Per i giovani sognare equivale a evadere, nel tempo invece si impara a comprendere che sognare equivale a ritrovarsi e per altre vie ciò rimanda alla valenza del sogno per i più piccoli.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Articoli e approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli
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Per i giovani sognare equivale a evadere, nel tempo invece si impara a comprendere che sognare equivale a ritrovarsi e per altre vie ciò rimanda alla valenza del sogno per i più piccoli.
Giovedi si è aperto il Triduo Pasquale che prepara alla Resurrezione di Cristo. Come da tradizione, dal giovedi si osserverà l'astinenza dalla carne. Questo è quanto ci ha tramandato l'osservanza ai precetti cristiani, decaduti nel tempo a mera tradizione popolare che mantiene un contatto molto labile con i contenuti di Fede veri e propri. Il giovedì Santo è di fatti il giorno in cui viene istituita l'Eucarestia di anticipazione al sacrificio vero e proprio.
A che servono i simboli se non a essere capovolti? È quanto c'insegna la perversione che ciclica ritorna nel corso delle ere antropiche. Siamo alla fine del Kali Yuga in cui la sensuale e avvenente Kali danza sul ferro delle armi. Non a caso i vulcani terrestri in questo periodo sono tutti attivi e il sottosuolo si riscuote. Shiva è nella sua veste più irrazionale e pericolosa.
Dovremmo ritornare semplici, ma la semplicità ha bisogno di chiarezza non fuori, ma dentro chi la cerca o implora. Altrimenti è propaganda.
Più ci vacciniamo e più Rossi diventiamo. È un circolo vizioso. Forse forse chi ha rallentato la distribuzione, male non ci vuole. Si sarà messo la mano sulla coscienza? Credo piuttosto che questo fatto rientri nella strategia consumistica secondo cui, esasperando il mercato, aumenta la richiesta e quindi la vendita.
Guardare dall'alto equivale a tuffarsi dentro se stessi. Per capirlo, occorre sviluppare una visione panoramica che consente di penetrare nell'interiorità.
Non può esserci dignità della persona senza identità. L'identità apre a una visione nitida e pertanto critica di se stessi, in quanto là dove c'è trasparenza e limpidezza, è possibile applicare una trasformazione costruttiva. Occorre vedersi dentro per acquisire quella forma di rispetto verso se stessi utile a intraprendere legami relazionali convinti e duraturi, non solo sul fronte delle esperienze private.

Fa male tutto ciò che trapassa l'anima e martella la nostra mente. Se togliamo il pensiero, diventiamo insensibili, perché il pensiero appartiene anche al registro dell'anima. Il Pensiero è leggero ma ha un suo peso ossia, una sua consistenza. È volo che s'inabissa nel cielo paragonabile alle profondità dell'anima. Il Pensiero è volo di nuvole e trasporto di ali oltre il visibile. È un filo interminabile che ci porta lontano, unendo orizzonti e paradisi. Il Pensiero, come già dice l'etimo, è legato proprio all'attività della filatura.
Stamo diventando tutti senza gambe, ciechi, sordi, mutilati da una guerra che non riconosciamo. Quanto era attinente alla definizione di diverso e di malato perché non autosufficiente, ora è la regola, anzi, la legge a cui inchinarsi tutti.
La Natura è una grande campana che eleva e protegge senza comprimere. La Natura non è solo quanto a noi si rende percepibile e visibile. È composta di vuoti che si corrispondono tra loro con giochi di armonie. La campana è tensione verso l'alto e ricorda per forma una montagna vuota al suo interno.
E' proprio questo il senso dell'amore. in tutto ciò che fluendo svanisce, ci ricorda la nostra esistenza. Chi siamo e il nostro valore. Il significato che portiamo qui su questa terra attraverso il corpo che ci ricopre. Quando amiamo, siamo in noi come non lo saremmo mai, nonostante l'euforia. Ma è proprio questo l'euforia d'amore. Ci fa scoprire attimo dopo attimo significati prima invisibili e sepolti da strati di chiacchiere e di cose inutili.
Ogni giorno è una scoperta. La vita ci invita a perlustrare. A salpare per nuovi lidi che non ci chiedono necessariamente di andare lontano. Tutto ciò che serve e di cui abbiamo bisogno è intorno a noi. Intorno significa tante cose. Strati su strati, veli sopra veli, tende e tappeti. Ogni giorno il miracolo è in ciò che si compie a portata di mano e che noi non cogliamo perché viziati da una visione sofisticata della vita.
L'amore non è mai sottomissione. Sempre e solo elegante sentire che ci rende grati della semplicità che portiamo in noi e offriamo col cuore. La semplicità è eleganza per il fatto stesso di partecipare e collaborare all'ordine naturale che è implicito alle cose e si racconta ospitando il Creato dentro di sé.
Prima si soffre e poi s'impara. La sofferenza è legata allo scontro con la realtà dei nostri desideri che vanno in caduta libera. Questo è quanto tutti riteniamo accada, sorvolando sul fatto che anche la luce ha la sua gabbia.
"Per sempre" è desiderio che si tuffa nell'infinito. Nel momento in cui pronunciamo dentro di noi questa frase, già risiediamo nell'Infinito e col desiderio ne protraiamo la presenza. Il desiderio allora esprime la volontà che si realizzi l'effetto di questo protrarsi.
È falso il mondo dell'apparire, eppure è qui che c'incontriamo e ritroviamo. La giustizia allora non è forse obbedienza a un mondo ordinato che a sua volta rispetta regole precise e prestabilite che sfuggono alla nostra comprensione razionale? La Bellezza guarisce e questo è il suo compito nel mondo. Guarire significa elevarsi dal pattume creato e determinato dall'uomo.
Il sorriso e il volto disteso o stranito accalorano. Contagiano le labbra che si appianano sul volto contratto degli altri, facendo emergere il sole dentro gli occhi. La scena si risveglia e si solleva il sipario, mostrando oltre la parete in fondo, altri orizzonti che nella cecità distratta o compressa non spiccano.
Siamo soliti associare la nebbia all'amorfo scialbore che è tenebra e contrario della luce. La nebbia è invocazione soffusa, muto sentire che abita un'altra dimensione della luce ed è in essa presente. La luce è nebbia. Pulviscolo che confonde a seguito dell'abbaglio feroce.
La Natura è ritmo e in esso si esprime il miracolo della danza dei colori. La danza è vita perché nasce dalla vita e la pittura converte i colori in ritmo sulla base di ciò che è stato tramutato in dinamico e da qui nuovamente in statico. Ciò che è statico acquisisce carattere dinamico e viceversa, e in tale alternanza si palesa l'impronta artistica della pittura.
Non solo il dolore personale ma anche il male causato negli altri e di cui poi ci sentiamo in colpa ci aiuta a crescere. La vita sa essere perdono e il perdono si manifesta nel porci davanti ad altre e seconde possibilità. Per questo ci vuole vigili e distanti dallo schema delle forme nella loro statica fisicità.
Il gatto col Collarino vuole riprendersi la sua proprietà ma Gattone Nerone Panterone non intende mollare. Costui è un tenerone, è dolce e mansueto ma verso il gatto col Collarino diventa implacabile come non gli succede con alcun altro gatto delle vicinanze.
Un solo attimo a volte è tanto. Gli attimi decidono tutto. Negli attimi nasciamo e ci consumiamo. Tutto parte da qui e la nostra voglia di non arrenderci. Così come qui, in queste rspressioni che traducono pensieri, trovano senso la vulnerabilità e la fragilità del nostro esserci.
Se ripenso a tutta la bellezza incontrata e vissuta, allora sorrido e mi viene voglia di continuare a vivere. Grazie anche alla musica che ricordo e mi parla ancora.
Sei tu la tenerezza. Ciò che sporge dal letargo il viso all'uscita del passaggio segreto, la prima volta. Ogni passaggio ha una sua prima volta. È la prova a cui siamo chiamati tutti nella vita. È l'inizio della nuova vita che nasce e si sviluppa dalla dimensione erotica.
La speranza è figlia dell'attesa ed è uno dei doni che Pandora era tenuta a custodire nel suo vaso. La speranza è legata alla vita e alla morte e al passaggio delle stagioni.
La Creatività è instaurazione di una nuova armonia che ha per principio la rottura di leggi e schemi. La Creatività è una forma di luce naturale che succede alla luce precedente ormai convertita in buio. È delle epoche che constano di un basso numero di esempi culturali e artistici adagiarsi tra le tenebre, mancando stimoli e nuovi impulsi.
La casa ci rappresenta e ogni persona ha dentro di sé il suo mistero spesso insoluto anche dopo la morte. Non è mistero ciò che si nasconde agli altri, ma ciò che indaghiamo in noi e resta senza una risposta razionale. Il mistero allora diventa terreno inesplorato che si traduce in maschera agli occhi degli altri. Il mistero è la nostra ricchezza impenetrabile. È il contenuto che rende bella la nostra casa.
Siamo soliti rapportare l'Età del Ferro al ciclo epocale delle guerre e dell'egoicità chiamato anche Kali Yuga, perché contraddistinto da un approccio feroce dell'Uomo verso il proprio simile e da un comportamento di abuso sulla Natura in genere.
La profondità oggi è scomparsa, così come la serietà. La gente oggi ride poco e là dove non dovrebbe. Parimenti è scomparsa la profondità. Sembra strano al solo pensarci, ma serietà e profondità sono tra loro collegate.
La Creazione è un campo di battaglia, l'atto erotico che si consuma. Tutto parte da lì, dal combattimento della coppia che è però sconfitta di se stessi, della coscienza egoica.
Cos'è il passato se non il presente che ritorna per rimpossessarsi di noi e noi di lui, perché ci teniamo presenti a noi stessi? Cos'è la vita se non un soffio, una piuma che si stacca dell'eternità?
Il cuore è una costante nella Natura, e lo ritroviamo come formazione di quelle parti e in rapporto a quegli esseri che sembrano slegati dalla materia pur appartenendole, come uccelli, ali e mani. Nel cuore, come ricorda la raffigurazione in sé delle due ali che s'incontrano, c'è l'impronta di una coppia.
Il buono per l'anima è il bene. Una carezza sul cuore. Se fai del bene, l'anima sorride. Ciò che è buono fa bene al cuore. Ma non sempre ciò è vero. Questa regola di associare il bene al buono spesso per i nostri sensi più edonistici non risulta valida.
Un figlio è nella madre e una madre è nel figlio. Non c'è legge in Natura più bella di questa che esprime perfettamente l'idea di specularità che per esteso traduciamo in empatia. L'empatia in Natura non sarebbe forse la capacità intrinseca a tutte le cose non di confrontarsi l'una con l'altra ma di cogliersi l'una attraverso l'altra?
L'orgasmo sensoriale non è mai qualcosa di assolutamente tangibile. È l'ineffabile che non è traducibile con gli strumenti propri della ragione umana.
La Natura è magia. Oltre l'apparenza è un mondo meraviglioso che le storie e le antiche credenze mantengono in vita di contro alla modernità.
Vorrei entrare in questa foto per rivivere il non vissuto che mi porto ancora dentro e lasciar sbocciare la speranza del cambiamento alle svolte della mia strada. E soprattutto, per scoprire me attraverso te.
L'amore sviluppa la gratitudine e questa accede al ringraziamento. L'amore fa sospirare ogni dolore e nelle persone troppo stanche si spegne l'amore prima che esse spengano loro stesse. Il dolore è l'altra faccia dell'amore che rende gioioso e possibile ogni tragitto e il passaggio attraverso le strette porte.
Ogni cosa nasce e muore dentro di noi. Dentro di noi si compie ogni inizio e ogni fine. Dentro di noi è la chiave della vita che spegniamo o aiutiamo dando risposte.
Il dolore è scomparire. Assentarsi dal mondo per dileguarsi nel nulla che è una stanza senza luce. Nessuno è più solo e più distratto di colui che è immerso nel dolore.
L'amore ha più forme in questa vita. È fatto da un'unione che va oltre il concepito e l'ammissibile. Spesso siamo portati a pensare che la morte sia il limite dell'amore, quando invece è il dispiegamento del sentimento in tutte le sue incontenibili manifestazioni.
La morte ci osserva nella distrazione della vita, ma la ritroviamo anche in ciò che sfugge. La logica della consapevolezza legata alla condizione di presente non è solo una componente del pensiero orientale, essa trova riscontro in tutte le religioni e ancor più in quelle in cui la forte dicotomia tra gli opposti è avvertita.
Siamo sfuggenza reciproca che ritrova le ali dell'anima nel rapporto amoroso. Nei cunicoli stretti s'intrattiene la vita e da lì sguscia la nuova semenza che s'inalbera verso il cielo nutrita del fremito della liberta'. Eppure, nella gola profonda che la donna possiede nel basso ventre, la sacralità prende forma, divampando col suo incontenibile anelito di elevazione, protetta dalle pareti del nudo corridoio.
Si è tutt'uno col tutto anche con la nascita, e l'appartenenza alla madre lo ricorda e ne è conferma. La Madre è il tronco che ci mette al mondo e in quanto tale assorbe le caratteristiche e le qualità della figura materna. La linfa della pianta è direttamente connessa con le radici dalle quali trae sostentamento.
Cos'è il languore se non quello stato di scioglievolezza che ci coglie? Il languore che passa attraverso lo sguardo è rimandamento all'Assoluto primordiale e a quello stato di sacra latenza in cui ognuno era custodito e conservato dal Tutto in attesa di essere seminato.
Le stelle volano? No, hanno un destino. Il volo è libertà infinita e senza meta, per questo sradicata da tutto. Migrare nello spazio equivale a viaggiare e questo fa la differenza tra libertà e libertinaggio.
Le parole sono sguardi, anime con una direzione e un compito ben preciso. Semi per partire o con cui subire. Inclinano e determinano. Le parole scatenano impulsi e esercitano influssi, e sono una moltitudine di generazioni.
La purezza è magnetica, attira. A volte è devastante per chi la intende ma non le assomiglia. Eppure c'è ed è il motore vivente della Natura. La incorporiamo nella nascita e poi la perdiamo, perdendoci nella vita. È fragile la purezza e profonda come il cielo che ci sovrasta.
Non abbiamo bisogno di nulla se non di osservare. La rivelazione è difatti nella semplicità e proprio questa oggi ci viene preclusa.
Una lettera ribalta il senso della stessa parola. Miele, sinonimo di dolcezza, si trasforma in fiele: veleno. Il veleno diventa farmaco nel tempo. È una trasmutazione resa possibile all'interno del laboratorio alchemico che è la coscienza umana che porta alla maturità.
La nostra piccolezza a cospetto dell'immensità ci rende grandi. Ci assorbe e ci riporta all'unità col Divino. Dio è immanenza ma anche slancio e questa sua azione condotta su di noi e che io definisco di riassorbenza, la ritroviamo nel verbo "adorare".
Ciò che ci appartiene ritorna. Sotto altre spoglie ma ritorna. Il dio dell'amore non ci abbandona. Ci abbandonano le forme nel regno transeunte delle cose, ma non l'amore in sé. Esso ci domina, è tra noi ed è il collante tra il Creato e Dio.
Da ultimi studi risulta che i primi uomini andassero in letargo d'inverno. Questa notizia passata sotto silenzio contiene a mio avviso preziose informazioni che sotto il profilo biologico ci legano al mondo dei rettili discendenti dei dinosauri e quindi importanti perché alla base del regno animale.
Il figlio del Gatto Grigio gira sempre da queste parti e di notte si va ad accucciare sul piano delle casette postali, sotto la tettoia.
Nella Bellezza troviamo il compiuto, in una realtà che frammenta e non ha cura del senso che si trasmette dall'alba della storia umana.
Logos, Lux e Locus hanno la stessa radice da cui deriva la parola Luce. Il logos è il Verbo, la Parola che lega il Creatore al Tutto e si identifica pertanto nel Pantokrator: il Creatore indiscusso, il Signore dell'Universo.
Nell'ora della sera l'attesa diventa magnetica e si fa mancanza e presenza. Bisogno di appagamento. L'attesa non è mai di chi è solo, ma del solitario che dà valore alla presenza come all'assenza e pertanto sa chi incontrare. L'attesa è di chi si sa ascoltare.
In questi giorni rivado spesso ai ricordi lasciatimi dall'esperienza delle Medie. Rivisito odori, compagni e luoghi.
Ci aggrappiamo all'amore nei giorni freddi, come fosse l'unico albero nella steppa desolata. L'amore è tutto. È riempimento, è cominciamento. È il sole portato fuori dal cantuccio dell'anima. È ciò che resta, l'essenza che non passa tra le luci dello stordimento. È il fuoco che arde ma non brucia e non lascia secchi.
Il Natale è il tempo del riavvicinamento, della preghiera e della poesia.
Chi sogna è sempre dentro la sua casa. Anche chi protegge esprime e suscita tenerezza. La tenerezza degli angeli si esprime nei sogni che sono non aspettativa o rifugio, ma tessuto della nostra anima.
La voce è il sussurro del vento che parte dalle caverne dell'anima. Il finito corpo contiene l'infinito: l'anima che lo nutre di forza. Dimentichiamo che la voce nasce dalle oscurità finite che attraverso di essa assumono luce e forma, creando dal nulla lo spazio e il tempo. La voce è l'impronta degli astri che adoriamo e incanaliamo in noi trasferendoci nel letto della madre dove riprendiamo ad essere sostanza nella materia.
Vorrei che tornasse quel tempo in cui credevo che ogni cosa potesse avverarsi. Da bambini è così, non ci sono barriere tra il possibile e l'irreale, e per questo l'infanzia è l'età dell'anima.
Occorre essere nelle viscere delle cose per apprezzare l'oltre e il sopra. Il nuovo tetto del mondo che di volta in volta si offre. Per chi vivesse sottoterra non sarebbe forse il cielo il prato cosparso di margherite bianche, le stelle? Cosa sarebbe il cielo se non espressione dell'esigenza insita nella nostra intimità di perdurare nell'eterno che ci sovrasta?
Cosa sono le stelle se non il volto disegnato da una luce discreta che poggia sul trono dell'Eterno? Con le stelle siamo ovunque e nel cuore di chi amiamo.
La lontananza si traduce in nebbia all'alito del vento che sfuma i contorni delle forme in movimento, facendo danzare il petto.
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Il tempo è un'illusione messa in bilico dall'evanescenza delle stagioni che oggi soprattutto, a causa anche dell'inquinamento, non seguono più il loro naturale corso che dovrebbe portarle a manifestarsi appieno.
Il papa attuale continua a insistere sulla provenienza umile di Maria e Giuseppe che, a ben guardare, poveri non erano. Non sarebbe meglio dire la verità?
L'uomo è piccolo ma possiede l'infinito senza saperlo. L'ignoranza del senso di appartenenza è la peggiore e sradica l'uomo da ogni identità.
In rapporto a Mammona, questa divinità oscura che Gesù identifica nel demonio, viene facile l'associazione per assonanza alla parola “Mamma” che ritroviamo, seppur con lievi oscillazioni fonetiche, presente in tutte le lingue del mondo.
Il sole è solo come ci suggerisce la radice etimologica del nome. Splende alto nella volta del cielo ricordandoci che non sempre chi è solo è destinato a vivere nell'ombra intesa come qualcosa di negativo.
Dimentichiamo spesso che la donna non è solo una figura fisica, ma un principio che si riattiva nella Natura e nel suo ciclo di andata che ci porta a trasferirci su un piano diverso, e di ritorno.
Come ho già in altri articoli evidenziato, siamo portati a usare indifferentemente i termini "vecchio" e "antico" per esprimere lo stesso concetto.
Il pensiero personifica e realizza. Il pensiero del cuore è ricordo e magia. Mai come in questo tempo, compiendo il suo ultimo grido, il ricordo si è fatto presenza.
Eravamo portati a concepire la Verità come qualcosa di molto vicino ma invisibile nella realtà, perché troppo profondo.
In questo tempo fuori dal tempo tutto è possibile come ad esempio sentire una carezza di quella mano che aspetti sul viso, oppure entrare in quella casa dove non sei più da tempo.
Di questi tempi più che negli ultimi anni ritorna no a sorprendermi i ricordi di quando ero ragazzina.
Non privateci del sorriso. La gente un tempo sorrideva e lo faceva con grazia, gratitudine e bellezza. Il sorriso era il vestito più bello da indossare. Da tempo non più. S'incontrano di tanto in tanto sorrisi forzati, di educazione.
La Natura si fonda su un gioco di simmetrie e corrispondenze riconoscibili dallo Spirito.
La festa è occasione di incontro e specie le Festività sono motivo d'incarnazione della gioia del sacro nel suo significato più pieno anche attraverso la realta' di coppia.
Prestiamo fede ai contenuti alti che possediamo e all'ampiezza della nostra anima.
Ogni silenzio è una pausa, un momento che racchiude il tutto e giace all'interno dell'Universo. Ogni seme è anche il suo grembo tenuto assieme dal cordone ombelicale che chiamiamo vita. È uno specchio di pesci il ruscello che rianima il letto della foresta. È raccoglimento il silenzio, la voce dell'Eterno che scende tra noi per ricondurci a Lui.
Il numero Tre è uno di quei numeri la cui magia è segnata dalla ricorrenza nella letteratura ieratica e mitologica.
Ho nostalgia delle cose che sono state e continuano ad essere nel mio cuore. È questo il profumo inconfondibile di ciò che io chiamo vita e che si differenzia dal puro esistere.
La Fede nelle Scritture si misura nell'alternanza entrata-uscita. Oltre alla comprensione resa difficile dall'utilizzo di metafore e allegorie e di un linguaggio più che simbolico per la comprensione dei quali viene in soccorso l'esegesi, vi è l'applicazione della Parola.
Chi attinge il latte dalla madre è egli stesso parte della sua unicità universale. Il colore dell'incarnato del figlioletto che in questa superlativa opera di Guido Reni succhia il latte dalla figura materna, è lo stesso. Essi sono difatti un corpo unico.
La gratitudine è parte integrante dell'amore, se non il suo gioiello nascosto, che come una perla matura nonostante il dolore. La gratitudine è ciò che si forma nella profondità senza peso che si palesa come leggerezza.
È tagliente la vita nelle sue profusioni, negli ingannevoli salti nella gioia e nella pace. La leggerezza parla molte lingue a volte amare. È levità che incanta e poi ferisce aiutandoci ad entrare nel porto della maturità.
A quanti, a giustificazione del regime da Covid impostoci portano come esempio le restrizioni in tempo di guerra, rispondo dicendo che in tempo di guerra i bambini s'incontravano, si abbracciavano, giocavano... si andava a scuola da alunni e da insegnanti.
Quale la differenza che distingue i simboli dalle immagini? I primi sono veri ma non realistici, le seconde sono realistiche ma non vere.
Io l'ho vissuto un luogo così. Il suo odore buono e antico è in me. Questo luogo è stato il mio tempo racchiuso nel tempo. Uno scrigno di piccole cose, per me gioielli che illuminano le notti e le giornate buie.
Alla condivisa opinione secondo cui l'uomo è causa dell'epidemia per la conseguita sterilità dei rapporti umani, mi permetto di aggiungere tra le cause lo stato di abbandono in cui versa la Natura violentata nel suo essere.
Ogni visita è un ritorno tra le braccia delle origini.
Sulla razionalizzazione della fede si fonda il secolarismo abbracciato dall'attuale papa.
Sono diventata particolarmente insofferente verso quegli slogan lanciati a mo' di bombardamento mediatico contestativo del tipo: "La felicità dipende da noi. È tutto nel pensiero... ecc... ecc...".
Ognuno nella vita occupa diversi ruoli pur non recitando. Ci si comporta in svariati modi a seconda degli impulsi che ci trasmette chi ci troviamo dinanzi, o delle situazioni.
Vorrei che i nostri Governanti capissero che la vita non è fatta di doveri e di obblighi ma innanzitutto della soddisfazione dell'anima, che è una necessità sacra. Siamo fatti di Cielo prima che di terra.
Più che un trapezio è un poligono a sei lati che suggerisce la sagoma delle sacerdotesse.
Il neutro è associato all'indefinibile che non ha chiarezza. Spesso è visto come attributo degli angeli che non hanno sesso.
Il termine e l'inizio ricordano gli angeli, come l'epilogo di un tempo e i primi passi dell'altro che ci portano a scendere in noi stessi per ritrovare la nostra verginità, ossia l'intimità più profonda.
E’ nell'adolescenza che prendiamo consapevolezza dei nostri limiti e della nostra potenza.
L'autunno è la stagione che ci riconsegna al tempo dell'intimità.
La vita è nel desiderio che non si assopisce. Nei bollori che trovano mediazione nel pudore.
Ci accomuna tutti l'unico destino di lasciare. Vivere è tornare e lasciare, non trattenere. Di pochi è restare. Proprio colui che afferra in profondità il senso delle cose, non trattiene. Egli sposa l'essere che è sempre in ogni verità, e’ la verità.
Sappiamo tutti che un tempo, e mi riferisco a quello dei nostri nonni e ad ancor prima, la realtà era diversa.
Quando la scrittura chiama, devi abbandonare tutto quello che hai intanto intrapreso. È Dio che bussa al tuo cuore e non puoi resistergli.
Non c'è nulla di tuo che non si addica a me. Anche ciò che trafigge. Siamo luce ed ombra che s'incastrano. Siamo due principi che si toccano. Nel principio c'è tutto.
Viviamo nell'illusione del finito e attraverso il mare che si perde all'orizzonte, respiriamo l'anelito di infinito.