Il volto antico di Flora nell'opera di Botticelli
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Abbiamo 458 visitatori e nessun utente online

Il volto antico di Flora nell'opera di Botticelli

Invito all'Arte
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times
Il volto antico di Flora nell'opera di Botticelli
Il volto antico di Flora nell'opera di Botticelli

 

Cogliamo il fiore e lo apprezziamo nella sua singolarità, come un piccolo dono di semplicità a cui il nostro cuore si schiude con un timido grazie.

Il fiore è richiamo al pudore che si sveste in un sorriso. È il saluto del mattino che incanta l'erba e la percorre di onde magnifiche. Anche i campi hanno le loro onde, che siano pascoli liberi o fazzoletti di grano. È il vento che brulicando tra i gambi li attraversa.

Associamo il fiore al sole e alla diritta via rappresentata dal sole allo zenith. La via della luce è in ciò che si compie e si sviluppa nell'idea della verticalità. Ciò ch'è dritto è anche flessibile e i fiori accarezzati dal vento costruiscono vere e proprie onde che spargono il loro profumo nell'aria. Il fiore, che sia di pianta rampicante o meno, quando pervade nella sua moltitudine di esempi colorati i prati, è una cascata di vita. Ciò che gli occhi vedono come immagine ha in sé un garbo di compiutezza che suggerisce una scena trattenuta nel quadro. Il fiore richiama l'acqua insieme allo scrosciare della Natura smossa dal vento. Così, il suono fresco e prolungato dei sibili che percorrono i boschi lo associamo all'acqua. La Natura ha l'acqua in seno e il fiore nella sua etimologia Flor Floris ha il suo richiamo al flusso di acqua o vento che è l'impulso primario della vita.

L'opera di Botticelli "La Primavera" è un omaggio alla bellezza incantata dell'immagine che si fa simbolo di un'impronta arcana. Il flusso è ovunque è in primis in Flora che si rintraccia in ogni elemento raffigurato nell'opera. Ciò spiega il volto antico con cui Botticelli l'ha immortalata mentre con leggerezza sparge i fiori dal suo grembo. Ella è in Zefiro, il vento schiumoso che si lancia dal cielo e scorre col suo fremito tra l'erba. È in Cupido che risveglia cuore e desideri, è nelle Grazie perché è della primavera danzare con piedi di fata che creano senza scomporre. Antica è la Primavera che ovunque si risveglia caratterizzando ogni fase dell'anno in cui ci lasciamo sorprendere. È delicata come una visita che giunge quando più ne abbiamo bisogno. È primavera ogni volta udiamo il sibilo di una nuova creatura. Non può essere nuova la primavera, perché è sorgente di vita che i nostri occhi ritrovano ringiovanendo di volta in volta con lei. Più che una stagione è sentimento che inneggia alla vita.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

Ti potrebbero interessare anche:
home-2-ads-fsp-cca-001