"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti", pronunciò lo scrittore austriaco Karl Kraus nella seconda metà dell'Ottocento. Una frase che calzerebbe alla perfezione se riportata ai nostri giorni.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Articoli e approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli
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"Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti", pronunciò lo scrittore austriaco Karl Kraus nella seconda metà dell'Ottocento. Una frase che calzerebbe alla perfezione se riportata ai nostri giorni.
Gli amori impossibili sono stelle che brillano nei cieli delle epoche in decadenza. Per quanto travagliati appaiano, da loro emerge una luce senza tempo che non stanca mai di inondare di piacere e poesia l'animo del lettore che si avvicina ad essi tramite la lettura, da un tempo futuro.
Questa nostra epoca somiglia per molti versi al passaggio dall'Ottocento al Novecento. Sono l'una l'immagine speculare dell'altro. Il cambiamento sociale durante il processo d'industrializzazione nel secolo XIX produsse un progressivo allontanamento dalle campagne e un processo di inurbamento delle periferie più marginali.
Il binomio "amore-morte" con l'avvento del Decadentismo si trasformerà in "arte-morte". L'artista diviene un viaggiatore nell'ombra che rifiuta gli algoritmi sulle basi dei quali si impongono le convenzioni sociali, per trovare realizzazione tramite la sua espressività artistica.
"Amore-morte" è il binomio intorno al quale si snoda la letteratura romantica. La contrapposizione tra la dimensione interiore e quanto si svolge nella realtà esterna è spesso ingigantito dalle convenzioni sociali. La società dell'Ottocento mostra diverse increspature nelle quali incespica chi mal tollera gli schemi e preferisce seguire se stesso e il proprio codice morale.
"Vorrei essere per me il tuo pensiero più bello (n.d.a.)". L'amore vero non soffoca, è diluizione. È il mantello che avvolge e in cui ci si distende nel fuire delle cose, per riposare e ritrovarsi nel fiume dell'eternità.
Procura dolore anche ciò che è presente dentro di noi. Per quanto consolatorio possa essere il pensiero o il ricordo di chi amiamo, esso non riesce ad attenuare il dolore della spaccatura tra il desiderio alimentato dalla condizione d'impossibilità e il reale che si svolge fuori di noi.
La noia è una caratteristica determinante che influenza gli errati stili di vita di Versailles. In una realtà distaccata dal mondo, in cui alla totale assenza dell'igiene fisica si accompagna quella dell'igiene morale, la noia è la nemica principale da combattere attraverso fughe amorose che spesso inciampano in gravidanze difficili da gestire che porteranno poi all'abbandono degli sfortunati o al loro affidamento a cameriere o servette di fiducia.
Nell'arte nulla corrisponde al caso. Esiste l'estro, la genialità che personalizzano quanto realizzato dalla mano dell'artista e vivacizzano e ampliano gli spazi interiori di chi guarda e ne gode. Il caso è l'inciampo nell'esecuzione che spesso umanizza e allo stesso tempo esalta quanto realizzato.
Si usa spesso dire che la morte di un figlio è innaturale se precede quella del suo genitore. È così che facciamo dipendere la Natura e i suoi ingranaggi dalla comprensione umana. È così che il destino si posiziona automaticamente secondo l'accezione della Grecia del periodo tragico al di sopra di tutto e degli dei stessi.
Il Settecento è il secolo dei lumi della ragione e di un mondo sommerso naufragato tra le ombre. L'Illuminismo che abbraccia il Settecento va visto come una conquista graduale e non come un'imposizione, a seguito degli errori commessi dalle dittature monarchiche. Segna pertanto un'epoca che vede in prima linea le conquiste sociali e non abbraccia solo la cultura, in quanto si propone come vessillo di cambiamento di ogni stile di vita.
Il tempo non esiste. È nell'oggi compimento ed evoluzione. È nell'oggi l'incontro. L'oggi è il presente che contiene diversi segmenti della nostra vita. È nell'oggi il compimento del passato. È nell'oggi quello che sarà il nostro futuro.
Le cose accadono improvvisamente, inaspettatamente. È così che germoglia la vita, o al contrario, la morte. L'essere fatalisti rientra in un gioco sottile per cui ciò che subiamo, quanto incontriamo e ci viene portato dagli altri agisce sulla nostra vita modificandone il corso.
Per assicurare a noi la vita in tanti la perderanno. È nell'ordine delle cose. E non mi riferisco alla vita dei nostri consimili, bensì alle altre forme di vita esistenti.
Il Puntinismo focalizza l'istante, scansionando il tempo in attimi. La realtà è pulsazione, sequenza di atomi lungo la linea del tempo e l'espansione nello spazio. Il Puntinismo e il Divisionismo educano a una nuova frontiera di fruibilità del reale che consiste nella visualizzazione a distanza.
Il Simbolismo è poliedrica visione del tutto in relazione all'uomo. Nell'Impressionismo apprezziamo la visione della luce che nutre e assorbe i contorni, ponendo in secondo piano la definizione del disegno.
È quando si è giù che si fanno i peggiori sbagli. Ma a volte la vita ci presenta la necessità di sbagliare, per andare avanti. È questo il suo scopo, andare avanti.
La maschera non copre ma rivela e proprio l'introduzione e la riscoperta della tragedia in chiave lirica rappresentano il passaggio dal Romanticismo al Novecento. La prima fase dell'Ottocento è fortemente influenzata dalle teorie vichiane e dall'impronta neoclassica che rielabora e riattualizza il Mito.
L'artificio, la finzione sono una forma di crudeltà perché contro lo spirito della Natura. I personaggi delle opere romantiche possono esprimere forme di crudeltà in quanto veri. La verità è intesa come conformità alla mutevolezza della Natura che in campo sentimentale può arrecare gravi danni.
L'uomo di oggi non sa più cosa sia la luce e misura le stagioni in base al caldo e al freddo che tra l'altro si alternano caoticamente. L'ingresso della luce artificiale nel quotidiano ci ha estraniati ulteriormente dalla fonte primigenia di luce e calore rappresentata dal sole.
L'estate è la stagione che brucia le illusioni e i sogni risvegliati dalla primavera. È l'esaurimento della vita che si rende palese col clima di festa. La Primavera è l'attesa che in sé già contiene sogno e illusione.
Il dolore spesso indurisce e contribuisce all'egoismo, se associato all'infelicità. Il continuo confronto con gli altri ci mette a dura prova, specie oggi in cui sembra che la dimensione privata sia vanificata dal continuo apparire spesso falsato da vari espedienti come fotomontaggi e foto ritocchi.
È delle anime forti la solitudine e il silenzio dell'amore. L'amore, quale dolce tormento, guida gli ossimori e ogni figura retorica del periodo romantico.
La cultura favorisce il ricordo e facendo ciò, prepara a convinzoni che vanno oltre la logica personale. L'ermeneutica non è solo fredda rielaborazione a cui lo studioso accede tramite il confronto con altri lumi del sapere, bensì apre a nuovi orizzonti del cuore. È quanto si realizza attraverso lo studio attento della letteratura.
Niente accomuna e unisce quanto la morte, ed è questo il contenuto più vero che ci restituisce il mondo del passato, la sua arte, il suo pensiero. La morte diviene la vera casa, l'unica patria che ci appartenga nel bene e nel male, e non solo perché sconfigge le vanità umane, ma e soprattutto, perché ci porta a una maturata conciliazione con chi abbiamo o ci ha ferito. La morte allora si rende indispensabile per quella calma interiore di chi è trapassato e di chi rimane in vita.
La varietà del paesaggio italiano trova la giusta rappresentazione nel patrimonio pittorico espressivo del Romanticismo. I colori descrivono e riproducono profondendosi nell'animo dell'osservatore in un'operazione sinestetica che matura dalla suggestione provocata dal reale.
La ricerca del sublime e le sue notevoli rappresentazioni caratterizzano in modo incisivo e distintivo la prima fase del Romanticismo. Vi è nelle svariate espressioni che connotano questa epoca la volontà di imporsi sui rigidi schemi dell'antecedente cultura illuministica.
Luna o sole? A volte la differenza è labile. Le cose entrano in noi e dalla pancia della nostra anima fuoriescono, plasmando il reale. Somigliare è essere e questo concetto ci riporta al senso di unità primordiale e perduto.
La letteratura russa è un concentrato di bellezza. Questo si deve in buona parte alla tradizione orale che lì ha fatto da padrona per lunghi secoli e millenni. Come ho già spiegato in altri elaborati, l'uso costante della trasmissione orale di contenuti letterari non solo epici, consente lo sviluppo di un importante immaginario che fortifica a lungo andare il popolo interessato.
Siamo soliti riferirci al Romanticismo come a un'epoca in cui tutto splende di situazioni uggiose. In cui l'autunno trova la sua giusta collocazione in sintonia col sentire umano. L'autunno è la stagione dei contrasti che ben si abbinano ai sentimenti agitati umani.
Il governo della ragione sull'anima è un forte tema dell'antichità che ha presentato distorte o acute interpretazioni, a partire dal Cristianesimo. Nel Medioevo il dissidio tra anima e mente ha portato a una fioritura di esempi artistico letterari.
Il borghese è colui che si crea da solo e si autodetermina, definendo il suo destino, imponendosi ad esso. È quanto il Manzoni ci trasmette attraverso "I promessi sposi" intervenendo nella storia. L'agire umano cambia il corso degli eventi e in questo si esprime il pensiero del Risorgimento, applicando la teoria della responsabilità umana alla storia.
L'intelligenza intuitiva è di chi incanala la sua sensibilità nella ricerca dell'armonia col tutto. L'intuizione ci porta in avanti, in vantaggio rispetto alla comprensione logica della realtà ordinata secondo la legge meccanicistica della causalità.
Le donne che caratterizzano il firmamento dell'arte romantica sono astri che splendono di una luce non materica. Non seducono con l'intenzione ma in quanto contraddistinte di particolarità che le rendono sacre come sacra è la Natura. Questa forma di ancestrale e nascosta bellezza si sposa molto bene con le adesioni e iniziazioni di artisti e pensatori romantici a circuiti esoterici.
L'Ateismo che impregna il Pensiero romantico sembra confliggere con la spiritualità che lo connota. Siamo soliti riferirci all'ateismo come a una posizione dogmatica che rifiuta in tutto ciò che non è materia tangibile.
È della nostra cultura post pagana fare confusione tra spiriti, spettri e fantasmi, associando questi ultimi alla luce. I fantasmi per tutti noi sono bianchi, lenzuola fluttuanti o vaghe sembianze di corpi che guizzano o frusciano attraversati dalla luce.
Le ossa sono ovunque. La magia della profondità della terra che fa sì che la quotidianità abbia il suo splendore. Abbiniamo a quanto splende la ricchezza luccicante e sfarzosa di quanto andiamo ad aggiungere. La distrazione dalle cose nuove che riflettiamo nella vita e nella realtà che ci circonda, allenta gli occhi su quanto c'è di completo e di esaustivo.
Dove finiscono le storie non raccontate, i finali irrisolti e le probabilità scartate? L'autore romantico non se lo chiede. Esiste in lui ed esisterà nel lettore solo quanto è espresso e ciò rientra nel discorso formativo che ritroviamo nel rapporto cantore- mito- ascoltatore.
È incredibile come l'uomo romantico nell'infinito rintracciasse chiazze di chiarezza. Tutto parte da dentro rendendo tangibile la profusione di infinito e indefinito. L'indefinito, diversamente da quanto accade nell'interiorità dell'uomo decadentista, nel Romanticismo sviluppa paludi di splendore che rendono insufficiente l'uso del verbo.
Il Romanticismo si rifà al tempo dei miti, ma esclude il dogmatismo anche religioso. Ciò sembra contraddire la spiritualità che permea pensiero e arte romantici.
Il Romanticismo sviluppa i concetti di ampiezza e profondità. Come sopra, così dentro. Al mare tumultuoso guarderà anche il Decadentismo come metafora della confusione sull'identità dell'uomo. A proposito dell'infinito come espansione, un esempio ci giunge qui in Italia non solo dal Leopardi, ma riguardo alla ricerca espressiva anche dal Manzoni.
Sulla figura di Maria Maddalena è stato scritto tanto. Ella rappresenta un anello fondamentale di congiunzione tra l'antico mondo ebraico e quello nuovo evangelico. Il silenzio della Chiesa ufficiale su di lei motivato dall'equivoco esegetico che l'ha confusa con la peccatrice, ne ha accresciuto il fascino a partire dal Medioevo fino al Romanticismo.
Di elementi che accomunano il Romanticismo e il Decadentismo ce ne sono tanti, tra tutti spicca la profondità. Quando parliamo di infinito, la mente fornisce un'immagine estensiva. L'infinito è vastità a cui fa seguito la profondità.
Napoleone Bonaparte autoincoronandosi costruì un mito attorno a sé. Dobbiamo però tenere a mente che l'uomo dell'Ottocento era totalmente diverso da quello attuale e a caratterizzare le enormi differenze non è solo il tempo storico ma anche i modelli d'ispirazione.
Anche gli animali hanno un loro destino. Tutto in Natura a un'anima, la Natura è essa stessa spirito illeggibile attraverso la ragione e può essere colta solo come viaggio delle sue singole parti. È quanto il Romanticismo sostiene risvegliando l'arcano.
In un'epoca condizionata dalla forte presenza dell'irrazionale all'interno delle singole esperienze umane non può che ricollocarsi in maniera incisiva la tragedia nel suo significato più dirompente.
La necessità di concentrarsi sull'unificazione porta l'uomo romantico italiano, armato di patriottismo, a soffermarsi sul tempo storico. Crescere significa leggere, interpretare e saper trasmettere quanto accade. Saper districare la matassa degli eventi.
Come da me già puntualizzato nei precedenti articoli, l'Italia a differenza degli Stati europei, arriva tardi alla realizzazione dell'unificazione nazionale. Il concetto di nazione aleggia già nel Medioevo e ancor prima all'impero romano, ma tanti sono i fattori contrastanti che ne impediscono la realizzazione.
Il cuore è il sangue. In esso contenuto e contenente si identificano. È del pensiero gotico romantico traslare il fruitore verso i significati reconditi delle parole e ritornare alla primitività delle immagini.
Di contro tendenza rispetto al tema della figura femminile durante il periodo romantico, appare di primo acchito la Lucia di Manzoni.
L'idea di patria, quasi sogno infinito, incita lo studio del Mito che viene ripreso e reinterpretato col Neoclassicismo. L'Illuminismo e le visioni politiche che ne conseguono espresse in termini di nuove conquiste sociali al servizio di un più autorevole disegno di uguaglianza, si scontrano con una realtà aristocratica recalcitrante a privarsi dei suoi consolidati privilegi.
I volti di Renoir hanno sempre una loro definizione che li fa apparire nitidi. Sono un sole che va vissuto più che visto e ascoltato. Tutto ciò che è tondo ha una sua pienezza e in questa pienezza va colto il senso della vita.
A sfoglie il cielo si adagia, va a posarsi sul sole e alle pendici della vita. È la conclusione del tramonto e un nuovo inizio. Gli sfilacci delle nubi sono pagine che si riavvolgono e concludono il romanzo del giorno.
Abbiamo bisogno del tramonto per ricordarci che la vita è diluita in attimi e che ogni giorno si apre e conclude un capitolo.
Il concettualismo con cui si esprime l'intelligenza dell'artista dovrebbe essere sempre controbilanciato da una convincente rimodulazione estetica. L'arte evoluta è sintesi di cultura dell'essere e ricerca del bello che non può essere assolutamente negata.
L'infinito è una lunga attesa. Sa essere pace come anche estenuante afflizione. L'infinito è un profumo che aleggia nell'anima dei giusti così come in coloro che non hanno visione di se stessi.
La decadenza attuale si evince anche dal fatto che pochi sono gli artisti che si propongono nella ritrattistica infantile. Proporre nell'arte equivale a proporsi, a lasciare tracce di sé nella visione oggettiva del mondo.
La forma ci orla e ci separa dalla Natura. Siamo Natura visibile e invisibile, bellezza e intelligenza che a più stati ammanta le cose, ci definisce partendo da esse. La musica è affinamento di un estro che conduce oltre le parti visibili e ci innalza secondo un processo che è naturale e altresì di ribaltamento degli schemi del pensiero. Chiamiamo Natura ciò che è altro da noi e che rimane in noi visibile dal momento della nascita, da quando è la Natura a collocarsi in noi.
La solennità e l'eleganza che pregnano ogni atteggiamento delle figure minimizzano o coprono del tutto l'assenza di prospettiva e riconduce l'osservatore a un'ingenuità, base virtuosa della bellezza metastorica.
Desiderio e gusto del proibito sembrano intrecciarsi inestricabilmente negli animi più geniali e nei pittori che più di tutti attribuiscono forme e colori ai loro stati interiori.
Il 14 luglio è ricorso l'anniversario della nascita del pittore Gustav Klimt. Con klimt l'arte entra nel suo discorso più magico, reso possibile dallo scardinamento e dalla ricomposizione della luce in pittura. È impossibile scindere Klimt dalla nuova organizzazione culturale dell'Europa che grazie all'Età Vittoriana si espanderà a conquistare nuove frontiere e a importare fermenti culturali esotici che influenzeranno i preesistenti linguaggi dell'Arte.
Dalla Natura nasce la perfezione. L'uomo è Uno ed è in Dio e con Dio e la fanciullezza degli Unti è esternazione della perfezione non intesa in termini di condotta morale, bensì di coscienza di appartenenza. Nel Mantegna vivido si fa l'orientamento dei singoli soggetti delle opere nel contesto spaziale paesaggistico.
Le immagini schiudono e le immagini ci riportano dentro, alla casa dell'anima che è luogo privato e anche territorio condiviso. Nell'anima non esistono i cosiddetti luoghi comuni e per questo tutto è vero e si lascia percepire come toccante, in quanto autentico.
È l'ermetismo il punto di snodo della musica anni Settanta. L'euforia sessantottina dura poco e gli ideali impattano sulla realtà nuda e cruda ridefinita da un assetto politico che contravviene ai grandi ideali di fratellanza, di pace e di umanesimo.
Mi sembra di pensarti da sempre, da prima che ti conoscessi ed è stato proprio questo pensarti a salvarci e a fare in modo che ci incontrassimo.
Il tempo appartiene al sogno della realtà. La Letteratura e l'Arte anche in carenza di questa consapevolezza operano in ogni epoca, sopperendo così alle gravi mancanze di cui l'individuo artista si fa portavoce. Esiste il sogno nella materia che conduce a desiderare carne e lusso, e poi il sogno vero e proprio che tiene testa alla concezione più alta dell'amore.
Oggi la musica è concepita come "Omnia," ossia presente in tutto. È di tutto ciò che è presenza. Con la musica oggi, si è in un mondo parallelo in cui ogni cosa, anche lo spazio, è anima. In questa dimensione si è in fusione con chi ci ha trapassati ed è presenza: eterno e spazio configurato come Universo e Vuoto.
Negli spazi inesplorati dell'anima sono altro, sono me. Chi è l'altro, dunque? L'altro non è che il nostro sé sconosciuto che vive nell'ombra che è il dubbio ma anche il senso del mistero.
Tramite te, Signore oggi, e la tua esperienza umana che si spezza, penetriamo nel significato della parola "mondo", pulito, intonso. Non può esserci mondo, senza unità
Se è vero che l'amore è la conseguenza diretta di legami imprescindibili dal desiderio, esso non può che essere al di sopra di ogni concetto e di ogni astrazione
Il Natale ci aiuta a riscoprire l'importanza di donare. Come la Pasqua, è la festa della morte e della Luce che ci attende oltre.
Cristo, il simbolo vivente dell'Universo. In questo ci riconduce a Dioniso e a Shiva, espressioni del dinamismo alla base della Natura e di ogni prefigurazione cosmica. Il loro volto è prestato dal bisogno immaginifico insito nell'uomo attraverso cui esprimere realtà troppo grandi da contenere nel pensiero.
L'amore è nascita. È il carburante della vita, il motore dell'Universo. Nell'amore noi affondiamo, da esso riemergiamo senza averne consapevolezza se non quando tocchiamo le viscere del dolore.
L'abbraccio è protezione e oscurità. Contrazione e accentramento. Espressione della circolarità che nutre ogni cosa.
Ci esprimiamo nel tempo e nello spazio, cancelli della vita. Il sogno è l'immagine rappresentativa di uno stato di veglia, secondo Jung, ma è anche l'abbraccio di altre vite che trascendono i limiti di questa dimensione.
Conosciamo l'amore come dono di Dio e come esperienza determinante della vita
La Natura esiste indipendentemente da noi. Noi siamo una parte di essa, una piccola parte e non prescindiamo da essa. Se la Natura prescinde da noi, noi esseri umani invece siamo a lei legati in quanto emanazione dello stesso spirito creatore.
Ci sono luoghi impregnati di noi, nonostante non ci siamo mai stati. E poi ci sono loro, i luoghi dei sogni. Nel sogno ritroviamo posti cari che parlano di noi, ma è anche vero che ci sono luoghi che noi vediamo e visitiamo per la prima volta all'interno di un sogno.
“Notizia” cosi come “novella” indica novità. “Novella” in più ha una funzione augurante. La buona novella che ritroviamo nel Vangelo contiene un messaggio di buon augurio che consiste nel preparare l'uscita dal tempo e dalla morte a chi ne seguirà la via.
Il volto è l'immagine del sole in quanto si mostra a noi. Il volto dell'amato poi, è la divinizzazione del sole e racchiude il senso del viaggio.
La Parola vergata è la spada incisa nella roccia del tempo. La Scrittura diventa così di stimolo all'azione e forgia il carattere. La Parola apre dibattiti e diviene terreno fertile per chi assume le redini del comando di un popolo.
Tradurre un'emozione a parole o per via razionale è di per sé un'operazione difficile se non impossibile.
Siamo orientati a credere che la sofferenza sia preparatoria alla grande gioia come meta finale di un percorso esistenziale, ma difficilmente accettiamo il percorso al contrario, dalla gioia alla sofferenza.
È strano come a volte la parola “niente” possa significare tutto.
Il pudore è l'antro del mistero. È la luce che filtra dalle grate dei castelli. Il pudore è della vergine che si fa donna e diviene maestra di se stessa.
L'amore è rivelazione. È il segreto enunciato dalla luce. È il corpo dell'anima. Quando il corpo muore l'anima si denuda trascendendo la Natura e il suo spirito. L'inverno è la grotta dei desideri mai proferiti che si svelano in primavera.
Il rispetto nasce dai confini e i confini poggiano sul rispetto. Corrispondenza empatica basilare.
La psicanalisi ha il merito d’intervenire con assoluta modestia là dove le risposte assiomatiche rimangono lacunose e rivolge la nostra attenzione verso l'interno della persona.
In un casa coesistono infinite vite. Nel momento in cui l'uomo da nomade è diventato stanziatore, l’esigenza di darsi una propria dimora ha cambiato non solo l'assetto della società ma anche i canali di percezione del Sacro.
Il limite giustifica l'avanzamento dell'esplorazione scientifica e l'uso della tecnologia.
Il cielo riempie e colma le imperfezioni. Lo spazio è in se’ bellezza e concepimento delle immagini. Da qui, se il Nulla è l'inesistente anche sotto forma di pensiero, il Vuoto è il Pieno, ciò che da' la forma.
Il mare è perdersi. È il luogo del destino che accoglie le singole vite.
La sede della creatività è l'interiorita'. Il pensiero vola oltre le possibilità finite e crea. La creazione è lo slancio del presente verso il futuro. La componente umana che si accende di divino.
La Bellezza è riconoscersi e appartenersi. La ritroviamo.alla base della filosofia dell'appartenenza.
Gli anni 70 hanno siglato la fine del pensiero tradizionale e l'avanzamento delle nuove idee che hanno preparato il terreno al Mondialismo.
Spesso dimentichiamo che un simbolo adottato in età moderna ha radici lontane nel tempo e nello spazio. É quanto accade anche al simbolo dell'Infinito, ormai adottato dalle Scienze in tutte le loro applicazioni.
Con la ragione siamo nel tempo. Agiamo, pensiamo riflettiamo nel tempo spazio che riteniamo basilare al nostro universo, eppure, al di la’ del tempo lucido che ci impegna nel suo trascorrere vi è il tempo del non pensiero e della vera e propria creazione.
Il tema dell'amore perduto è ricorrente nei testi romantici portati a considerare il presente nel suo nostalgico ripiegarsi verso quella condizione di gioia e armonia d’incanto spezzata. Piu’ che la passione, la tradizione romantica tende a rivalorizzare la condizione di appagamento totale dei due amanti nel fluire implacabile del tempo.
Solo alcune donne vogliono essere amate, molte altre pretendono di essere adorate e non è la stessa cosa.
Ognuno è cieco verso se stesso.
I numeri sono il collante che lega il finito alla dimensione dell’Infinito e permettono di leggere e comprendere i segni dei Tempi.