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Il nome Marzo in relazione a Marte ci comunica tanti significati. Leghiamo Marzo alla rinascita della Primavera che anticamente significava la ripresa delle guerre.
Da Marzo abbiamo ottenuto Marziale in rapporto alle discipline militari. Marzo, mese equinoziale, lo cogliamo in relazione al suo speculare Ottobre, lungo la verticale solstiziale. È il mese delle piogge che specie se violente, fanno marcire l'erba e i frutti. Dalla radice di Marzo può derivate anche Marcio. Un legame che riguarda anche e forse soprattutto, il rapporto tra l'incipit della Primavera con la morte. Non può esserci rinascita senza rinuncia di quanto è giusto che cada, un principio questo che leghiamo al salto dell'anima attraverso la Resurrezione del Cristo, in opposizione alla caducità del corpo.
A separare Marte da Morte è solo una vocale in seno ai termini. Marte ha acquisito da dio agricolo una valenza eroica a seguito di chi che è andato rappresentando, il dio della guerra. La guerra è conquista e la guerra può essere morte fisica. In rapporto alla figura di Gesù Cristo di cui spesso festeggiamo la Pasqua di Resurrezione alla fine di Marzo sulla base della prima domenica di luna piena dopo l'Equinozio, Marte rappresenta l'eroicità come conquista e modello di emulazione nei racconti epici. Gesù invece, attraverso la Resurrezione del Cristo ci comunica la liberazione dalla sofferenza tramite la sofferenza stessa. Il corpo è la via di transito per la conquista della Luce e non va dunque disprezzato come invece è stato fatto nei secoli medievali attraverso i flagellanti. Il corpo è messaggio di identità e unione, altro dalla carne soggetta a smembramento.
Il tema della Resurrezione del corpo e dello spirito è un tratto distintivo della religione cristiana e nei suoi aspetti ancora inesplorati, andrebbe concepito come vero e proprio dogma.
Il corpo sintesi di cuore e acqua, di vino e linfa, reca l'impronta indiscussa del suo Creatore.
All"opposto di Marzo, Ottobre è sottolineato dal vino che nel mistero dell'Eucarestia diviene Sangue di Cristo. A Ottobre anticamente si celebravano i riti agresti e silvestri. Fauni e Bacco preparano al passaggio dall'autunno al silenzio della terra che polverizza la materia. Inneggiano agli ultimi barlumi del sole prima che le ore di tenebra prendano il sopravvento. Sono figure quelle delle divinità campestri legate alla Natura e all'avvicendarsi delle stagioni. Con Cristo invece, entriamo nell'ordine del principio cosmico. Egli trionfa al di là della percezione delle cose visibili. In un Cielo che legifera e mantiene in vita ogni equilibrio perché è lì il regno di Dio.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.