Niente più degli specchi crea l'illusione di espansione, trattenendoci nelle sue gabbie. È su questo criterio che poggia il labirinto di specchi.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli (Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)
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Niente più degli specchi crea l'illusione di espansione, trattenendoci nelle sue gabbie. È su questo criterio che poggia il labirinto di specchi.
Non può esserci innovazione se non ripartendo dalla cultura delle radici e allineandosi ad essa. Lo specchio è l'illusione del momento e a seguire l'immagine riflessa suggerisce l'avvenuto scollamento dalla realtà e prima ancora dalla verità.
La grazia pervade la donna nelle sue età ed è la risposta all'acqua, il dono di vita che Dio ci ha reso. La donna è l'acqua ma proprio in quanto acqua, è legata a tutti gli altri elementi.
Il pozzo ci ricorda che il mistero è dentro di noi e nelle parti più viscerali. Ritornando all'opera la Primavera di Botticelli, le tre grazie in quella posizione suggeriscono protezione e apertura al mistero, lasciandoci intuire una costruzione simbolica.
Ciò che è antico, è immortale. Ritorna perché oltre l'uomo e in esso radicato. La primavera è un rito che ovunque si ripete, il rito del risveglio.
Cogliamo il fiore e lo apprezziamo nella sua singolarità, come un piccolo dono di semplicità a cui il nostro cuore si schiude con un timido grazie.
Gli animali sono anime che ci contornano. Ci benedicono palesandosi nell'attimo e ci conducono. Sono ponti di vita da attraversare e per tutto questo resi dei.
Il fiore è immagine spirituale. È l'uno che si sparpaglia nel molteplice obbedendo alla sua legge naturale. Per quanto dal gambo storto, il fiore esprime l'obiettivo raggiunto da ciò che è quindi dritto.
Con il passaggio dalla preistoria alla cultura agricola, l'uomo ha relazionato se stesso al luogo e agli altri suoi simili. È andato quindi scoprendo il discorso di origine e l'importanza della relazione con l'identità personale e di discendenza, associata alla comunità di cui era parte.
Celebrando il papà celebriamo anche la mamma, inestricabilmente. Non tutti e non tutte, ma coloro che affrontano la quotidianità a testa alta e senza ripetersi nella stanchezza.
Nel ricordo si discioglie tutto ciò che non è essenziale e quanto è essenziale è il soggetto con la sua eternità.
L'attesa di un ritorno che si compie è la concretizzazione di un sogno. Ritorna anche chi non abbiamo mai veduto e che era impresso dentro di noi con una forma e un odore.