Iniziò il Medioevo a rappresentare per poi piano piano sostituire con l'uomo quanto di prodigioso esiste. Forse perché la selvatichezza era quanto di più lontano da Dio potesse esistere.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli (Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)
Abbiamo 129 visitatori e nessun utente online
Iniziò il Medioevo a rappresentare per poi piano piano sostituire con l'uomo quanto di prodigioso esiste. Forse perché la selvatichezza era quanto di più lontano da Dio potesse esistere.
La mantella avvolge e non disperde. È la placenta posta magnificamente in rilievo dall'arte. Esprime l'intima accoglienza che perdura e si trasferisce all'esterno. Il borgo medievale, nonostante scoscenda dalla rocca, è sede d'incontro con l'aspetto femminile messo in risalto dalla cinta muraria.
Sembra oramai che ci accorgiamo di essere italiani solo in occasione di particolari notizie. Quando decede un personaggio noto o a proposito di una sciagura di grosse dimensioni. Oppure quando le forze dell'ordine portano a segno un'operazione importante.
Più l'uomo pensa di assolvere all'obiettivo di essere invisibile e distaccato da quanto propone, più lascia tracce di sé. Nell'arte come nella vita, così come nel tradimento coniugale.
La pittura del Settecento e la scultura di cui Canova è il massimo esponente già guardano al nuovo periodo nascente. Le espressioni dolci che i soggetti esternano con la luce che sembra diffondersi da dentro, suggeriscono la Verità e l'esigenza di aderirvi, riposta nell'animo slanciato verso un desiderio inafferrabile di infinito.
I nani lavorano mentre noi dormiamo. Sono gli ingranaggi delle nostre cellule che mentre riposiamo svolgono il loro minuzioso e minuto lavoro. Ciò che è estremamente piccolo ci conduce all'invisibile.
Ciò che è piccolo è curato, limato, coccolato dalle mani. Mani e nani vanno di comune accordo e forse dalla radice greca di nano, piccolo, deriva anche mano. La mano è un grappolo disteso in cui ogni acino fa la sua parte e collabora con gli altri.
Il legame tra San Giovanni e Firenze è molto antico e dimostrato dalle opere artistiche e architettoniche che rendono la città ben nota in tutto il mondo. A San Giovanni Battista è intitolato anche il centro nevralgico delle opere più importanti che caratterizzano la città, come il Battistero di San Giovanni, Santa Maria della Croce e gli Uffizi.
I primi esempi di colonna sono rappresentati dai tronchi degli alberi. Ciò spiega la loro forma circolare montata su un basamento quadrato che riproduce il contrasto operato dal disordine delle radici. Nell'albero si traduce la varietà delle forme che ritroviamo nel mondo empirico, dove ogni elemento partecipa all'armonia del tutto e ad essa riconduce.
Mangiando ci nutriamo dell'Universo. Anche il cibo ci parla attraverso l'estetica dei legami con l'integrità. Inseriamo forme e saperi che ci nutrono dall'interno come le sostanze che ingeriamo. È questo il principio che ha permesso alla Natura di trovare un posto fondamentale nei culti fondati sui riti.
La corrispondenza ha sede nel cuore. Anche laddove la croce non si palesa chiaramente ed è velatamente presente, rappresenta il nocciolo dell'esperienza medievale. La ritroviamo difatti nell'incontro che fa scoccare la scintilla tra i due innamorati.
Dante ci presenta il Purgatorio come un monte. Il monte, a differenza della montagna, stimola la figura di un triangolo isoscele. Il monte è slanciato, la montagna è massiccia. Come ho già spiegato nei precedenti articoli a proposito degli agrumi, il triangolo è l'evoluzione estetica che segue allo schematismo induttivo dei raggi della circonferenza.