Il Rinascimento. L'uomo divino e la Natura
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Il Rinascimento. L'uomo divino e la Natura

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Roma - Pantheon cupola
Roma - Pantheon cupola

 

La luce definisce e lascia emergere le cose dai flutti delle tenebre. È questa la percezione del mondo in età rinascimentale e per mondo s'intende la realtà che grazie alle Scienze spinge sempre più in là i suoi limiti.

La luce con le sue oscillazioni confuse è lontana ancora dal manifestarsi. Nel Rinascimento si ha la percezione di un mondo pulito e quindi leggibile che emerge dalle tenebre dell'ignoranza e da un lacunoso passato. I quadrati e i rettangoli che derivano dall'architettura romana che possiamo ad esempio ammirare nel Pantheon sono rivisitati e inseriti nel discorso della prospettiva che fa da eco al moderno avanzamento delle Scienze. Basta la luce a scandire la bellezza dei momenti ed essa stessa riempie quadri magnifici altrimenti vuoti. In tale prospettiva assume la sua valenza significativa l'opera del Varrocchio "L'incredulita' di San Tommaso" dalla doppia interpretazione. La comprensione di Gesù ritroviamo in Maria nel La Pietà di Michelangelo. Il Gesù del Varrocchio però, al contrario, da Cristo viene colto nella sua umanità più alta che recupera i contenuti dell'Humanitas latina di Cicerone intesa nel senso di compiutezza ed integrità morale. Gesù è colui che ha concluso nel Cristo il suo discorso di obbedienza alla sua natura divina ed è di esempio al concetto di realizzazione in senso umano che colma la visione umanistico rinascimentale a riguardo dell'uomo.

La seconda traccia di pensiero che emerge dall'opera del Varrocchio è l'incredulita' delle tenebre al cospetto della luce e delle sue scoperte legate alla coltivazione delle Scienze. San Tommaso è l'uomo vecchio, ormai superato dalle nuove conquiste razionali messe in campo, restio a confrontarsi con un'idea di Dio che si esprime metodicamente attraverso il linguaggio dei numeri e delle forme geometriche, indicando all'uomo nuove strade di adempimento e di sconfinamento dai propri limiti.

L'uomo divino rinascimentale è la somma delle sue potenzialità creative fondate sul solido linguaggio matematico e scientifico e l'uomo vitruviano di Leonardo allievo del Verrocchio esprime appieno questi concetti.

Il Classicismo, il Mito con i suoi simboli teriomorfi vengono rivisitati e inseriti in una nuova luce. Gli animali nelle loro primitive caratteristiche vengono addolciti attraverso il ripasso della cultura razionale a cui ogni cosa va ricondotta. Figure di unicorno che compaiono mansuete al fianco di avvenenti vergini, così come l'ermellino che ritroviamo nel dipinto di Leonardo tra le braccia della dama riportano al filo sottile emblematico che collega il femminino alla Natura che però si mostra leggibile e lontana dalla tenebrosa selvatichezza di Diana. È come se si fosse piegata alla luce che illuminandola ne scopre attributi nuovi.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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