Il sole in fondo al pozzo. Come cambia la percezione del Cosmo nel Rinascimento
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Abbiamo 264 visitatori e nessun utente online

Il sole in fondo al pozzo. Come cambia la percezione del Cosmo nel Rinascimento

Invito all'Arte
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times
Il David di Michelangelo
Il David di Michelangelo

 

La prospettiva insegna a vedere il mondo nel mondo. È la nuova chiave di accesso simbolico alla realtà e il pentagono è la figura che più si presta a questa operazione in quanto rappresentativo della dinamicità dell'uomo.

Le grandi sculture marmoree che compaiono nel Cinquecento ad opera di Michelangelo e Donatello celebrano la sontuosita' di anticamera all'eternità che rende forte l'uomo, disciplinandolo nel gusto alla bellezza suprema. Nello stesso tempo, lo lascia vibrare dentro emozioni sottili che aprono alla dimensione del sottobosco creativo.

La staticità delle opere risulta quindi solo apparente. L'uomo esibisce nella sua potenza atletica ogni possibilità virtuosistica riprendendo il Classicismo e rimodellandolo secondo le nuove esigenze. C'è un fuoco latente in ogni opera che reclama ascolto e vie parallele di accesso a quanto si va ampliando nella percezione e nel sentire umano. La scala elicoidale spiana gli orizzonti della stratificazione sferica dei vari mondi già descritta da Dante. L'architetto è il nuovo mago che sfonda i muri del già visto e conosciuto portandoci a vedere quanto prima solo appena intuibile. Indagine prospettica e scala elicoidale vanno insieme e le finestre sono fori di luce che permettono la lettura appropriata dell'ingegno prospettico. Tutto ciò che sommuove l'uomo internamente partorisce da una nuova luce sfuggente quanto coglibile, a seconda dei giochi di spazi e ombre destati. La visione complessiva si coglie da particolari angolature e in determinate ore del giorno. Quest'ultima finestra sulla lettura del mondo l'abbiamo conosciuta già nei primordi della scala estetica evolutiva dell'uomo, a proposito delle grandi strutture megalitiche sorte in rapporto alle porte solstiziali. La cultura della pietra orientata permea il Medioevo ma ora si va incontro ad altre scoperte legate alla flessibilità malleabile della luce che ritrae e traduce.

Sangallo che ammiriamo e nel palazzo Farnese di Caprarola e nel pozzo di San Patrizio apre le porte a una nuova configurazione di illusione che tende ad arretrare il giudizio dell'uomo posto ora di fronte all'invincibilità del suo estro basato sui rapporti matematici e geometrici. La matematica è al servizio della creatività e si apre una nuova visione che coniuga il mondo platonico col rigore pitagorico.

La visione dall'alto del pentagono del palazzo Farnese per vie indirette riporta all'ottagono di Castel del Monte, eppure c'è una differenza tra i due. Il secondo nasce come luogo adibito alla sperimentazione alchemica e come isola emblematica ed enigmatica al di fuori del mondo concreto e razionale. Il primo invece fonde la magia all'abitabilità e alla funzionalità in cui si esprime il sentimento razionalistico rinascimentale. È l'uomo al centro con le sue esigenze di ordine e di armonia che non possono prescindere per una condizione ottimale di vita. Corpo e anima devono trarre profitto congiuntamente e non parallelamente e in questo ritroviamo l'eco delle finalità delle antiche città stato mesopotamiche.

Capiamo bene a seguito di quanto detto che la razionalità matematica umanistico rinascimentale non è fine a se stessa ma apre a ingegnose soluzioni estetiche. L'ingegno dell'uomo va coltivato e non può essere separato da tutto il resto e in questo ritroviamo il pensiero di Leonardo, il primo a interpretare le varie frange del sapere in un'ottica di raccordo multidisciplinare.

Grande impulso offri' alla nuova percezione di un tutto organico la nuova visione copernicana che permise di stravolgere la concezione della luce ponendo al centro non la terra ma il sole. La pervasione della luce orienta a nuove interpretazioni l'esistenza e destabilizza su vecchi e consolidati punti di forza sui quali si erano arroccati vecchi sapienti e la stessa Chiesa. La luce in fondo al pozzo apre a nuovi scenari concentrici che iniziano alla Magia seicentesca.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

Ti potrebbero interessare anche:
home-2-ads-fsp-cca-001