Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
La rosa contiene il mistero e il segreto della Creazione. L'acqua di rose si riteneva nel Medioevo che avesse proprietà lenitiva e addolcenti straordinarie.
La rosa è simbolo di unione che innalza l'organo sessuale femminile a ruolo di fautrice di una nuova progenie in cui il tempo non sarà sottomesso a Dio ma di cui l'uomo sarà dipendente. In questa luce comprendiamo il valore della Rosa Mistica attributo della Madonna, in cui "mistica" richiama a segreto e a mistero. La Rosa Mistica è comprensione profonda. È la corona che trasferisce le cose del mondo su un piano di elevazione rispetto alla materialità. Non c'è Natura che si sviluppi nella compresenza di gioia e dolore quest'ultimo da trascendere attraverso il nome di Maria. In costei la rosa diventa sinonimo di libertà e compiutezza rese possibili attraverso il passaggio della morte vissuto attraverso la Crocifissione del Figlio che consente di ascendere a un'esperienza liberatoria collegata alla primordialita' originaria in cui tutto era gioia. La corona del Figlio fatta di rovi e spine intrecciati tra loro introduce a una realtà sostituiva a quella corrente, che contempla il percorso di trascendenza. Il dolore della morte non è conclusivo ma passaggio obbligatorio per assaporare una dimensione in cui è possibile cogliere le rose senza spine.
Attraverso la sua Ascensione la Madonna ci riconduce alla visione dell'arco nella sua valenza di elevazione. Il profumo di rose che annuncia la presenza di un santo, introduce una dimensione altra di gioia e di serenità che non conosce sfioritura. Il tappeto di rose senza spine è il percorso eterno che ci fa ritrovare tutti in uno stato di beatitudine, senza lo sconforto di imperfezioni e dolore.
Se per il cuoco l'uovo cucinato è la prova eccelsa di abilità, per i pittori lo è la rosa da rendere perfetta nell'incastro delle sue imperfezioni. È il labirinto delle fiabe la rosa, al cui centro serba un uovo di rinascita eterna. Quanto detto sembra confliggere con la teoria secondo cui la prova dell'abilita' del pittore è legata all'uovo e in questo ci riportiamo alla perfetta O di Giotto.
L'uovo lo ritroviamo ovunque. Di esso c'è traccia in tutta la Natura, anche nell'erba, nella forma dei funghi che fanno capolino. È curioso il riferimento di uovo a ovino non tanto tramite gli escrementi di pecora dalla forma rotonda o ovoidale, quanto il muso delle pecore dalla forma ricurva. L'associazione pecora uovo la ritroviamo in ogni passaggio dal valore iniziatico. L'agnello esprime la purezza del pulcino appena sgusciato. È ciò che prende forma dall'interno. Non esiste Pasqua ( dall'ebraico "passaggio") che non contempli tra i simboli la compresenza di agnelli e uova.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.