Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
Uno strano Natale. Non può esserci infanzia senza democrazia
Questo è un Natale che ha dimenticato i bambini. Quelli della casa del bosco e non solo. È un Natale che guarda alla dissoluzione delle famiglie obiettivo che si sta costruendo passo dopo passo, mattone dopo mattone, a iniziare dall'abbandono nella soffitta del dimenticatoio della grotta con la Sacra Famiglia.
Rimane il principio in piedi, seppure. La ragione del Natale. Un bambino tutto solo nella sua mangiatoia vilipeso, deriso o amoreggiato. Un bambino, il neonato Gesù che viene tiracchiato da più parti, a seconda del proprio tornaconto. E allora lo ritroviamo nelle vesti del povero palestinese perché Betlemme è oggi in Cisgiordania e si dimentica che Gesù era figlio della casa di Davide. Più israelita di così? Lo ritroviamo naufrago di un barcone, ognuno gli dà la definizione che più gli conviene, perché tolto il tetto che unisce la triade della famiglia, anche l"infanzia precipita nella confusione dissolutrice di narrazioni opportunamente inventate.
Gesù è il Bambino che almeno nella sua prima infanzia è stato felice perché aveva una madre e un padre. A quanto pare oggi pure questa felicità è negata. È ritenuta impura come tutto ciò che non passa per le decisioni del grande sistema che ci sovrasta. Gesù era un bambino che poteva permettersi con i suoi simili di scorrazzare e divertirsi liberamente per le strade. Che aveva una madre comunque rispettata da un Giuseppe consenziente e di una modernità visti i tempi strabiliante. Così straordinaria, che gli ha permesso di farsi carico di un figlio non proprio e che ha riconosciuto come proprio. Sconcertante se pensiamo che oggigiorno in Medioriente, eccetto in Israele, l'emancipazione come libertà di diritto per la donna è ancora un'utopia. Non c'è infanzia senza democrazia. Non può esserci. E se è vero che la democrazia è un"utopia, allora sarebbe un dovere rigorosamente riconosciuto in quegli Stati che si professano civili, appoggiare, proteggere e difendere i popoli più avanzati, fari del mondo. E invece non viene fatto e si fa di tutto per riportare la civiltà nella notte dei tempi. Forse perché senza democrazia, i potenti possono banchettare sui cadaveri dei giusti.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.