La pietra crea forme di paesaggio quando è lavorata dagli agenti atmosferici se non dall'uomo. Usiamo la definizione di paesaggio urbano per indicare l'insieme di linee e figure geometriche che creano l'illusione di un paesaggio naturale.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Articoli e approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli
Abbiamo 337 visitatori e nessun utente online
La pietra crea forme di paesaggio quando è lavorata dagli agenti atmosferici se non dall'uomo. Usiamo la definizione di paesaggio urbano per indicare l'insieme di linee e figure geometriche che creano l'illusione di un paesaggio naturale.
La dolcezza non è solo la conseguenza di uno stato di abbandono ma anche la prova di una sconosciuta eroicita'. Per traslato potremmo anche dire che la dolcezza è il risultato dell'eroicita' nel sapersi abbandonare al momento opportuno.
La luce definisce e lascia emergere le cose dai flutti delle tenebre. È questa la percezione del mondo in età rinascimentale e per mondo s'intende la realtà che grazie alle Scienze spinge sempre più in là i suoi limiti.
Dagli squarci di intimità affioriamo noi. L'ombra lancia indizi su chi siamo e su ciò che diventeremo proiettandoci sul futuro. Il ritorno dell'ombra a cadenza fissa su oggetti e organismi fa si' che venga rispettato il codice sferico impresso dall'ordine. Tutto ruota e la rotazione permette alle cose di addormentarsi e di risorgere attraverso il gioco ombra luminosità.
È la luce che ridisegna il mondo e così facendo lascia riverberare l'ombra. L'ombra si sente di conseguenza avvicinata e interrogata dall'uomo nella sua transitoria evanescenza che imprime contenuti prima di annullarsi.
Non ci rendiamo conto adeguatamente vivendo in questa società dove ogni obiettivo e bisogno sembrano essere soddisfatti, della risonanza che possano aver avuto la rivoluzione copernicana o le leggi di Keplero. Sembra una sostituzione da nulla aver tolto dalla posizione centrale la terra e avervi piazzato il sole.
La prospettiva insegna a vedere il mondo nel mondo. È la nuova chiave di accesso simbolico alla realtà e il pentagono è la figura che più si presta a questa operazione in quanto rappresentativo della dinamicità dell'uomo.
Il saluto in chiave amichevole e di buon augurio in inglese è "cheers". Questa parola che sembra sbucata dal nulla ha una profonda attinenza etimologica con la parola "ciliegia" e con "cara". La ciliegia già nell'antichità aveva un valore particolare.
Le sculture in piombo incontrano il favore di artisti e committenti dal Rinascimento in poi. Il piombo è un metallo molto resistente e che quindi si presta agli spazi aperti, nonostante non abbia l'effetto seducente e serafico del marmo sicuramente anche più duro da lavorare.
La città ideale di Leonardo rimase come punto di riferimento inconcretizzato ma fondamentale nella lettura interpretativa e nell'intento progettuale della città rinascimentale. Evidenzia due fattori importanti: la scansione degli spazi e la funzionalità del progetto.
Il Medioevo è stato caratterizzato dalle figure geometriche del triangolo e del quadrato in rapporto al cerchio. Nel Rinascimento troviamo il pentagono. Il numero cinque che contraddistingue i lati di questa figura aprirà a nuovi scenari che si affermeranno nel Seicento in rapporto al pentacolo e alle nuove forme di magia.
La rosa rompe gli schemi. È l'aspetto fragile e meraviglioso della Natura che si concilia con la geometria. L'incastro di triangoli nel cerchio da' luogo a una rosa.
La rosa contiene il mistero e il segreto della Creazione. L'acqua di rose si riteneva nel Medioevo che avesse proprietà lenitiva e addolcenti straordinarie.
La liberazione di un popolo da una dittatura impostasi non tramite elezioni regolari, dovrebbe considerarsi al di sopra di ogni congettura possibile.
Dividere è uccidere. È il disegno perverso della società attuale. Dividere( diaballo in greco, da cui Diavolo) è l'attuazione delle forze malefiche che agiscono sul piano dello spirito, manipolando la psiche e le modalità di realizzazione della conoscenza.
Il caso Signorini che sta facendo scandalo in questi giorni, in realtà sta riproponendo un sistema vecchio di secoli per non dire millenni.
Questo è un Natale che ha dimenticato i bambini. Quelli della casa del bosco e non solo. È un Natale che guarda alla dissoluzione delle famiglie obiettivo che si sta costruendo passo dopo passo, mattone dopo mattone, a iniziare dall'abbandono nella soffitta del dimenticatoio della grotta con la Sacra Famiglia.
Gesù nasce per collocarsi al fianco dell"uomo. Per navigare al suo fianco tra gli stenti quotidiani. Navidad, Natale in spagnolo ci traspone all'immagine della nave che scorre non sempre placida sulle acque del tempo.
Il presepe è una dimensione nella dimensione. È un borgo nel borgo. La poesia a cui guardare nei giorni che trascorrono.
La versatilità di Roberta Tomassini si evidenzia nella sua capacità di spaziare tra i vari generi, ben consapevole della propria preparazione e del taglio critico che li connotano.
La musica è un viaggio e chi compone e le dà voce è un viaggiatore. È con questi presupposti che Roberta Tomassini incontra il suo pubblico, investendolo di volta in volta di emozioni che incantano e tracciano nuovi orizzonti. A lei e al suo ultimo successo "Tutta la mia vita" è dedicata questa recensione.
Spesso ritratto col bastone, Arlecchino è la maschera della disgregazione. È colui che illude e a lui si riconduce il Joker così come il Jolly che fa sperare di vincere e che subito dopo lascia avviliti e sconfitti.
La scrittura cura solo se ha in sé germi buoni pronti a germogliare anche negli altri. Ogni forma d'arte ha senso se inquadrata in tale prospettiva. Allora parla al di là delle esigenze di chi l'ha partorita.
Dissolutezza e dissolvenza hanno la stessa radice. Lo sperpero del dissoluto comporta la sua distruzione. È un tema questo caro alla letteratura di confine tra Ottocento e Novecento ma che caratterizza l'immaginario popolare di ogni epoca.
Il quadro rappresenta un momento messo a punto. L'immobilità riferita dalla ritrattistica è il presente eterno. È focalizzazione di quanto è e che potrebbe non essere più.
Il numero 33 è associato alla morte con una prospettiva di resurrezione. Su questo principio sì sono intrattenute diverse discussioni escatologiche ed ermeneutiche.
È nei legami che Dio trionfa, smussando così gli accenti sulle acredini. E lo fa innanzitutto incrociando la dimensione della terra attraverso l'unione con la Vergine Maria da cui nascerà il Figlio, re dei Cieli.
Il vero sogno è quando non ci si accorge di sognare. Attraverso il sogno ci ritroviamo nella nostra luce e in Dio. Riscopriamo l'attribuzione della nostra esistenza a Dio e al suo volere, che coincidono col nostro Sé e rendono misteriosa la luce più interiore. Dio è mistero e anche la provenienza dei nostri sogni.
Chi fa la guerra non ama il suo popolo. Si ha la netta sensazione che Israele si voglia suicidare con i tre fronti aperti, trascinando nel baratro l'Occidente e consegnandolo all'Islam.
Afrodite, nata dalla spuma del mare è colei che si frappone tra la discendenza vera, dal Principio, la vera tradizione e l'essere umano.
Il venerdì è per antonomasia il giorno di Venere. Tale giorno è stato stabilito ad anticipare il Sabato, deputato a Saturno e anticipatore del settimo giorno, il giorno del sole per i Celti, per noi cristiani del Principio Creatore e nostro Signore.
Cristo è Saturno. È Colui che attraverso la venuta della sua persona storica Gesù, prepara i nuovi tempi.
Non siamo da nessuna parte più presenti che nella vita che aspettiamo. L'attesa ci rivela. L'attesa è colma di aspettative. La seconda ci riassume nella prima e la prima ci trasporta incontro alla seconda.
La Calabria non è una regione, è un luogo dello spirito. Non è terra, è uno spaccato dell'Universo. Qui è vivere tra arcipelaghi di stelle, nebulose e buchi neri.
In questa recensione:
La musica è un viaggio e chi compone e le dà voce è un viaggiatore. È con questi presupposti che Roberta Tomassini incontra il suo pubblico investendolo di volta in volta di emozioni che incantano e tracciano nuovi orizzonti. A lei e al suo ultimo successo "Tutta la mia vita" è dedicata la prossima recensione.
La realtà si ridefinisce attraverso non le parole ma le vibrazioni che esse trasmettono. E le vibrazioni si diramano attraverso i suoni che non sono significati compiuti ma viaggio e missione che ne esprimono il significato.
Trarre un'opera cinematografica da un romanzo o da un qualsivoglia componimento scritto comporta sempre alcuni rischi. È d'uso comune partire da un testo famoso e apprezzato per poi sviluppare contenuti spesso lontani se non del tutto contrastanti.
Nell'immaginario archetipico un luogo si rende tale nel momento in cui al suo centro è posto un albero. È quanto compie Dio l'Elohim (che fosse uno o più di uno non ha importanza in questa sede) in rapporto alla creazione di Adamo.
Se governi il tempo, governi il mondo. È dagli anni Settanta anzi, da un decennio prima che, consumatisi gli entusiasmi della vittoria sulle dittature di destra, i vincitori hanno potuto dedicarsi al loro vero progetto.
Il rudere testimonia il trionfo di Dio Creatore tramite la Natura sull'operato umano. Il rudere dalla stessa radice di Rosa e Rodere ma anche di Ridere demolisce la superbia umana.
L'uomo è il titanio. Colui che ha fatto della disobbedienza l'arma con cui sostituirsi alla volontà cosmica impressa dal Principio a tutte le cose.
La domenica di Cristo Re dell'Universo chiude il tempo ordinario e apre all'Avvento. Lodare l'Altissimo e riconoscerlo come tale ci aiuta a entrare nel nuovo ordine di idee e a prepararci alla sua venuta.
Novembre è per me il mese del dolore e del silenzio. Il mese in cui si riaffaccia quello che si è perduto. Novembre è il mese che ti porta via come le ultime foglie arrese al vento.
Afrodite è l'avvenenza ed è in tutte le dee trasfusa e diluita come gocce di mare o stelle di una notte sperduta e sconfinata. Il mare è sotto il cielo e il cielo è sotto il tetto del mare.
Giunge il momento per un'adolescente di diventare donna e quel momento è segnato dal rapimento della passione che la schiude al mistero del sesso. Questo è Ade. La kore che si ritrova donna è la rosa che fiorisce sulle spine del rapimento del piacere dei sensi che procura dolore e stordimento.
Il niente non esiste. Anche il corpo ridotto ormai a polvere irrecepibile, ha una sua materia che l'uomo non coglie con i sensi. Ciò che è svanito non si è estinto ma ha cambiato vibrazione.
Gesù è il nuovo Noè. Nella radice di Noè c'è il riferimento a Nous e a nuovo. Egli è il Figlio dell'Uomo, ossia Colui che cambia le sorti dell'umanità in rapporto al ritorno al Principio.
Dovremmo prestare attenzione a dove posiamo i nostri passi perché diventeranno segni e orme. Il viandante apprende e lascia semi di esperienza e conoscenza.
Quei fantastici anni Settanta, un mondo spaccato in due che lasciava presagire forme di dialogo. Apertura e chiusura, borghesia e nobiltà interagivano concorrendo a una idea di bellezza che sovrastava ogni attrito e che oggi si rende impossibile.
Quanto divide in realtà raddoppia. Quanto sottrae, aggiunge. Quanto spira oltre noi e ci scavalca, in realtà ci raggiunge. Le parole e le loro radici primitive ci svelano un mondo che l'uomo nel tempo ha alterato e sconvolto.
Il ronzio delle api e degli insetti ripropone il suono vibrante dell'Universo. L'immobilità piena dello Spazio in cui però nulla sta fermo.
Latte e miele poi il vino nel Vecchio Testamento sono alla base dello sviluppo biologico dell'essere umano e della sua propensione verso la luce.
Domani è San Martino e già da stasera monta in me una strana felicità. Una festa questa che avverto molto e a cui mi preparo spiritualmente da giorni. O forse è proprio la festa a richiamare me.
Con la conclusione ufficializzata della guerra fredda tra America e Russia, il mondo ha creduto di entrare in una nuova era di pace.
La sera del 31 ottobre è pregna di significativa solennità. Le date restano, nonostante le feste si modifichino con le mode e le epoche. A mio avviso un errore perché si corre il rischio via via di perdere i numerosi riferimenti alla Tradizione. La sera del 31 ottobre l'autunno sospira e si ritira al caldo delle case.
La distruzione di un modello e di un ordine costituiti ha senso se spontanea. Se va incontro da sé a un processo di invecchiamento irreversibile. Altrimenti è imposizione forzata dall'alto.
Gli amori a senso unico non hanno senso. Nel momento in cui la reciprocità non esiste, cade la maschera della finzione. La reciprocità rivela chi siamo attraverso il dare e il ricevere. La reciprocità dimentica ed esclude il protagonismo.
Avere fede significa accettare l'incomprensibile e andare oltre le contraddizioni. Avere fede è dunque, non arrestarsi davanti ai limiti imposti dalla religione, ma cogliere il respiro di una presenza che soverchia ogni cosa e le dà respiro dall'interno.
I popoli nordici antichi erano profondi conoscitori dell'arte della navigazione. Le ancore vichinghe ben scolpite e riportanti maschere di forze sovrannaturali esprimono la dimensione di equilibrio come contatto tra i due regni di cielo e di mare.
Esiste una pianta, la nepetella, che ha solcato la memoria delle civiltà italiche appenniniche. Comunemente conosciuta come mentuccia o menta selvatica, già anticamente era utilizzata a diverso scopo, non ultimo per rendere ancora apprezzabile il sapore di preparati e pietanze andate a male.
Quanto ci entra dentro può salvarci o ucciderci. Pensiamo alla radice di una pianta che sviluppandosi va sempre più in profondità e spacca la roccia. E' curioso come di un pelo la radice che affonda nella pelle risulti bianca, mentre lo stelo ha il suo colore.
La verginità della pietra si organizza spingendo l'acqua al cielo sottoforma di vapore. L'intelligenza divina ricade e permea come acqua che colma internamente ogni goccia che diviene balsamo di vita.
Il becco, a punta o arrotondato, è quanto sporge. Ad esso corrisponde il picco nella morfologia di un territorio. Sul picco la persona rischia di precipitare. È in una posizione di precario equilibrio.
Ci sono terre dal canto antico che si lega a un tessuto ben più vasto. È tra queste la Calabria la punta più meridionale dello Stivale, con una Storia che porta e ci trasporta a pendici geologiche dalle origini impensabili.
Venezia dissimulatrice delle fluttuanti illusioni. Perfetta così Venezia, capitale di un modo di vivere che rievoca Cloto, la filatrice d'idee catapultata nel reale di esistenze dai molti volti e mai conclusi.
I nuovi neretti che eravamo abituati a vedere negli stati del terzo mondo sono i bambini di Gaza. Dove sono i corridoi umanitari per questi?? E le ONG??
Primavera è passare dall'altra parte. È il ritorno orizzontale degli uccelli che rincasano dalle migrazioni. È la spinta della terra dalle sue oscurità verso il sole. È il grido pacato di Flora, la dea che buca la terra e fa sbocciare i novelli fiorellini.
La culla del destino di Papa Leone XIV sembra esserci stata rivelata da alcuni messaggi mediatici fatti passare come battute. La fumata col ciuffo biondo e Trump in veste di papa hanno anticipato quasi profeticamente il volto dell'attuale papa.
Per cambiare il mondo è fondamentale credere in quello che si fa. Intrecciare una corrispondenza fortissima tra chi si è e quello che si mette in opera.
L'elezione di Papa Bergoglio va inquadrata all'interno di una serie di eventi. Anticipa e segue quella che sarà la linea politica della democrazia progressista degli Stati Occidentali.
La domenica delle Palme ci insegna che la gioia sulla terra è un sentimento estremamente transitorio. Che è nella normalità cadere nel baratro della disperazione a seguito di una condizione così potente quanto effimera, come la gioia.
Il nome Marzo in relazione a Marte ci comunica tanti significati. Leghiamo Marzo alla rinascita della Primavera che anticamente significava la ripresa delle guerre.
L'Europa non è gli Stati Uniti. L'Europa ha per ogni stato una serie di storie consolidate alle spalle. Non è mai stata vista dai popoli d'oltremare terra di conquista, ma di evangelizzazione e di islamizzazione. Il pionierismo l'Europa l'ha creato e l'ha portata verso l'America.
La piega che sta prendendo l'attuale assetto politico economico dell'Unione Europea rivela un quadro che anziché proiettarci in avanti coi tempi, ci fa retrocedere alla configurazione imperiale dell'Ottocento.
La corsa agli armamenti della Von Der Layen sta facendo emergere serie spaccature all'interno di ogni schieramento. Sta difatti rivelando quanto l'unità sotto la cui protezione sarebbe tutta l'UE, sia di fatto una montatura politico economica.
Riarmo sì, Riarmo no, le Sinistre tremano
In un quadro geopolitico così complesso e dai continui colpi di scena, potenziare l'esercito nazionale non sarebbe una cattiva idea. Si ha l'impressione che anche in seno all'UE, fiorirà la guerra.
È curioso come con la fine dell'EU stia succedendo tanto altro. Coincidenze, o forse no? Il dubbio che non sia solo un caso sorge soprattutto in quelli animati da un pensiero ancora evidentemente critico e libero, che ci hanno visto chiaro quando in un mondo globalizzato ma sempre più fessurato, gli ingranaggi tutti insieme sembravano tornare.
A Sanremo quest'anno è cambiata la musica. In tutti i sensi e ce ne siamo tutti accorti. È questo un Sanremo che inneggia alla sobrietà dei costumi.
La scelta dell'opera di Verdi "La forza del Destino" di apertura alla Stagione del La Scala lancia profondi moniti alla nostra società che ha smarrito ogni via.
Dentro ogni numero di telefono ci sono una, tante storie. Storie di vita e di affetto. Di abbracci lontani , dati e sepolti. Ci sono numeri che componiamo di rado perché la vita cambia e si porta vie le persone.
Approfittare senza sfruttare è sostenersi. Appoggiarsi come fa la Natura nei suoi molteplici esempi. Il bastone è anche questo. Essere di bastone a qualcuno è guidarlo e allo stesso tempo reggere su sé stessi il peso del mondo.

Come dice il termine stesso, Profano sta in riferimento a quanto precede la manifestazione stessa. La manifestazione è l'evidenza fatta propria dalla Psiche, della visione.
Qui è tutto un rigoglire di bellezza. Un trionfo sulla fuliggine delle ombre che pure giungono. Calabria ha un sordo sentire che si rende traccia di ineffabile amore. Nel nome ricorda Candelabro, per il sapore antico che avanza con uno strascico di seta bianca, su per la scala di un sobrio palazzo.
La rivelazione di un luogo passa anche attraverso l'immediatezza dei suoi suoni. La musica della tradizione si fonda sulla capacità di percepire e consegnare quanto i luoghi raccolgono.
La rivelazione e la trasfigurazione della terra come regno della dimensione ctonia avvengono attraverso l'immagine della sposa. La neve come visione di purezza lega la terra al cielo.
E ogni volta che subiamo una perdita, ogni volta che divampa la fiamma del dolore, sentiamo cadere alla deriva, parti di noi. Ecco dunque, l'ardore, la passione farsi orrore.
Ognuno è il coltello di sé stesso. Smussare, levigare può diventare anche uccidere se si va troppo a fondo nella carne dell'anima. Diventare la scultura di sé stessi è una prerogativa iniziatica che assume proporzioni inimmaginabili nel difficile incontro con sé stessi.
Siamo soliti concepire la forma tramite colori o parole. Alla musica è invece affidata la svugenza dell'anima. Se c'è uno strumento che più di tutti sa rendere i ricordi trasferendoli nel presente come scene di un passato che ritorna per riessere ed essere amato, è il pianoforte.
Non c'è niente di più difficile del ritornare. Eppure ritorniamo sempre, quando ci ritroviamo vuoti nelle tasche della vita.
Ripensare il mondo, dovrebbe essere questo il compito dell'Arte. Ripensare il mondo per renderlo più mondo di questo, dovrebbe essere al centro dell'impegno di ogni forma espressiva, nonché di quella teatrale. Un mondo diverso, più autentico e libero da ogni logica del compromesso, come solo lo sanno vedere i bambini è nelle prerogative di un certo tipo di teatro, lontano dai riflettori.
Le persone ipersensibili non sono stupide, vanno semplicemente aiutate. Basta un sorriso e qualche parola in più detta con affetto. Chi soffre sa insegnare più di chi è nella gioia della cosiddetta normalità.
Il sole esplode al tramonto e si raccoglie all'alba. La morte regala scintille a chi resta. Schegge di verità che si posano nel cuore di chi resta. Ecco il senso della sospensione della sera. Raccogliere forze per essere presenti al sogno che nel buio si fa strada e ci prende.
Al tempo d'oggi ricordiamo San Nicola da Bari e lo veneriamo perché ponte tra il Mediterraneo e i popoli a noi lontani. Una funzione questa di ponte sacra all'umanità antica e che noi oggi disconosciamo.
Il Che diciamo che l'hanno sempre nascosto e al tempo stesso sottesamente incensato, a iniziare dai grandi cantautori come Guccini, Lolli ma anche come il Professore, Conte, De Gregori, De Andrè... A tal punto, da rendere difficile la vita a cantanti del calibro di Lucio Battisti che niente ha fatto mai di male, se non dichiararsi disinteressato a mettere la politica nella musica.
Omicidi raccapriccianti balzati agli onori della cronaca e sentenze emesse con i piedi, senza offesa per le estremità inferiori del corpo umano. Una disparità che lascia l'amaro in bocca. A Turetta l'ergastolo e alla "mammina amorevole" i domiciliari.
Basta cercarle e le situazioni, le cose ritornano a noi. Tornano in modo raro e bello, sorprendendoci di nuovo perché ritornare è come se si tornasse per la prima volta. Un'azione che non implica solo un'accurata riflessione, ma una compartecipazione di intenti dell'anima che ci fa catturare noi stessi attraverso una seconda vita che fluisce dall'ascolto di racconti.
Nulla ci tormenta e addolora più della tenerezza. Delizia e fragilità dell'essere umano.
Secondo alcuni studiosi di spiritualità, negli anni Sessanta sarebbero nati molti soggetti indaco. L'indaco è il colore dell'anima che ha raggiunto importanti livelli di consapevolezza. I bambini indaco, se riconosciuti e sostenuti durante lo sviluppo e nelle loro scelte da adulti, diventano potenti punti di riferimento epocali.
La musica è il colore del fluire del tempo. Ciò che è colore è anche velo. Ricopre di strati emozionali quanto è sottaciuto nel profondo. È protensione in verticale che tocca mirabolanti abissi e spinge in superficie, non rendendo distinguibile quanto è orizzonte dalla cortina di nubi.