Ogni vaso di pianta è un microcosmo che nutriamo e contempliamo innanzitutto con la vista. È un bosco di meraviglie che si erge ai nostri occhi mantenendo la sua componente in ombra, avvolta nel mistero.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Articoli e approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli
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Ogni vaso di pianta è un microcosmo che nutriamo e contempliamo innanzitutto con la vista. È un bosco di meraviglie che si erge ai nostri occhi mantenendo la sua componente in ombra, avvolta nel mistero.
Gli uccelli e il simbolo della croce al centro dell'uovo cosmico a significare il volo come espansione. Ciò che rimanda al cielo e alla luce possiede le ali, come ha anche le ali chi dal cielo tende al basso per incontrare gli uomini e la Natura e portarli in alto.
C'è raccoglimento nel dolore, slancio verso i luoghi dove ancora non siamo stati e che abbiamo dentro. Si odia e poi si piange e ci si ripiega su se stessi per ritrovare ciò che abbiamo perduto e l'affetto nella vita più volte tradito.
Un gatto attende sempre qualcosa e risponde alla chiamata che riceve sottoforma di impulso energetico. È fruitore e dispensatore di correnti e flussi magnetici. Come nessuno, il gatto si pone in ascolto quando interrompe quanto stava facendo.
Il Destino è il risultato di ciò che noi diamo e mettiamo in tutte le cose. È il frutto dell'amore. Un amore finito male lascerà segni che piegheranno il corso del nostro destino inevitabilmente, verso il bene o al contrario verso il male.
E' bollente ciò che attraversa, algido ciò che si fissa e permane. Occorre passare da uno stato all'altro per fissarsi nelle cose in mutamento. Occorre il ghiaccio perché non cadiano tra le capriole delle ardenti fiamme. Occorre il ghiaccio per riavere in noi le esperienze vissute ed essere riassorbiti in esse.
Io credo che anche solo per un istante, chi ti ama senta la necessità di incontrarti e prenda il primo volo. Non occorre programmare al fine di stare giorni insieme. Basta un abbraccio a salvare tutta una vita. Alla mia età bisogna salvarsi. E ci si salva cogliendo i fiammiferi che illuminano più di una lampada.
L'Universo letterario reggerà finché l'uomo avrà il potere di immaginare e prima ancora di immaginarsi. Siamo, nel momento in cui ci proiettiamo all'esterno e questo è di per sé un'azione creativa.
Anche quando proviamo a ritornare e a ricucire lo strappo commesso, l'ingratitudine mostrata verso la vita resta.
Quanto si associa all'Inferno per immagini burrascose e turbolente, proiettato nel cielo assume carattere liberatorio e connotati di sublime ed esaltante bellezza. Dobbiamo arrivare al Romanticismo e al suo avamposto neoclassico per superare quelle barriere associative che soprattutto nel Medioevo impedivano di cogliere la Bellezza nella sua totalità. Imparare a vedere è delle menti libere, scevre da ogni condizionamento che vada a influire soprattutto sulla Bellezza percepita.
Prendendo spunto dall'esito degli ultimi studi, sarebbe plausibile un Universo più piccolo di quello da noi supposto. Più piccolo non equivarrebbe a dire meno magico o potente.
Il cuore è una finestra spalancata sul futuro che significa tensione e apertura verso gli altri. La proiezione verso lo sconosciuto è anche questo, partendo dalla stabilità del presente che è il tempo del compiuto e della raccolta. Occorre che siamo noi stessi anche nel cambiamento per dare senso alla nostra apertura. Le ali sono propaggini che abbracciano e spingono. Sono lo slancio verso gli altri, slancio che si identifica nell'apertura e nell'abbraccio di ciò che viene.
Dio ha infiniti occhi. È ovunque noi siamo e non siamo. Il mago, pensatore divino, è Dio nelle cose piccole e da piccolo si fa grande. Il Mago è colui che riveste di eleganza le cose. È il poeta che non si lascia andare alle sue afflizioni con piagnistei e autocommiserazioni.
La vacanza per me è questo. Essere dove sei tu, come nella vita. Anzi, ancora di più, dal momento che la vita ci porta a continue distrazioni. La vacanza quindi per me più degli altri periodi è concentrazione. Vivere all'unisono nel e con il respiro dell'altro. Per nulla evasione, forse perché io mi adagio come un guanto allo spessore della mia intimità.
E' purezza il sonno. Dormiamo e ci purifichiamo. Non è anche questo "ritorno a casa"?
La casa di una donna è il corpo del suo uomo. Si è portati a credere il contrario in quanto ogni corpo, sia maschile sia femminile, sguscia dal ventre materno di cui si riappropria il compagno durante l'atto sessuale. Si esce che si è nuovi e si ritorna nella dimensione della casa dopo aver appreso tanto o abbastanza.
La donna è Terra e Materia. Quindi, Madre. C'insegna a compiere i primi passi e in quanto a questo è passato, presente e futuro.
Non so quanto amino le altre, quali parole sul tuo cuore abbiano soffiato. Non conosco nulla del loro sguardo e delle coppie unite dal passo schiumato nel tramonto. Non so quale arcobaleno i loro sogni abbiano sfiorato e quali parole le labbra di quelle donne ti abbiano sussurrato. Non so con quale intensità il loro sguardo a te si sia inchinato. Ma so e questo mi basta, fin dove mi possa innalzare l'amore mio.
Da quando è scivolato, il gatto col Collarino non scende più. Si avvicina alla porta d'ingresso e subito torna indietro per lo spavento provato. Ogni tanto lo si vede passeggiare sul balcone... ma rientra quasi subito come risucchiato dall'atmosfera protettiva della casa.
È straordinario come la Natura si diverta non solo nella molteplicità del dissimile ma anche nel fomentare percezioni e deduzioni diverse partendo dal simile. E così, la forma di un carciofo può ricordare quella di una rosa, porgendo però effetti diversi che si ripercuotono su utilizzo e finalità.
In futuro Cristo verrà con la spada a separare l'Uomo dalla Bestia e quei tempi sono ormai presenti. Già vent'anni fa e più qualcuno ammoniva che la società del futuro sarebbe stata costituita da vaccinati e non vaccinati e che una linea di demarcazione li avrebbe separati per sempre.
Ciò che arriva è la linea di confine tra il non ancora nato e il nulla. Gli odori... imbrattano il naso di altre vite che già vivono dentro di noi, altrimenti non le avvertiremmo. Avvertire è già riconoscere senza aver posto un nome. È qualcosa che spunta come un neonato arrivato or ora.
Una sedia vuota è una sedia che aspetta di prendere una forma e intanto ha un'anima. Una sedia vuota racconta di storie e presenze e incute timore. Non muore chi ha in serbo un racconto da donare e oggi più che un tempo ci lasciamo spaventare da chi è un tutt'uno con se stesso.
Di sera sale il vuoto da dentro. Esplode come un infinito pieno di significato che è tutto il mondo perduto e che coltiviamo dentro di noi.
La Domenica è fatta per concentrarsi su tutto ciò che gli altri giorni ci sfugge. Sulla luce profonda che alberga nelle cose. La domenica è il giorno del riposo ma non per le attività dello spirito.
Nella vita ci sono cerniere ovunque e grazie a queste scorriamo. La vita è scorrere e scorrendo una traccia lascia. È incredibile come la Natura preesista a noi e in questo è la sua sovranità. È eterna e sovrana perché non si pone domande. Ogni suo tassello è un microcosmo individuale che coopera nella struttura del tutto intervenendo alla sua corroborazione. Questo negli umani non esiste più. Esiste l'eternità del singolo da perseguire come fosse un'autorità a parte, disgiunta da tutto il resto.
Il cielo ha sempre qualcosa di unico che sfuma in fumo e profumo. Poesia nascosta nella solidità delle cose, vascello sull'anima.
I colori sono memoria latente eppure fertile di ciò che è stato. Sono il nostro universo nell'universo del tempo. Altro gli odori. L'odore è singolare e trascende le coordinate spaziotemporali. S'imprime e ci fa scegliere chi siamo e cosa portare dentro di noi. Gli animali si scelgono in base all'odore che crea la forma e definisce, diversamente da noi per i quali l'odore è l’infinito non circoscrivibile da alcun amplesso.
Noi siamo il riflesso dell'ambiente in cui siamo. Noi siamo e l'ambiente ci possiede inviandoci il suo riflesso. Lo spazio è il legame o braccio che ci tiene congiunti all'ambiente. In rapporto all'ambiente, noi siamo in relazione a ciò che abbiamo e questa espressione non è rapportabile al trinomio odierno di uomo essere avere, ma va ricondotta all'essenza dell'esistenza umana e quindi ai primordi della scala evolutiva.
"C'è una bellissima storia dietro questo dipinto. L'ho chiamato L'offerta perché vi è Gesù Cristo la notte prima di essere crocifisso, mentre prega per tutti noi. Questa storia mi ricorda costantemente che Gesù ha pregato per te e per me e questo è qualcosa di straordinariamente potente e confortante." (Cristina Rivera Lucioni)
L'infinitamente piccolo è altro dall'invisibile. Molto interessante lo studio che partendo dalla luce e dal suono riporta e rielabora le conoscenze dell'antica cultura sapienziale.
L'infinitamente piccolo è altro dall'invisibile. Molto interessante lo studio che partendo dalla luce e dal suono riporta e rielabora le conoscenze dell'antica cultura sapienziale.
Quando si rappresenta un Santo, lo si porge in modo fotografico, in base a quello che è riuscito a trasmettere e ad evocare al suo tempo e nelle epoche successive.
Le persone sono luoghi e i luoghi sono anime. Ciò che perdura e slitta sul piano del luce è anima. Si è anima nel prima e nel dopo. Nella pancia della notte che risiede nel prima, e nei bagliori della luce che sono il dopo.
Viviamo nell'epoca che ci porta a riconsiderare il coraggio, l'azione che parte dal cuore e che domina i rischi.
Un gatto che soffre e implora aiuto al padrone che resta in piedi tutta la notte ad accudirlo. Sappiamo chi siamo tra di noi ma non chi siamo per gli esseri minori, ardite stelle dell'Universo. Noi ammiriamo e amiamo e nella Bellezza ci riconosciamo parte di un disegno che va oltre noi e che per i più sensibili si ritrova in Dio.
La seduzione è del Cielo e nelle epoche di svuotamento si è soliti prediligere il ballo alla danza. Il ballo è puro svago ed evasione al fine di svuotarsi interiormente. All'opposto la danza è arricchimento sulla tensione al cielo.
Niente capita e tutto accade. Siamo nell'epoca in cui ogni cosa acquista tratti ben definiti e il destino sposa la nostra anima, l'anima dei più sensibili. È questa l'epoca degli accadimenti, in cui nulla si verifica per caso e tutto acquista un senso compiuto. È qui il senso del Presente in cui acquista veridicità ogni tappa del nostro passato, in virtù di una sua consapevole posizione nell'attualità.
Chiunque agisca contronatura sbaglia e il rischio di ammalarsi diventa alto. Non siamo stati creati per vivere l'uno contro l'altro. È tutto molto semplice e mi dispiace che ci siano ancora persone non in grado di capirlo.
Per i giovani sognare equivale a evadere, nel tempo invece si impara a comprendere che sognare equivale a ritrovarsi e per altre vie ciò rimanda alla valenza del sogno per i più piccoli.
Giovedi si è aperto il Triduo Pasquale che prepara alla Resurrezione di Cristo. Come da tradizione, dal giovedi si osserverà l'astinenza dalla carne. Questo è quanto ci ha tramandato l'osservanza ai precetti cristiani, decaduti nel tempo a mera tradizione popolare che mantiene un contatto molto labile con i contenuti di Fede veri e propri. Il giovedì Santo è di fatti il giorno in cui viene istituita l'Eucarestia di anticipazione al sacrificio vero e proprio.
A che servono i simboli se non a essere capovolti? È quanto c'insegna la perversione che ciclica ritorna nel corso delle ere antropiche. Siamo alla fine del Kali Yuga in cui la sensuale e avvenente Kali danza sul ferro delle armi. Non a caso i vulcani terrestri in questo periodo sono tutti attivi e il sottosuolo si riscuote. Shiva è nella sua veste più irrazionale e pericolosa.
Dovremmo ritornare semplici, ma la semplicità ha bisogno di chiarezza non fuori, ma dentro chi la cerca o implora. Altrimenti è propaganda.
Più ci vacciniamo e più Rossi diventiamo. È un circolo vizioso. Forse forse chi ha rallentato la distribuzione, male non ci vuole. Si sarà messo la mano sulla coscienza? Credo piuttosto che questo fatto rientri nella strategia consumistica secondo cui, esasperando il mercato, aumenta la richiesta e quindi la vendita.
Guardare dall'alto equivale a tuffarsi dentro se stessi. Per capirlo, occorre sviluppare una visione panoramica che consente di penetrare nell'interiorità.
Non può esserci dignità della persona senza identità. L'identità apre a una visione nitida e pertanto critica di se stessi, in quanto là dove c'è trasparenza e limpidezza, è possibile applicare una trasformazione costruttiva. Occorre vedersi dentro per acquisire quella forma di rispetto verso se stessi utile a intraprendere legami relazionali convinti e duraturi, non solo sul fronte delle esperienze private.

Fa male tutto ciò che trapassa l'anima e martella la nostra mente. Se togliamo il pensiero, diventiamo insensibili, perché il pensiero appartiene anche al registro dell'anima. Il Pensiero è leggero ma ha un suo peso ossia, una sua consistenza. È volo che s'inabissa nel cielo paragonabile alle profondità dell'anima. Il Pensiero è volo di nuvole e trasporto di ali oltre il visibile. È un filo interminabile che ci porta lontano, unendo orizzonti e paradisi. Il Pensiero, come già dice l'etimo, è legato proprio all'attività della filatura.
Stamo diventando tutti senza gambe, ciechi, sordi, mutilati da una guerra che non riconosciamo. Quanto era attinente alla definizione di diverso e di malato perché non autosufficiente, ora è la regola, anzi, la legge a cui inchinarsi tutti.
La Natura è una grande campana che eleva e protegge senza comprimere. La Natura non è solo quanto a noi si rende percepibile e visibile. È composta di vuoti che si corrispondono tra loro con giochi di armonie. La campana è tensione verso l'alto e ricorda per forma una montagna vuota al suo interno.
E' proprio questo il senso dell'amore. in tutto ciò che fluendo svanisce, ci ricorda la nostra esistenza. Chi siamo e il nostro valore. Il significato che portiamo qui su questa terra attraverso il corpo che ci ricopre. Quando amiamo, siamo in noi come non lo saremmo mai, nonostante l'euforia. Ma è proprio questo l'euforia d'amore. Ci fa scoprire attimo dopo attimo significati prima invisibili e sepolti da strati di chiacchiere e di cose inutili.
Ogni giorno è una scoperta. La vita ci invita a perlustrare. A salpare per nuovi lidi che non ci chiedono necessariamente di andare lontano. Tutto ciò che serve e di cui abbiamo bisogno è intorno a noi. Intorno significa tante cose. Strati su strati, veli sopra veli, tende e tappeti. Ogni giorno il miracolo è in ciò che si compie a portata di mano e che noi non cogliamo perché viziati da una visione sofisticata della vita.
L'amore non è mai sottomissione. Sempre e solo elegante sentire che ci rende grati della semplicità che portiamo in noi e offriamo col cuore. La semplicità è eleganza per il fatto stesso di partecipare e collaborare all'ordine naturale che è implicito alle cose e si racconta ospitando il Creato dentro di sé.
Prima si soffre e poi s'impara. La sofferenza è legata allo scontro con la realtà dei nostri desideri che vanno in caduta libera. Questo è quanto tutti riteniamo accada, sorvolando sul fatto che anche la luce ha la sua gabbia.
"Per sempre" è desiderio che si tuffa nell'infinito. Nel momento in cui pronunciamo dentro di noi questa frase, già risiediamo nell'Infinito e col desiderio ne protraiamo la presenza. Il desiderio allora esprime la volontà che si realizzi l'effetto di questo protrarsi.
È falso il mondo dell'apparire, eppure è qui che c'incontriamo e ritroviamo. La giustizia allora non è forse obbedienza a un mondo ordinato che a sua volta rispetta regole precise e prestabilite che sfuggono alla nostra comprensione razionale? La Bellezza guarisce e questo è il suo compito nel mondo. Guarire significa elevarsi dal pattume creato e determinato dall'uomo.
Il sorriso e il volto disteso o stranito accalorano. Contagiano le labbra che si appianano sul volto contratto degli altri, facendo emergere il sole dentro gli occhi. La scena si risveglia e si solleva il sipario, mostrando oltre la parete in fondo, altri orizzonti che nella cecità distratta o compressa non spiccano.
Siamo soliti associare la nebbia all'amorfo scialbore che è tenebra e contrario della luce. La nebbia è invocazione soffusa, muto sentire che abita un'altra dimensione della luce ed è in essa presente. La luce è nebbia. Pulviscolo che confonde a seguito dell'abbaglio feroce.
La Natura è ritmo e in esso si esprime il miracolo della danza dei colori. La danza è vita perché nasce dalla vita e la pittura converte i colori in ritmo sulla base di ciò che è stato tramutato in dinamico e da qui nuovamente in statico. Ciò che è statico acquisisce carattere dinamico e viceversa, e in tale alternanza si palesa l'impronta artistica della pittura.
Non solo il dolore personale ma anche il male causato negli altri e di cui poi ci sentiamo in colpa ci aiuta a crescere. La vita sa essere perdono e il perdono si manifesta nel porci davanti ad altre e seconde possibilità. Per questo ci vuole vigili e distanti dallo schema delle forme nella loro statica fisicità.
Il gatto col Collarino vuole riprendersi la sua proprietà ma Gattone Nerone Panterone non intende mollare. Costui è un tenerone, è dolce e mansueto ma verso il gatto col Collarino diventa implacabile come non gli succede con alcun altro gatto delle vicinanze.
Un solo attimo a volte è tanto. Gli attimi decidono tutto. Negli attimi nasciamo e ci consumiamo. Tutto parte da qui e la nostra voglia di non arrenderci. Così come qui, in queste rspressioni che traducono pensieri, trovano senso la vulnerabilità e la fragilità del nostro esserci.
Se ripenso a tutta la bellezza incontrata e vissuta, allora sorrido e mi viene voglia di continuare a vivere. Grazie anche alla musica che ricordo e mi parla ancora.
Sei tu la tenerezza. Ciò che sporge dal letargo il viso all'uscita del passaggio segreto, la prima volta. Ogni passaggio ha una sua prima volta. È la prova a cui siamo chiamati tutti nella vita. È l'inizio della nuova vita che nasce e si sviluppa dalla dimensione erotica.
La speranza è figlia dell'attesa ed è uno dei doni che Pandora era tenuta a custodire nel suo vaso. La speranza è legata alla vita e alla morte e al passaggio delle stagioni.
La Creatività è instaurazione di una nuova armonia che ha per principio la rottura di leggi e schemi. La Creatività è una forma di luce naturale che succede alla luce precedente ormai convertita in buio. È delle epoche che constano di un basso numero di esempi culturali e artistici adagiarsi tra le tenebre, mancando stimoli e nuovi impulsi.
La casa ci rappresenta e ogni persona ha dentro di sé il suo mistero spesso insoluto anche dopo la morte. Non è mistero ciò che si nasconde agli altri, ma ciò che indaghiamo in noi e resta senza una risposta razionale. Il mistero allora diventa terreno inesplorato che si traduce in maschera agli occhi degli altri. Il mistero è la nostra ricchezza impenetrabile. È il contenuto che rende bella la nostra casa.
Siamo soliti rapportare l'Età del Ferro al ciclo epocale delle guerre e dell'egoicità chiamato anche Kali Yuga, perché contraddistinto da un approccio feroce dell'Uomo verso il proprio simile e da un comportamento di abuso sulla Natura in genere.
La profondità oggi è scomparsa, così come la serietà. La gente oggi ride poco e là dove non dovrebbe. Parimenti è scomparsa la profondità. Sembra strano al solo pensarci, ma serietà e profondità sono tra loro collegate.
La Creazione è un campo di battaglia, l'atto erotico che si consuma. Tutto parte da lì, dal combattimento della coppia che è però sconfitta di se stessi, della coscienza egoica.
Cos'è il passato se non il presente che ritorna per rimpossessarsi di noi e noi di lui, perché ci teniamo presenti a noi stessi? Cos'è la vita se non un soffio, una piuma che si stacca dell'eternità?
Il cuore è una costante nella Natura, e lo ritroviamo come formazione di quelle parti e in rapporto a quegli esseri che sembrano slegati dalla materia pur appartenendole, come uccelli, ali e mani. Nel cuore, come ricorda la raffigurazione in sé delle due ali che s'incontrano, c'è l'impronta di una coppia.
Il buono per l'anima è il bene. Una carezza sul cuore. Se fai del bene, l'anima sorride. Ciò che è buono fa bene al cuore. Ma non sempre ciò è vero. Questa regola di associare il bene al buono spesso per i nostri sensi più edonistici non risulta valida.
Un figlio è nella madre e una madre è nel figlio. Non c'è legge in Natura più bella di questa che esprime perfettamente l'idea di specularità che per esteso traduciamo in empatia. L'empatia in Natura non sarebbe forse la capacità intrinseca a tutte le cose non di confrontarsi l'una con l'altra ma di cogliersi l'una attraverso l'altra?
L'orgasmo sensoriale non è mai qualcosa di assolutamente tangibile. È l'ineffabile che non è traducibile con gli strumenti propri della ragione umana.
La Natura è magia. Oltre l'apparenza è un mondo meraviglioso che le storie e le antiche credenze mantengono in vita di contro alla modernità.
Vorrei entrare in questa foto per rivivere il non vissuto che mi porto ancora dentro e lasciar sbocciare la speranza del cambiamento alle svolte della mia strada. E soprattutto, per scoprire me attraverso te.
L'amore sviluppa la gratitudine e questa accede al ringraziamento. L'amore fa sospirare ogni dolore e nelle persone troppo stanche si spegne l'amore prima che esse spengano loro stesse. Il dolore è l'altra faccia dell'amore che rende gioioso e possibile ogni tragitto e il passaggio attraverso le strette porte.
Ogni cosa nasce e muore dentro di noi. Dentro di noi si compie ogni inizio e ogni fine. Dentro di noi è la chiave della vita che spegniamo o aiutiamo dando risposte.
Il dolore è scomparire. Assentarsi dal mondo per dileguarsi nel nulla che è una stanza senza luce. Nessuno è più solo e più distratto di colui che è immerso nel dolore.
L'amore ha più forme in questa vita. È fatto da un'unione che va oltre il concepito e l'ammissibile. Spesso siamo portati a pensare che la morte sia il limite dell'amore, quando invece è il dispiegamento del sentimento in tutte le sue incontenibili manifestazioni.
La morte ci osserva nella distrazione della vita, ma la ritroviamo anche in ciò che sfugge. La logica della consapevolezza legata alla condizione di presente non è solo una componente del pensiero orientale, essa trova riscontro in tutte le religioni e ancor più in quelle in cui la forte dicotomia tra gli opposti è avvertita.
Siamo sfuggenza reciproca che ritrova le ali dell'anima nel rapporto amoroso. Nei cunicoli stretti s'intrattiene la vita e da lì sguscia la nuova semenza che s'inalbera verso il cielo nutrita del fremito della liberta'. Eppure, nella gola profonda che la donna possiede nel basso ventre, la sacralità prende forma, divampando col suo incontenibile anelito di elevazione, protetta dalle pareti del nudo corridoio.
Si è tutt'uno col tutto anche con la nascita, e l'appartenenza alla madre lo ricorda e ne è conferma. La Madre è il tronco che ci mette al mondo e in quanto tale assorbe le caratteristiche e le qualità della figura materna. La linfa della pianta è direttamente connessa con le radici dalle quali trae sostentamento.
Cos'è il languore se non quello stato di scioglievolezza che ci coglie? Il languore che passa attraverso lo sguardo è rimandamento all'Assoluto primordiale e a quello stato di sacra latenza in cui ognuno era custodito e conservato dal Tutto in attesa di essere seminato.
Le stelle volano? No, hanno un destino. Il volo è libertà infinita e senza meta, per questo sradicata da tutto. Migrare nello spazio equivale a viaggiare e questo fa la differenza tra libertà e libertinaggio.
Le parole sono sguardi, anime con una direzione e un compito ben preciso. Semi per partire o con cui subire. Inclinano e determinano. Le parole scatenano impulsi e esercitano influssi, e sono una moltitudine di generazioni.
La purezza è magnetica, attira. A volte è devastante per chi la intende ma non le assomiglia. Eppure c'è ed è il motore vivente della Natura. La incorporiamo nella nascita e poi la perdiamo, perdendoci nella vita. È fragile la purezza e profonda come il cielo che ci sovrasta.
Non abbiamo bisogno di nulla se non di osservare. La rivelazione è difatti nella semplicità e proprio questa oggi ci viene preclusa.
Una lettera ribalta il senso della stessa parola. Miele, sinonimo di dolcezza, si trasforma in fiele: veleno. Il veleno diventa farmaco nel tempo. È una trasmutazione resa possibile all'interno del laboratorio alchemico che è la coscienza umana che porta alla maturità.
La nostra piccolezza a cospetto dell'immensità ci rende grandi. Ci assorbe e ci riporta all'unità col Divino. Dio è immanenza ma anche slancio e questa sua azione condotta su di noi e che io definisco di riassorbenza, la ritroviamo nel verbo "adorare".
Ciò che ci appartiene ritorna. Sotto altre spoglie ma ritorna. Il dio dell'amore non ci abbandona. Ci abbandonano le forme nel regno transeunte delle cose, ma non l'amore in sé. Esso ci domina, è tra noi ed è il collante tra il Creato e Dio.
Da ultimi studi risulta che i primi uomini andassero in letargo d'inverno. Questa notizia passata sotto silenzio contiene a mio avviso preziose informazioni che sotto il profilo biologico ci legano al mondo dei rettili discendenti dei dinosauri e quindi importanti perché alla base del regno animale.
Il figlio del Gatto Grigio gira sempre da queste parti e di notte si va ad accucciare sul piano delle casette postali, sotto la tettoia.
Nella Bellezza troviamo il compiuto, in una realtà che frammenta e non ha cura del senso che si trasmette dall'alba della storia umana.
Logos, Lux e Locus hanno la stessa radice da cui deriva la parola Luce. Il logos è il Verbo, la Parola che lega il Creatore al Tutto e si identifica pertanto nel Pantokrator: il Creatore indiscusso, il Signore dell'Universo.
Nell'ora della sera l'attesa diventa magnetica e si fa mancanza e presenza. Bisogno di appagamento. L'attesa non è mai di chi è solo, ma del solitario che dà valore alla presenza come all'assenza e pertanto sa chi incontrare. L'attesa è di chi si sa ascoltare.
In questi giorni rivado spesso ai ricordi lasciatimi dall'esperienza delle Medie. Rivisito odori, compagni e luoghi.
Ci aggrappiamo all'amore nei giorni freddi, come fosse l'unico albero nella steppa desolata. L'amore è tutto. È riempimento, è cominciamento. È il sole portato fuori dal cantuccio dell'anima. È ciò che resta, l'essenza che non passa tra le luci dello stordimento. È il fuoco che arde ma non brucia e non lascia secchi.