciuta eroicita'. Per traslato potremmo anche dire che la dolcezza è il risultato dell'eroicita' nel sapersi abbandonare al momento opportuno.
La luce definisce e lascia emergere le cose dai flutti delle tenebre. È questa la percezione del mondo in età rinascimentale e per mondo s'intende la realtà che grazie alle Scienze spinge sempre più in là i suoi limiti.
Dagli squarci di intimità affioriamo noi. L'ombra lancia indizi su chi siamo e su ciò che diventeremo proiettandoci sul futuro. Il ritorno dell'ombra a cadenza fissa su oggetti e organismi fa si' che venga rispettato il codice sferico impresso dall'ordine. Tutto ruota e la rotazione permette alle cose di addormentarsi e di risorgere attraverso il gioco ombra luminosità.
È la luce che ridisegna il mondo e così facendo lascia riverberare l'ombra. L'ombra si sente di conseguenza avvicinata e interrogata dall'uomo nella sua transitoria evanescenza che imprime contenuti prima di annullarsi.
Non ci rendiamo conto adeguatamente vivendo in questa società dove ogni obiettivo e bisogno sembrano essere soddisfatti, della risonanza che possano aver avuto la rivoluzione copernicana o le leggi di Keplero. Sembra una sostituzione da nulla aver tolto dalla posizione centrale la terra e avervi piazzato il sole.
La prospettiva insegna a vedere il mondo nel mondo. È la nuova chiave di accesso simbolico alla realtà e il pentagono è la figura che più si presta a questa operazione in quanto rappresentativo della dinamicità dell'uomo.
Il saluto in chiave amichevole e di buon augurio in inglese è "cheers". Questa parola che sembra sbucata dal nulla ha una profonda attinenza etimologica con la parola "ciliegia" e con "cara". La ciliegia già nell'antichità aveva un valore particolare.
Le sculture in piombo incontrano il favore di artisti e committenti dal Rinascimento in poi. Il piombo è un metallo molto resistente e che quindi si presta agli spazi aperti, nonostante non abbia l'effetto seducente e serafico del marmo sicuramente anche più duro da lavorare.
La città ideale di Leonardo rimase come punto di riferimento inconcretizzato ma fondamentale nella lettura interpretativa e nell'intento progettuale della città rinascimentale. Evidenzia due fattori importanti: la scansione degli spazi e la funzionalità del progetto.
Il Medioevo è stato caratterizzato dalle figure geometriche del triangolo e del quadrato in rapporto al cerchio. Nel Rinascimento troviamo il pentagono. Il numero cinque che contraddistingue i lati di questa figura aprirà a nuovi scenari che si affermeranno nel Seicento in rapporto al pentacolo e alle nuove forme di magia.
La rosa rompe gli schemi. È l'aspetto fragile e meraviglioso della Natura che si concilia con la geometria. L'incastro di triangoli nel cerchio da' luogo a una rosa.
La rosa contiene il mistero e il segreto della Creazione. L'acqua di rose si riteneva nel Medioevo che avesse proprietà lenitiva e addolcenti straordinarie.
La liberazione di un popolo da una dittatura impostasi non tramite elezioni regolari, dovrebbe considerarsi al di sopra di ogni congettura possibile.
Dividere è uccidere. È il disegno perverso della società attuale. Dividere( diaballo in greco, da cui Diavolo) è l'attuazione delle forze malefiche che agiscono sul piano dello spirito, manipolando la psiche e le modalità di realizzazione della conoscenza.
Il caso Signorini che sta facendo scandalo in questi giorni, in realtà sta riproponendo un sistema vecchio di secoli per non dire millenni.
Questo è un Natale che ha dimenticato i bambini. Quelli della casa del bosco e non solo. È un Natale che guarda alla dissoluzione delle famiglie obiettivo che si sta costruendo passo dopo passo, mattone dopo mattone, a iniziare dall'abbandono nella soffitta del dimenticatoio della grotta con la Sacra Famiglia.
Gesù nasce per collocarsi al fianco dell"uomo. Per navigare al suo fianco tra gli stenti quotidiani. Navidad, Natale in spagnolo ci traspone all'immagine della nave che scorre non sempre placida sulle acque del tempo.
Il presepe è una dimensione nella dimensione. È un borgo nel borgo. La poesia a cui guardare nei giorni che trascorrono.
La versatilità di Roberta Tomassini si evidenzia nella sua capacità di spaziare tra i vari generi, ben consapevole della propria preparazione e del taglio critico che li connotano.
La musica è un viaggio e chi compone e le dà voce è un viaggiatore. È con questi presupposti che Roberta Tomassini incontra il suo pubblico, investendolo di volta in volta di emozioni che incantano e tracciano nuovi orizzonti. A lei e al suo ultimo successo "Tutta la mia vita" è dedicata questa recensione.
Spesso ritratto col bastone, Arlecchino è la maschera della disgregazione. È colui che illude e a lui si riconduce il Joker così come il Jolly che fa sperare di vincere e che subito dopo lascia avviliti e sconfitti.
La scrittura cura solo se ha in sé germi buoni pronti a germogliare anche negli altri. Ogni forma d'arte ha senso se inquadrata in tale prospettiva. Allora parla al di là delle esigenze di chi l'ha partorita.
Dissolutezza e dissolvenza hanno la stessa radice. Lo sperpero del dissoluto comporta la sua distruzione. È un tema questo caro alla letteratura di confine tra Ottocento e Novecento ma che caratterizza l'immaginario popolare di ogni epoca.
Il quadro rappresenta un momento messo a punto. L'immobilità riferita dalla ritrattistica è il presente eterno. È focalizzazione di quanto è e che potrebbe non essere più.
Il numero 33 è associato alla morte con una prospettiva di resurrezione. Su questo principio sì sono intrattenute diverse discussioni escatologiche ed ermeneutiche.
È nei legami che Dio trionfa, smussando così gli accenti sulle acredini. E lo fa innanzitutto incrociando la dimensione della terra attraverso l'unione con la Vergine Maria da cui nascerà il Figlio, re dei Cieli.
Il vero sogno è quando non ci si accorge di sognare. Attraverso il sogno ci ritroviamo nella nostra luce e in Dio. Riscopriamo l'attribuzione della nostra esistenza a Dio e al suo volere, che coincidono col nostro Sé e rendono misteriosa la luce più interiore. Dio è mistero e anche la provenienza dei nostri sogni.
Chi fa la guerra non ama il suo popolo. Si ha la netta sensazione che Israele si voglia suicidare con i tre fronti aperti, trascinando nel baratro l'Occidente e consegnandolo all'Islam.
Afrodite, nata dalla spuma del mare è colei che si frappone tra la discendenza vera, dal Principio, la vera tradizione e l'essere umano.
Il venerdì è per antonomasia il giorno di Venere. Tale giorno è stato stabilito ad anticipare il Sabato, deputato a Saturno e anticipatore del settimo giorno, il giorno del sole per i Celti, per noi cristiani del Principio Creatore e nostro Signore.
Cristo è Saturno. È Colui che attraverso la venuta della sua persona storica Gesù, prepara i nuovi tempi.
Non siamo da nessuna parte più presenti che nella vita che aspettiamo. L'attesa ci rivela. L'attesa è colma di aspettative. La seconda ci riassume nella prima e la prima ci trasporta incontro alla seconda.
In questa recensione:
La musica è un viaggio e chi compone e le dà voce è un viaggiatore. È con questi presupposti che Roberta Tomassini incontra il suo pubblico investendolo di volta in volta di emozioni che incantano e tracciano nuovi orizzonti. A lei e al suo ultimo successo "Tutta la mia vita" è dedicata la prossima recensione.
La realtà si ridefinisce attraverso non le parole ma le vibrazioni che esse trasmettono. E le vibrazioni si diramano attraverso i suoni che non sono significati compiuti ma viaggio e missione che ne esprimono il significato.
Trarre un'opera cinematografica da un romanzo o da un qualsivoglia componimento scritto comporta sempre alcuni rischi. È d'uso comune partire da un testo famoso e apprezzato per poi sviluppare contenuti spesso lontani se non del tutto contrastanti.
Nell'immaginario archetipico un luogo si rende tale nel momento in cui al suo centro è posto un albero. È quanto compie Dio l'Elohim (che fosse uno o più di uno non ha importanza in questa sede) in rapporto alla creazione di Adamo.
Se governi il tempo, governi il mondo. È dagli anni Settanta anzi, da un decennio prima che, consumatisi gli entusiasmi della vittoria sulle dittature di destra, i vincitori hanno potuto dedicarsi al loro vero progetto.
Il rudere testimonia il trionfo di Dio Creatore tramite la Natura sull'operato umano. Il rudere dalla stessa radice di Rosa e Rodere ma anche di Ridere demolisce la superbia umana.
L'uomo è il titanio. Colui che ha fatto della disobbedienza l'arma con cui sostituirsi alla volontà cosmica impressa dal Principio a tutte le cose.
La domenica di Cristo Re dell'Universo chiude il tempo ordinario e apre all'Avvento. Lodare l'Altissimo e riconoscerlo come tale ci aiuta a entrare nel nuovo ordine di idee e a prepararci alla sua venuta.
Novembre è per me il mese del dolore e del silenzio. Il mese in cui si riaffaccia quello che si è perduto. Novembre è il mese che ti porta via come le ultime foglie arrese al vento.
Afrodite è l'avvenenza ed è in tutte le dee trasfusa e diluita come gocce di mare o stelle di una notte sperduta e sconfinata. Il mare è sotto il cielo e il cielo è sotto il tetto del mare.