Al tempo d'oggi ricordiamo San Nicola da Bari e lo veneriamo perché ponte tra il Mediterraneo e i popoli a noi lontani. Una funzione questa di ponte sacra all'umanità antica e che noi oggi disconosciamo.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli (Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)
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Al tempo d'oggi ricordiamo San Nicola da Bari e lo veneriamo perché ponte tra il Mediterraneo e i popoli a noi lontani. Una funzione questa di ponte sacra all'umanità antica e che noi oggi disconosciamo.
Il Che diciamo che l'hanno sempre nascosto e al tempo stesso sottesamente incensato, a iniziare dai grandi cantautori come Guccini, Lolli ma anche come il Professore, Conte, De Gregori, De Andrè... A tal punto, da rendere difficile la vita a cantanti del calibro di Lucio Battisti che niente ha fatto mai di male, se non dichiararsi disinteressato a mettere la politica nella musica.
Omicidi raccapriccianti balzati agli onori della cronaca e sentenze emesse con i piedi, senza offesa per le estremità inferiori del corpo umano. Una disparità che lascia l'amaro in bocca. A Turetta l'ergastolo e alla "mammina amorevole" i domiciliari.
Basta cercarle e le situazioni, le cose ritornano a noi. Tornano in modo raro e bello, sorprendendoci di nuovo perché ritornare è come se si tornasse per la prima volta. Un'azione che non implica solo un'accurata riflessione, ma una compartecipazione di intenti dell'anima che ci fa catturare noi stessi attraverso una seconda vita che fluisce dall'ascolto di racconti.
Nulla ci tormenta e addolora più della tenerezza. Delizia e fragilità dell'essere umano.
Secondo alcuni studiosi di spiritualità, negli anni Sessanta sarebbero nati molti soggetti indaco. L'indaco è il colore dell'anima che ha raggiunto importanti livelli di consapevolezza. I bambini indaco, se riconosciuti e sostenuti durante lo sviluppo e nelle loro scelte da adulti, diventano potenti punti di riferimento epocali.
La musica è il colore del fluire del tempo. Ciò che è colore è anche velo. Ricopre di strati emozionali quanto è sottaciuto nel profondo. È protensione in verticale che tocca mirabolanti abissi e spinge in superficie, non rendendo distinguibile quanto è orizzonte dalla cortina di nubi.
Se il pianoforte è stato lo strumento rivoluzionario dell'Ottocento, la chitarra e la maderna variante elettrica lo sono state del Novecento. Avversata dalla chitarra classica nella prima metà del secolo scorso, il successo di quella elettrica viene siglato negli anni Cinquanta con l'esplosione del Rock'n Roll.
Non sempre quel che ci accade va considerato come vero. La distanza temporale alimenta il distacco dalle esperienze delle quali molte si sono fatte ricordo. Altre, semplice contenuto di memoria. Altre ancora, mattoni su cui procediamo.
Non so dove vadano i perdenti, gli sconfitti dalla vita. I morti di alcool o di overdose. Sento che restano intorno a noi. Sono le lucciole che illuminano il bosco delle nostre vite, perché non ci sentiamo soli noi che camminiamo sui sentieri vergini e non ancora battuti dell'era digitale.
Non sempre chi è figlio o nipote d'arte, soddisfa le aspettative del pubblico. Non sempre chi è nipote di penna di un grande maestro quale potrebbe essere Andrea Camilleri, il più grande narratore siciliano contemporaneo, viene collocato sullo stesso piano di colui che lo ha preceduto.
Per chi li ha vissuti, gli anni Novanta sono stati anni di conclusione e di lancio verso orizzonti invisabili. Sono stati anni di una velocità in corsa col tempo che portava a schiantarsi dietro curve che mangiano la strada. E in tanti ci sono rimasti per davvero inchiodati all'asfalto della vita. Alcol, droga, Aids...