Non c'è niente di più difficile del ritornare. Eppure ritorniamo sempre, quando ci ritroviamo vuoti nelle tasche della vita.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli (Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)
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Non c'è niente di più difficile del ritornare. Eppure ritorniamo sempre, quando ci ritroviamo vuoti nelle tasche della vita.
Ripensare il mondo, dovrebbe essere questo il compito dell'Arte. Ripensare il mondo per renderlo più mondo di questo, dovrebbe essere al centro dell'impegno di ogni forma espressiva, nonché di quella teatrale. Un mondo diverso, più autentico e libero da ogni logica del compromesso, come solo lo sanno vedere i bambini è nelle prerogative di un certo tipo di teatro, lontano dai riflettori.
Le persone ipersensibili non sono stupide, vanno semplicemente aiutate. Basta un sorriso e qualche parola in più detta con affetto. Chi soffre sa insegnare più di chi è nella gioia della cosiddetta normalità.
Il sole esplode al tramonto e si raccoglie all'alba. La morte regala scintille a chi resta. Schegge di verità che si posano nel cuore di chi resta. Ecco il senso della sospensione della sera. Raccogliere forze per essere presenti al sogno che nel buio si fa strada e ci prende.
Al tempo d'oggi ricordiamo San Nicola da Bari e lo veneriamo perché ponte tra il Mediterraneo e i popoli a noi lontani. Una funzione questa di ponte sacra all'umanità antica e che noi oggi disconosciamo.
Il Che diciamo che l'hanno sempre nascosto e al tempo stesso sottesamente incensato, a iniziare dai grandi cantautori come Guccini, Lolli ma anche come il Professore, Conte, De Gregori, De Andrè... A tal punto, da rendere difficile la vita a cantanti del calibro di Lucio Battisti che niente ha fatto mai di male, se non dichiararsi disinteressato a mettere la politica nella musica.
Omicidi raccapriccianti balzati agli onori della cronaca e sentenze emesse con i piedi, senza offesa per le estremità inferiori del corpo umano. Una disparità che lascia l'amaro in bocca. A Turetta l'ergastolo e alla "mammina amorevole" i domiciliari.
Basta cercarle e le situazioni, le cose ritornano a noi. Tornano in modo raro e bello, sorprendendoci di nuovo perché ritornare è come se si tornasse per la prima volta. Un'azione che non implica solo un'accurata riflessione, ma una compartecipazione di intenti dell'anima che ci fa catturare noi stessi attraverso una seconda vita che fluisce dall'ascolto di racconti.
Nulla ci tormenta e addolora più della tenerezza. Delizia e fragilità dell'essere umano.
Secondo alcuni studiosi di spiritualità, negli anni Sessanta sarebbero nati molti soggetti indaco. L'indaco è il colore dell'anima che ha raggiunto importanti livelli di consapevolezza. I bambini indaco, se riconosciuti e sostenuti durante lo sviluppo e nelle loro scelte da adulti, diventano potenti punti di riferimento epocali.
La musica è il colore del fluire del tempo. Ciò che è colore è anche velo. Ricopre di strati emozionali quanto è sottaciuto nel profondo. È protensione in verticale che tocca mirabolanti abissi e spinge in superficie, non rendendo distinguibile quanto è orizzonte dalla cortina di nubi.
Se il pianoforte è stato lo strumento rivoluzionario dell'Ottocento, la chitarra e la maderna variante elettrica lo sono state del Novecento. Avversata dalla chitarra classica nella prima metà del secolo scorso, il successo di quella elettrica viene siglato negli anni Cinquanta con l'esplosione del Rock'n Roll.