La tivu' anni Sessanta. Il ruolo dei suoni e delle coppie nella nuova configurazione del mondo
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La tivu' anni Sessanta. Il ruolo dei suoni e delle coppie nella nuova configurazione del mondo

l'Opinione
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La tivù anni Sessanta. Ornella Vanoni e Walter Chiari
La tivù anni Sessanta. Ornella Vanoni e Walter Chiari



La realtà si ridefinisce attraverso non le parole ma le vibrazioni che esse trasmettono. E le vibrazioni si diramano attraverso i suoni che non sono significati compiuti ma viaggio e missione che ne esprimono il significato.

Un principio questo che prese vita come vero e proprio esperimento sociale col fiorire degli anni Sessanta del secolo scorso. Si usciva dalle ultime politiche di ripresa postbellica e si era nella necessità qui in Europa di inquadrare la società in una prospettiva di gioia e stabilità con cui far ripartire l'economia. L'Italia in questo era in prima linea e l'operazione richiese un grande coinvolgimento dei mezzi di comunicazione come televisione e radio in voga in quegi anni. Erano qulli gli anni del bipolarismo freddo, della contrapposizione America Russia. Del capitalismo sul modello statunitense  che si contrapponeva a un modello di società di controllo da parte dello Stato. Questa visione bipolare e manicheista laica del mondo era talmente  presente e radicata nell'immaginario collettivo da utilizzare il linguaggio creativo e artistico allo scopo di rafforzarlo in nome della libertà vera o presunta che fosse. L"ironia con cui si guardava alle realtà del mondo ancora bloccate in un rigore dittatoriale era di spinta a proseguire verso un futuro sempre più liberatorio. L'immagine della "coppia" nel mondo del cinema e dello spettacolo viene rilanciata da questa prospettiva. Dal raffinato quanto umoristico "Attenti a quei due" si balza ai duetti di Stursky ed Hutch, mentre da noi con  Bud Spencer e Terence Hill  il genere  investigativo e di spionaggio viene esteso a un pubblico di famiglie. I duetti e le coppie di artisti oltreché nella vita privata sono funzionali al rafforzamento dei nuovi modelli sociali e all'instaurazione di una nuova rappresentazione della realtà che però allora serbava qualche serio dubbio. Da Bud Spencer e Terence Hill si passa al trash in realtà molto finemente congegnato di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, e della  coppia vera e propria balzata sul piccolo schermo rappresentata da Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Non mancano i duetti artistico musicali di Mina con Alberto Lupo, Vanoni e Walter Chiari, mentre le gemelle Kessler, un nuovo modello di coppia, lanciano balli e giochi di parole mai fini a sé stessi. Voler riscrivere il mondo attraverso l'ideazione di combinazioni di suoni per imprimere una magia amuletica e positiva è nel Dadaumpa potenziato dalla figura centrale nello spettacolo del tempo, del Mago. Mago Zurli' prima, poi a seguire il mago Silvan e in ultimo Tony Binarelli mentre sempre più parole senza senso ma dall'impronta  carismatica trovano spazio nei programmi radio televisivi. Grande impulso a questo progetto socio culturale è porto dalla Carrà e dal suo Tuka Tuka che, se da un lato vuole sdoganare dal bigottismo sessuale, dall'altro ha l'obiettivo ben più serio di avvicinare i mondi e costruire dialoghi sulla diversità. Capiamo bene quanto questa operazione a lungo pensata ed elaborata creasse una forte barriera tra gli anni Sessanta e il decennio precedente. Villa, Pizzi, Consolini e gli altri verranno visti come il vecchio che non ha più nulla da offrire, mentre l'immagine del treno con tanti vagoni che scivola dal mondo all'Universo,    nell'immaginario collettivo del tempo guarda a inanellamenti fluidi con i decenni successivi, nonostante evoluzioni e superamenti  inevitabili. "Trenino va , trenino va, s'è  fermato giù in città" era il 1978 e la voce di Christian De Sica cantava così. Ed è così che da quì si inizia a ragionare in termini di decenni doppi: Sessanta Settanta, Settanta Ottanta... fino ad arrivare al decennio  Novanta di chiusura a una lunga epoca. Il crollo del muro di Berlino è la magia che tutti si aspettavano, ma anche l'episodio di rottura.

Le parole  magiche come il ricorrente Abracadabra inserite nel circuito di una nuova modernità investono coppie e quartetti anni Settanta come quello Cetra e continuano a circolare liberamente nella società del tempo, incoraggiati dall'Obabaluba di Daniela Goggi. A Zigo Zago dove  c'era un mago con la faccia blu tutti avremmo voluto andare e tutti ormai credevamo nella grande facoltà trasformativa di televisione e mass media allora disponibili. La famiglia Barbapapà e i lavoretti di das e ceraponga che caratterizzano quegli anni pongono l'attenzione sul potere plasmabile  dei suoni trasposti in vocaboli. Su questo tema insistono gli scioglilingua di Paolo Conte, dell' ineguagliabile Mina con le sue bolle blu ma anche e non ultimo di un Lucio Battisti fuori dagli schemi. La realtà nella sua visione plastica e non conservatrice è alla base del trasformismo che negli anni Ottanta appoggerà l'eclettismo da palcoscenico di figure come Ivan Cattaneo, Amanda Lear, Renato Zero, Alberto Camerini. Per nulla va confuso con quanto accade oggi sostenuto da circensi e malefici obiettivi transgender.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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