Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
Foto: Di Pietro Reale. Affaccio sul Tirreno da monte Scuro, Sila
La Calabria non è una regione, è un luogo dello spirito. Non è terra, è uno spaccato dell'Universo. Qui è vivere tra arcipelaghi di stelle, nebulose e buchi neri.
Una proiezione costante dei regni che rende la terra l'ombra solida delle nubi. È il simbolo che dall'Alto si cala tra anfratti e gole che disegnano paesaggi di una divina asperità. C'è tutto in questa regione che è il concentrato del Cosmo. La terra dei Vitelli prima di essere l'Italia era la Calabria, e qui la maestosità delle mucche si ravvisa nella solidità della terra che ambisce ad essere tale, sovrastando archi di grotte rimaste silenziose per secoli e millenni. Tutto è simbolo nel richiamarsi di popoli di stelle a mandrie di animali. E le nuvole che scivolano sul mantello degli elementi forgiano forme e una Natura che si riprende sempre sé stessa. È il mescolamento prima dell'ordine. È la tessitura di Persefone che richiama a sé il fuggire degli astri affinché ammansiscano le gole della notte. E sull'ammansimento dell'inenarrabile si fonda il sentimento del mistero che trafigge le menti più acute.
Non si può comprendere l'illuminante pensiero di Telesio e Campanella se non con l'analisi degli elementi primitivi rivisti e rilanciati nell'acuta prospettiva di recupero e ammodernamento di grecità e autenticità. Il misticismo dei santi è navigare col vento contrario tra i marosi spogli di luce e qui ravvisare la mano di Dio che dipana le tenebre e accarezza l'uomo.
La proiezione come estensione dell"uomo è penetrazione negli elementi del Creato, rivivendoli dal loro interno. L'estensione del vento che sibila tra le rocce e poi si spinge planando verso continenti inimmaginabili orienta verso l'invisibile, avvicinandolo come un caro compagno della solitudine. La Calabria traccia la presenza del Cosmo e lo fa con i linguaggi propri dei filosofi antichi. Di Pitagora ad esempio che univa la musica all'alfabeto dei numeri. Lo slancio delle braccia di San Francesco e prima di Gioacchino da Fiore è tensione verso la forgia vera del firmamento. È riconduzione della mente all'input intelligente del Principio. Ogni forma è visione di conoscenza che si entusiasma a nuovi orizzonti e magnifica l'uomo. Questo come il sole che cade nella bocca di Stromboli sul piano delle acque, assumendo le vesti di un'ostia salvifica che Dio somministra all"uomo. E lo grazia e lo fortifica dall'interno.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.