Il mio io nel vento
Il vento è abbandono. Fiato in gola scippato dal dolore. Nel vento ci si ritrova e ci si disperde. È la folla che inghiotte la mano di un bimbo che torna ad essere solo, senza più la madre. È il vorticare della gente nella foresta pietrificata di simulacri che vanno e vengono, a volte c'incontrano per mostrarci la via e l'apertura a un nuovo sentire, a un nuovo vedere. Il vento è questo, e abbandono ai sensi. Ci viene incontro per portarci via da dove siamo. Eppure, la nostra storia da lì è cominciata. Dal fiato di Dio che, separandoci, ci ha visti uniti.