Si può morire a Venezia avvertendo il sentore di rinascere altrove. È la culla dell'Estetismo e di chi si ubriaca di bellezza per avere nitido lo sguardo sulla realtà.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli (Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)
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Si può morire a Venezia avvertendo il sentore di rinascere altrove. È la culla dell'Estetismo e di chi si ubriaca di bellezza per avere nitido lo sguardo sulla realtà.
Il Nord Italia è percorso da riecheggiamenti che vanno da una sponda mediterranea all'altra.
Esistono le razze celesti, nei cosiddetti popoli delle stelle ed esistono le razze terrestri, loro riflesso, loro creazione.
Viviamo un momento storico alquanto difficile per le fragilità degli assetti politici che sta evidenziando. A crollare sembra siano i vecchi schemi, le storiche cooperazioni tra popoli e non tutti sembrano nel grande caos che sta imperversando nel mondo, cogliere i germi di una nuova era di pace.
Purtroppo a lutto per la morte dell'Ayatollah Khamenei anche qualcuno di Destra.
Quanto separa unisce. È quanto le tre sfere nella mano di San Nicola di Bari testimoniano. Le tre sfere, un chiaro riferimento alla perfezione della Trinità, si ricompongono nell'Uno. Un riassorbimento che è compenetrazione e viaggio di reintegro nell'Unità del Principio, reso possibile dalla mancanza di spigoli che caratterizza la sfera.
Il profilo dell'eternità delle cose è marcato dal passaggio terreno dei Santi. Costoro dimorano nella casa di Dio già quando la loro vita è ombra, prima di incontrare la Luce. È quanto insegna San Francesco di Assisi, festeggiato il 4 di Ottobre, ribaltando in nome di Dio i significati di luce ed ombra.
Siamo fatti di lontananze. Di luoghi che non riconosciamo e in cui non ci riconosciamo. Nonostante il suoi molteplici significati, Bari è la Basilica. Monumento eretto a San Nicola e che omaggia la portentosa terra di Puglia. È il centro e il cuore delle infinite vie dell'antichità e in questo trova il suo recondito riferimento il Santo Graal.
I defunti consentono il riassorbimento in noi di quelle parti scisse, alle quali la realtà aveva dato un ruolo. Di amico, compagna, genitore... Il loro habitat in relazione a noi diviene il sogno tramite il quale aprono la mente su nuovi percorsi e su nuove dimensioni. Il defunto è pertanto, una figura sacra e non a caso i riti funerari affondano nella notte dei tempi.
Emrys figura come l'anagramma irregolare di Mira, la città originaria di San Nicola. Merlino Emrys secondo quanto riportato dalle mitologie celtiche, viveva in una grotta di lucente cristallo e la luce e le sue straordinarie qualità ritroviamo nel nome Mira o Myra a seconda delle trascrizioni, città della Turchia.
Volere è il desiderio imperante che spinge al volo. Sentimento struggente che ci pone in relazione alle azioni che ci determinano. Siamo flussi di un racconto in cammino e non stagnante scultura. Morbidi e non rigidi per attraversare le dune della vita e scalare le montagne delle nostre fantasie.
Giusto per intenderci e capire quello che sta succedendo oggi nelle piazze, dovremmo ribaltare il ruolo attoriale dei manifestanti. Anche in questo campo vige il gioco degli specchi secondo cui si sortisce l'effetto contrario di quanto realmente è. Semplificando ed entrado nel merito della discussione, non sono i pacifisti a organizzare i cortei.