La crescita nella sua lenta visione e la maturazione fino al suo superamento di una stagione vengono scandite dalle festività.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Articoli e approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli
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La crescita nella sua lenta visione e la maturazione fino al suo superamento di una stagione vengono scandite dalle festività.
Il nome di Venere dea della passione amorosa e della bellezza, ci immette in un dedalo di svariati significati davvero affascinanti.
Abbiamo visto da dove deriva il termine "corpo", andremo ora a verificare il significato del corrispondente etimo in greco "soma somatos." Il termine "soma" si usava in agricoltura in riferimento a "bestie da soma" e già introduce al significato di soma e per traslato di corpo inerente alla parte solida.
"Tuppo" significa "sommità" e lo ritroviamo nell'inglese "top", così come in altri nostri termini come "toppa". Questa copre uno strappo o una lacerazione del tessuto.
Quelli della mia generazione sono al limite tra il mondo vecchio e quello nuovo in via di sperimentazione e di una sperimentazione che avverto infinita.
Il dramma di noi italiani è che non abbiamo mai concepito il senso di comunità in rapporto all'identità di appartenenza. Da questo è dipeso un affrancamento diffuso tradottosi in una forma accesa di rinnegamento delle politiche sociali in vista di traguardi individuali.
Se c'è un esempio nella letteratura mondiale che mette d'accordo cuore e ragione, questo è sublimamente rappresentato dalla Lucia manzoniana.
Arca e Casa sono composte ciascuna da quattro lettere. Sono parole che collegano il Creato al principio originario e al Cosmos. La casa è l'origine. Basta una madre col suo germoglio a rappresentare una casa.
Salviamo dentro di noi non i momenti particolarmente significativi e filtrati dalla coscienza, ma quelli che ci hanno visto più presenti, ed essere presenti significa essere centrati nel cuore.
Ognuno in cuor suo spera ed è la speranza come sentimento ad avvicinarci tutti.
Sono gli astri in cielo a indicare i passaggi epocali. Il termine segno indica proprio l'incisione su una tavola piatta che rappresenta il manto del Cielo, nonostante la sua profondità.
Nelle sculture antiche di troni litici sui quali sedeva la dea Madre con bambino, le spalliere avevano il lato superiore parallelo al piano d'appoggio, a ribadire il regime ctonio e orizzontale dei simboli legati al femminile.
La casa è il cielo. I contenuti che una persona si porta dentro di sé quando è in viaggio e a cui ritorna quando rilascia i suoi pensieri la sera sul cuscino prima di addormentarsi.
Siamo soliti riferirci alla casa come alla struttura che ci contiene, quando invece siamo noi a contenerla.
Passeggiare la sera nella purezza dell'aria invernale mi riconduce alla parte di me più antica.
Quando il cuore si concentra su qualcosa, raggiunge l'immobilità e l'eternità.
Il fior di loro rappresenta la purezza che s'innalza dai fondi melmosi.
Noi siamo qui nel presente, ma siamo anche contemporaneamente in altri infiniti mondi.
Il termine "piece" lo si trova anche in teatro. Si definisce così uno spezzone estrapolato da un racconto spesso monologo.
La pace la ritroviamo rappresentata dalla tavola rotonda nel mito di re Artù. La pace è negli equilibri della terra che governa.
La bellezza è un richiamo e il conseguente ritorno al regno perduto. Il castello incantato che ritroviamo nelle fiabe ha questo significato.
L'uomo scompare nel corso fluido delle cose e nelle trame dell'Universo. L'uomo è uno stadio in cui il tutto prende forma.
Il termine inglese "house" deriva da "casa". È interessante come in Inghilterra lo spazio interno della proprio casa sia definito "home".
Il bosco c'introduce alle nervature dell'essenza che determinano grovigli di trame, ma anche quelli che noi definiamo grovigli seguono un loro ordine ben preciso che ritroviamo riprodotto nella complessa struttura di nervature che sostiene il cielo delle cattedrali gotiche.
Il cuore della casa nei popoli nordici è rappresentato dal camino nelle abitazioni più lussuose presente in ogni stanza. "Fireplace" è la definizione di camino odierna che subito catapulta nell'idea che ogni cosa in casa abbia un luogo, così come ogni suo abitante.
Le apparizioni si hanno quando il cielo incontra la terra. E la casa è il luogo in cui le apparizioni si convertono in visite vere e proprie.
Gli elementi iconografici che designano Sant'Antonio Abate sono tanti. La Bibbia, il bastone degli eremiti, il fuoco, il maiale e il campanello. Mi soffermo sul bastone o anche, in sostituzione di esso, su un ramo vecchio o su una canna che anticamente servivano come sostegno ai pellegrini e agli eremiti.
Il tempo del riposo, il sonno sono elementi fondamentali delle culture agricole. Tutto si evolve e tutto si sviluppa ascoltando le proprie attese. I momenti di stasi sono necessari all'autodeterminazione nel futuro che è legato in un circolo vitale col presente.
L'uomo a immagine di Dio spalanca a una visione in orizzontale della religione, che riscontriamo anche nel Cristianesimo.
Il verbo "potere" si presta a svariati usi e a svariate situazioni modificandosi in base al contesto. È un verbo che nell'era moderna si è arricchito ulteriormente con un affinamento del senso civico e del rispetto di leggi e regole.
La sacralità del muratore è legata al fatto che ha messo piede in quegli spazi proibiti alla gente comune. Pensiamo ad esempio al Sancta Sanctorum. La tradizione ebraica della Torah si fonda proprio sulla sacralità di chi costruisce con la pietra o con le mani. In questo quadro facciamo rientrare anche Noè con la sua arca le cui misure furono consegnate a lui direttamente da Dio.
Consideriamo poco a volte che la vita di operai e muratori è da sempre fatta di sacrifici e di bassi guadagni. Se volgiamo lo sguardo all'indietro non possiamo ignorare i mastodontici monumenti, vessillo di floride epoche in cui chi ha creato non ha lasciato nome.
La quercia possente rappresenta la stabilità della casa e il fulmine che su di essa si scaglia apre alla visione di Dio che espianta l'uomo dal suo esilio terreno per ricondurlo alla patria celeste. La quercia è la stabilità della donna quale punto fermo nella vita di un uomo e il fulmine associato ad essa, è la riconduzione all'unità primordiale.
Il crollo della casa è sempre stato una delle situazioni peggiori da vivere e che ha determinato nell'uomo antico uno tra i peggiori tormenti. Assicurare stabilità a sé stesso e ai propri cari è stato tra gli obiettivi che ha distinto l'uomo dalla donna.
Abbiamo visto come l'illusione sia associata al fantasma. È questo l'aspetto contemplato degli spettri dalle culture nordiche.
Le etimologie ci aiutano a comprendere l'evoluzione dell'uomo in rapporto alla lingua. I suoni sono emozioni che traduciamo in noi sonoramente e che riconducono ai nostri sentimenti primitivi.
Il rischio è stato quello di confondere la dolcezza con la calcolata armonia. Ed è quanto suggerisce il manierismo seicentesco. Sarebbe stato impossibile che non avvenisse la scissione tra anima e pura estetica che provvede a trasferire l'anima nella fatua austerità dell'ordine umano.
Un Santo che di solito viene considerato in relazione al Carnevale che inaugura è Sant'Antonio Abate. Questo santo da non confondere con gli altri Antonio tra cui il santo di Padova, è molto venerato nel Sud Italia perché connesso con le civiltà della pietra e del deserto.
"Stranger" si lega a "Strenght: forza" e a "stress" e suggerisce l'idea dello sforzo che infondiamo per combattere ciò che è estraneo, che non sentiamo ricondursi a noi. Lo stress indica un punto di arrivo in una situazione che non riusciamo a gestire, alla quale occorre contrapporre una dura risposta. La forza nei Tarocchi la troviamo in relazione alla Torre che ci richiama al controllo delle situazioni di contro alla dispersione delle energie.
A questo serviva la casa col tetto, a lasciare scivolare via. E a questo è servita e serve tuttora l'esperienza dell'uomo.
Per l'uomo primitivo i pericoli peggiori piombavano dall'alto. Gli eventi avversi da cui proteggersi erano ai primordi della civiltà le calamità legate al clima. Morire perché colpiti da un fulmine o di semplice raffreddore erano all'ordine del giorno per l'uomo preistorico abituato a ripararsi nelle grotte.
Sia Keros (cera) che Kairos (momento giusto) si collegano a Ieros (sacro). È curioso come Sacer (in latino, sacro) contenga i riferimenti a entrambi i termini sopra precisati. La K apre alla creatività tramite cui Dio dà vita alla creazione sul piano orizzontale.
La dolcezza non è solo la conseguenza di uno stato di abbandono ma anche la prova di una sconosciuta eroicita'. Per traslato potremmo anche dire che la dolcezza è il risultato dell'eroicita' nel sapersi abbandonare al momento opportuno.
Dagli squarci di intimità affioriamo noi. L'ombra lancia indizi su chi siamo e su ciò che diventeremo proiettandoci sul futuro. Il ritorno dell'ombra a cadenza fissa su oggetti e organismi fa si' che venga rispettato il codice sferico impresso dall'ordine. Tutto ruota e la rotazione permette alle cose di addormentarsi e di risorgere attraverso il gioco ombra luminosità.
Il saluto in chiave amichevole e di buon augurio in inglese è "cheers". Questa parola che sembra sbucata dal nulla ha una profonda attinenza etimologica con la parola "ciliegia" e con "cara". La ciliegia già nell'antichità aveva un valore particolare.
Le sculture in piombo incontrano il favore di artisti e committenti dal Rinascimento in poi. Il piombo è un metallo molto resistente e che quindi si presta agli spazi aperti, nonostante non abbia l'effetto seducente e serafico del marmo sicuramente anche più duro da lavorare.
La rosa rompe gli schemi. È l'aspetto fragile e meraviglioso della Natura che si concilia con la geometria. L'incastro di triangoli nel cerchio da' luogo a una rosa.
La rosa contiene il mistero e il segreto della Creazione. L'acqua di rose si riteneva nel Medioevo che avesse proprietà lenitiva e addolcenti straordinarie.
Gesù nasce per collocarsi al fianco dell"uomo. Per navigare al suo fianco tra gli stenti quotidiani. Navidad, Natale in spagnolo ci traspone all'immagine della nave che scorre non sempre placida sulle acque del tempo.
Spesso ritratto col bastone, Arlecchino è la maschera della disgregazione. È colui che illude e a lui si riconduce il Joker così come il Jolly che fa sperare di vincere e che subito dopo lascia avviliti e sconfitti.
La scrittura cura solo se ha in sé germi buoni pronti a germogliare anche negli altri. Ogni forma d'arte ha senso se inquadrata in tale prospettiva. Allora parla al di là delle esigenze di chi l'ha partorita.
Dissolutezza e dissolvenza hanno la stessa radice. Lo sperpero del dissoluto comporta la sua distruzione. È un tema questo caro alla letteratura di confine tra Ottocento e Novecento ma che caratterizza l'immaginario popolare di ogni epoca.
Il quadro rappresenta un momento messo a punto. L'immobilità riferita dalla ritrattistica è il presente eterno. È focalizzazione di quanto è e che potrebbe non essere più.
Il numero 33 è associato alla morte con una prospettiva di resurrezione. Su questo principio sì sono intrattenute diverse discussioni escatologiche ed ermeneutiche.
È nei legami che Dio trionfa, smussando così gli accenti sulle acredini. E lo fa innanzitutto incrociando la dimensione della terra attraverso l'unione con la Vergine Maria da cui nascerà il Figlio, re dei Cieli.
Il vero sogno è quando non ci si accorge di sognare. Attraverso il sogno ci ritroviamo nella nostra luce e in Dio. Riscopriamo l'attribuzione della nostra esistenza a Dio e al suo volere, che coincidono col nostro Sé e rendono misteriosa la luce più interiore. Dio è mistero e anche la provenienza dei nostri sogni.
Chi fa la guerra non ama il suo popolo. Si ha la netta sensazione che Israele si voglia suicidare con i tre fronti aperti, trascinando nel baratro l'Occidente e consegnandolo all'Islam.
Afrodite, nata dalla spuma del mare è colei che si frappone tra la discendenza vera, dal Principio, la vera tradizione e l'essere umano.
Il venerdì è per antonomasia il giorno di Venere. Tale giorno è stato stabilito ad anticipare il Sabato, deputato a Saturno e anticipatore del settimo giorno, il giorno del sole per i Celti, per noi cristiani del Principio Creatore e nostro Signore.
Cristo è Saturno. È Colui che attraverso la venuta della sua persona storica Gesù, prepara i nuovi tempi.
Nell'immaginario archetipico un luogo si rende tale nel momento in cui al suo centro è posto un albero. È quanto compie Dio l'Elohim (che fosse uno o più di uno non ha importanza in questa sede) in rapporto alla creazione di Adamo.
Il rudere testimonia il trionfo di Dio Creatore tramite la Natura sull'operato umano. Il rudere dalla stessa radice di Rosa e Rodere ma anche di Ridere demolisce la superbia umana.
L'uomo è il titanio. Colui che ha fatto della disobbedienza l'arma con cui sostituirsi alla volontà cosmica impressa dal Principio a tutte le cose.
La domenica di Cristo Re dell'Universo chiude il tempo ordinario e apre all'Avvento. Lodare l'Altissimo e riconoscerlo come tale ci aiuta a entrare nel nuovo ordine di idee e a prepararci alla sua venuta.
Novembre è per me il mese del dolore e del silenzio. Il mese in cui si riaffaccia quello che si è perduto. Novembre è il mese che ti porta via come le ultime foglie arrese al vento.
Afrodite è l'avvenenza ed è in tutte le dee trasfusa e diluita come gocce di mare o stelle di una notte sperduta e sconfinata. Il mare è sotto il cielo e il cielo è sotto il tetto del mare.
Giunge il momento per un'adolescente di diventare donna e quel momento è segnato dal rapimento della passione che la schiude al mistero del sesso. Questo è Ade. La kore che si ritrova donna è la rosa che fiorisce sulle spine del rapimento del piacere dei sensi che procura dolore e stordimento.
Il niente non esiste. Anche il corpo ridotto ormai a polvere irrecepibile, ha una sua materia che l'uomo non coglie con i sensi. Ciò che è svanito non si è estinto ma ha cambiato vibrazione.
Gesù è il nuovo Noè. Nella radice di Noè c'è il riferimento a Nous e a nuovo. Egli è il Figlio dell'Uomo, ossia Colui che cambia le sorti dell'umanità in rapporto al ritorno al Principio.
Dovremmo prestare attenzione a dove posiamo i nostri passi perché diventeranno segni e orme. Il viandante apprende e lascia semi di esperienza e conoscenza.
Quanto divide in realtà raddoppia. Quanto sottrae, aggiunge. Quanto spira oltre noi e ci scavalca, in realtà ci raggiunge. Le parole e le loro radici primitive ci svelano un mondo che l'uomo nel tempo ha alterato e sconvolto.
Il ronzio delle api e degli insetti ripropone il suono vibrante dell'Universo. L'immobilità piena dello Spazio in cui però nulla sta fermo.
Latte e miele poi il vino nel Vecchio Testamento sono alla base dello sviluppo biologico dell'essere umano e della sua propensione verso la luce.
Domani è San Martino e già da stasera monta in me una strana felicità. Una festa questa che avverto molto e a cui mi preparo spiritualmente da giorni. O forse è proprio la festa a richiamare me.
Primavera è passare dall'altra parte. È il ritorno orizzontale degli uccelli che rincasano dalle migrazioni. È la spinta della terra dalle sue oscurità verso il sole. È il grido pacato di Flora, la dea che buca la terra e fa sbocciare i novelli fiorellini.
La domenica delle Palme ci insegna che la gioia sulla terra è un sentimento estremamente transitorio. Che è nella normalità cadere nel baratro della disperazione a seguito di una condizione così potente quanto effimera, come la gioia.
Il nome Marzo in relazione a Marte ci comunica tanti significati. Leghiamo Marzo alla rinascita della Primavera che anticamente significava la ripresa delle guerre.
La scelta dell'opera di Verdi "La forza del Destino" di apertura alla Stagione del La Scala lancia profondi moniti alla nostra società che ha smarrito ogni via.
Dentro ogni numero di telefono ci sono una, tante storie. Storie di vita e di affetto. Di abbracci lontani , dati e sepolti. Ci sono numeri che componiamo di rado perché la vita cambia e si porta vie le persone.
Approfittare senza sfruttare è sostenersi. Appoggiarsi come fa la Natura nei suoi molteplici esempi. Il bastone è anche questo. Essere di bastone a qualcuno è guidarlo e allo stesso tempo reggere su sé stessi il peso del mondo.
Il serpente associato all'Uovo è il simbolo della rigenerazione. Lo accostiamo pertanto e alla formula massonica del Vitriol, e al Cristo Risorto. La via di tramite è la lettura ermetica dell'Inri, l'iscrizione sulla Croce.
La Pasqua è passaggio. Pass-Qua è andare verso in un incontro. È proiettarsi nella luce dell'Aldilà non solo con tutto sé stessi ma portando dentro coloro che amiamo, affinché la nostra luce possa coinvolgerli.
Ogni rinascita è sempre preceduta dal silenzio. Nel silenzio trova radice ogni mistero. Il silenzio che anticipa la rinascita prepara al mistero inviolabile che è custodito nelle cose ed è il tesoro di ogni divina creatura. Il silenzio è quanto non dice ma parla e in questo lo leghiamo al Sacro Mistero. È il Cristo che riposa lavato di ogni affanno nel sepolcro e si prepara a ritornare al Padre.
La vera liberazione è dal corpo e ogni liberazione ha in sé un mistero.
Chiamiamo luoghi quegli spazi che possiedono un'anima e che sono dentro l'anima. Spazi in cui si entra e si esce attraverso la luce e che non conoscono la tenebra. Gli altri sono solo posti, circoscrivibili all'interno di paesaggi anche solo umani, in cui andarsi a svagare o amabilmente a rilassare.
Dal tempio pagano al tempio cristiano
La dott.ssa ippolita Sicoli, Responsabile delle rubriche di Arte Cultura e Spettacolo de "il Centro Tirreno" invita i suoi lettori il 24 novembre alle 17:00, presso la sede Uniter di Lamezia Terme in via Misiani 4bis, al suo incontro "Dal tempio pagano al tempio cristiano".
Quando pronunciamo la parola "corpo" ci riferiamo a qualcosa di integro e completo. Abbiamo già visto l'attinenza che unisce integro a compiuto. Il corpo è ciò che non presenta sbavature ma che nelle anime sante splende di luce e riflessi.
Il termine "corpo" si presta a diversi significati e interpretazioni. Abbiamo visto che scomponendo il termine otteniamo "cuore" e "palude o periferia" che determinano difatti la sostanza di una città. Il corpo è anche il nemico dell'anima nella contrapposizione tra fisicità e invisibile. La dicotomia di corpo e anima è alla base delle altre forme di diade come ad esempio Amore e Psiche.
Sul significato di "corpo" ci sarebbe molto da dire. Esso difatti si presta a svariate interpretazioni anche per la derivazione incerta. L'etimo "corpo" dovrebbe ricondurci alla radice sanscrita KRP che ritroviamo in "creare" e in "comporre".
La lingua inglese oltre ad essere avvantaggiata da una struttura grammaticale semplice, si presta ad essere acquisita in virtù del suo carattere onomatopeico che conduce a un'assimilazione rapida. La velocità con cui oggi immagazziniamo dati e informazioni deve essere sorretta da una lingua scorrevole e guizzante che stimoli la metabolizzazione di un fatto in tempo reale.
Tutto nasce dal giallo sembra urlarci la Natura. Il gallo sembra ricordarcelo rivolgendo la nostra attenzione sul tuorlo dell'uovo che racchiude il seme della nuova vita. Alla domanda se è nato prima l'uovo o la gallina, forse la saggezza antica infusa nei giochi industriosi della lingua italiana ci consiglia di rispondere "nessuno dei due".
Siamo echi di una sorgente di luce lontana che richiamiamo a noi coi suoni delle parole. Le parole come agglomerati di suoni sono quanto ci resta di chi siamo stati. Sono i campanelli che ci risvegliano dal torpore antico.
Da quando hanno smesso di testare i farmaci sugli animali, hanno iniziato con le persone. Mi viene da pensare che questa cultura di esagerato rispetto per gli animali venga manipolata dall'alto a fini torbidi, destinati a macabre ricadute sul genere umano che porterebbero a uno sfoltimento della popolazione mondiale.
La vita è un continuo riemergere dalle zone in ombra e allora si prova sollievo. È un rimanere giù negli abissi senza riuscire a vederli e a guardarsi dentro. La vita vera è in quei frammenti incalcolabili in cui afferriamo il respiro di ciò che ci viene nascosto perché ancora non per noi.
La giornata di San Valentino dovrebbe essere l'occasione per tutti di riflettere sul significato di Amore e su quello che ognuno a riguardo è disposto a dare e a ricevere. Andando ben al di là dell'isola felice e delle cene da favola che molte coppie di accingono a ricrearsi.
"Anfora" significa "con due anse" ed è, come da me già riferito, la rappresentazione della donna in rapporto alla sua funzione. I due manici sottolineano l'ampiezza del recipiente e i fianchi della donna che un tempo erano particolarmente apprezzati per la loro rotondità.
"Portogallo" significa "porto dei Galli". I Galli ( Galati) antico popolo della Gallia ( attuale Francia) erano noti per essere strenui difensori del loro territorio, nonché abili conquistatori. L'italiana Senigallia prende di fatto il nome da loro.
Il vaso anfora ricorda la donna per conformazione. Nell'anfora invece che nel vaso venivano inseriti i liquidi puri e destinati all'abbeveramento, oppure olii preziosi. Nell'interno dell'anfora c'è quanto va protetto e l'acqua e il vino, quest'ultimo poi trasferito nei successivi otri ricavati dalla cucitura delle pelli di capra che ha ispirato le zampogne.
"Fame" ha la stessa radice di "fiamma" e di "femmina". Avere fame di vita significa desiderare di godere intensamente della vita nei suoi aspetti soprattutto più libidinosi. La femmina è associata al sesso e a tutto ciò che spinge l'attività umana sul piano orizzontale.
L'anima gemella prescinde dall'attrazione fisica ed è su questo che le culture di ogni tempo si sono confrontate, cercando di trovare giustificazioni plausibili anche ai tradimenti.
Testo significa "vaso" perché raccoglie e conserva contenuti. Anche la parola "testicolo" ha la stessa origine. I testicoli erano considerati vasi piccoli che contengono semi. La desinenza latina "culum" ha il suo valore relativo non tanto al diminutivo che rappresenta ma alla provenienza.
La morte rivela quello che siamo riconducendoci all'essenziale. È quanto ci rivela lo scheletro prosciugato di muscoli e carne. Lo stesso fa il teschio la cui radice etimologica ci fa approdare e al testum: "vaso di coccio" e alla più plausibile "teca" sempre col valore di contenitore.
Maria conserva dentro di sé e medita. Per capire l'atteggiamento della Madonna dalla nascita del Figlio, dobbiamo innanzitutto considerare che lei mettendo alla luce Gesù che si rivelerà il Cristo, chi lei ben sa, è assurta a divinità, adempiendo il contrario di quanto si verifica al Padre Celeste incarnatosi nel Figlio.
Il vaso è la base da cui tutto è partito. Nel vaso che è rappresentazione del Cosmo, Dio ha trasferito se stesso. La prima conformazione di vaso è quella semplice, panciuta. Il vaso anfora subentra successivamente con i due bracci che ricalcano i fianchi rigonfi della donna fertile. Il vaso è il principio di Dio che traspone se stesso nella creazione.
L'incontro tra il re Pescatore e Parsifal è descritto nel romanzo di Cretienne de Troyes. Il nome Cretienne era molto diffuso nelle Francia medievale, come variante di Christian. In molti ravvisano una relazione tra il nome Cretienne e il dispregiativo italiano "cretino".
Pescatore e pesce si equivalgono. Il mare bagna chi lavora a contatto con esso e anticamente questo faceva sì che il pescatore fosse considerato anticamente una figura sacra. Il pescatore è colui che non si separa mai dal liquido amniotico che lo preserva dall'impurità della vita terrena. È come se fosse in contatto con un altro cielo, fluido e misterioso.
Sul legame tra l'ebbrezza e il Sacro mi sono già occupata ampiamente, prestando attenzione, laddove fosse opportuno, a contestualizzare le posizioni e gli atteggiamenti osservati, di cultura in cultura.
Non è un caso che Santa Brigida patrona d'Irlanda ricorra l'1 febbraio, il giorno prima della Candelora. L'accostamento della Sapienza alla luce lo ritroviamo non solo nell'attributo di eccelsa riferito alla santa in questione, ma anche nella derivazione del nome secondo la radice greca che unisce la sapienza alla luce.
In celtico Ambrogio è Emrys tradotto anche come Merlino. Ambrogio è il celta mago Merlino traslato a vescovo cristiano. In gaelico Emrys è Myrddin che significa appunto "mago" dalle radici im-mi (imago da cui immagine) e rddin: vedere.
La dea Vesta è strettamente connessa già nel nome al rito di accensione del fuoco. La parola Vesta la connettiamo al termine Estate che ha il suo significato in Essere così come in Bruciare. Siamo presenti con la consapevolezza più piena di noi stessi, nel momento in cui bruciamo la dimensione del tempo.