Afrodite e la kore della bellezza
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Abbiamo 246 visitatori e nessun utente online

Afrodite e la kore della bellezza

Amore e Psiche
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times
Afrodite e la kore della bellezza
Afrodite e la kore della bellezza

 

Giunge il momento per un'adolescente di diventare donna e quel momento è segnato dal rapimento della passione che la schiude al mistero del sesso. Questo è Ade. La kore che si ritrova donna è la rosa che fiorisce sulle spine del rapimento del piacere dei sensi che procura  dolore e stordimento.

È dunque legato all'archetipo femminile il sorriso della gaia freschezza che gira libero e morbido sui vortici dell'oscura pena. Quando smarrisce la sua gioiosa freschezza, la musica  della fioritura dei suoi giorni, allora la donna che era sorridente fanciulla mostra il lato avverso della sua bellezza, quella bruttezza della strega  dalla bocca sgangherata.

È quanto succede a Venere disgiunta  dal concetto più alto di bellezza che seduce e tradisce per mero piacere. L'amore associato alla bellezza venerea si dimentica della sua eternità andandosene a spasso col tempo. Con Venere la bellezza non è più esaudimento del Principio ma idea a cui guardare con l'arte e l'estetica che addolciscono i giorni avulsi da un significato di protensione e di  perfezione eterne. Quanto si mantiene sul piano di deità elevate, con Afrodite trasecola e precipita sotto la morsa delle onde taglienti. Afrodite è l'idea pura della seduzione, altro completamente altro dall'amore. È la dea delle celebrazioni saffiche, di quella rappresentanza irrisoria di donne studiose e raffinate che inneggiano alla dea e da lei vengono come la stessa Saffo tradite e inascoltate.

Cosa rende una dea tale se si sgancia dall'Eterno che abbraccia e contiene tutte le cose? L'idea di superiorità sfuggente e inarrivabile che mortifica le stesse devote e i devoti fino a ucciderli  con le sue perfide tattiche seduttive. Afrodite è la Venere. Colei che con sguardo sfuggente incenerisce dall'alto delle sue dune di perla. L'unica che sorride perché non invecchia e sfugge alla tirannia del tempo. Questo l'ha consacrata all'origine di una nuova stirpe che nessun contatto ha col regno mortale che trasforma la rosa dei denti di una donna nelle macerie di una risata volgare e sgradevole.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

Ti potrebbero interessare anche:
home-2-ads-fsp-cca-001