A Sanremo quest'anno e' cambiata la musica
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A Sanremo quest'anno e' cambiata la musica

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A Sanremo quest'anno è  cambiata la musica
A Sanremo quest'anno è cambiata la musica

 

A Sanremo quest'anno è cambiata la musica. In tutti i sensi e ce ne  siamo tutti accorti. È questo un Sanremo che inneggia alla sobrietà dei costumi. 

Che sigla il ritorno del buon gusto che ha reso l'Italia regina dello stile nel mondo. Merito senz'altro di Carlo Conti e della sua ineccepibile professionalità votata alla sobrietà e alla qualità della musica, ma non solo. Ebbene, tutti sappiamo che Sanremo da qualche anno a questa parte si è reso il trampolino di lancio di nuove immagini e look non  solo fine a sé stessi, ma  tesi a voler cambiare gusti e mentalità degli Italiani, partendo da un Festival che ambiva a imporsi all'insegna dello stravolgimento di tutto. A partire da quel buongusto sano e costruttivo, come anche dal pensiero filtrato dalla luce del buon senso e del raziocinio. Come era stato più volte ribadito e a giusta ragione, il Sanremo degli ultimi tempi era fortemente ideologizzato. Tutto per tramite di Amadeus espressione della Sinistra e del suo pensiero antiumanista, che ha portato sul palco espressioni di degrado e di delirio di stampo giullaresco o peggio ancora orgiastico. Con trovate bizzarre e del tutto prive di senso, da giocoleria infernale.

Quest'anno grazie a Carlo Conti che ha fatto sue le esigenze di una Italia pulita, per cui si muove e combatte il Governo attuale, sta trionfando la musica degna di essere chiamata tale, con finalmente testi di significato e valore. Poco importa se in taluni casi prevalga l'impronta di un sentimentalismo nazional popolare anni Cinquanta, come nel caso di Cristicchi che ogni volta propone testi relativi a problematiche sociali dal risvolto umano  sul mondo che vorremmo e che invece siamo diventati. Ha prevalso la poesia che rende magnifica la musica italiana finalmente tornata protagonista, senza più  monologhi fronzolosi e allo scopo di imporre le insulse ideologie mondialiste. Ne avevamo tutti  le tasche piene. Ed ecco che si è data la possibilità ai grandi parolieri e autori italiani di esprimersi scortati da ben equilibrate melodie. Brunori e a gran sorpresa Achille Lauro e l'eccessivo Fedez finalmente sé stessi. Di grande impatto anche le  esibizioni fuori gara di Damiano David pure lui stanco evidentemente  delle pagliacciate burlesque in cui non si riconosceva più o  alle quali non si era forse mai piegato consapevolmente.

E poi da grande esultanza la presenza dei Duran Duran a dire il vero un po' inquietante per lo schermo dietro, su cui è apparso il volto di un mostro tra le fiamme. Forse l'epilogo di questa brutta era che sta volgendo finalmente al termine, o forse l'urlo di chi vorrebbe che il grande circo mediatico mondialista si protraesse all'infinito. Di contro si salva la dignità verginale di un festival che insieme alle simpatiche note di ironia di Katia Follesa, ha portato in scena la serafica presenza di Bianca Balti e l"esempio di Miriam Leone ex miss Italia che è riuscita a dare voce e volto al suo talento, esprimendosi nel Cinema e come conduttrice.

Un bel festival insomma,  dalla presenza non marginale delle nuove proposte. Un Festival che ci fa credere che fare televisione in modo sano e allo stesso  tempo divertente, sia ancora possibile.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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