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Il pozzo ci ricorda che il mistero è dentro di noi e nelle parti più viscerali. Ritornando all'opera la Primavera di Botticelli, le tre grazie in quella posizione suggeriscono protezione e apertura al mistero, lasciandoci intuire una costruzione simbolica.
L'acqua nella sua fissità che mantiene in potenza la sua vitalità, è invito alla temperanza di cui la Primavera si rende guida e testimone. Nonostante gli eccessi che caratterizzano i tempi di mezzo, la Primavera compare con mani di velluto precorrendo tutti i tempi, incrociando i passi con l'autunno. È ciò che succede ai germogli nuovi e alla gemme che gonfiano i rami mentre quanto di già vissuto rinsecchisce e ingiallisce. È quanto l'opera di Botticelli attraverso la selezione degli elementi raffigurati ci invita a intuire, porgendoci il giusto materiale su cui riflettere. Siamo già in età neoplatonica in cui prendono vita le relazioni tra i legami che reggono la Natura e il Cosmo, consegnandoci l'idea del processo di quanto cade associato a quanto rinasce, simultaneamente.
In questo i riti sacrificali sembrano andare controcorrente rispetto ai tempi della Natura. Come ben contempliamo ad esempio proprio attraverso la resurrezione di Dioniso e di Cristo, i tempi sono fondamentali nella ripartizione dei tre giorni. Nella Natura tutto si svolge secondo ritmi che è solo lei a stabilire. Si muore e rinasce nello stesso momento, perché tutto viene risolto nell'unità di quanto è, che va a scavalcare la visione del figlio propria dei riti cacciatoriali e sacrificali. Possiamo quindi a giusta ragione immaginare cosa abbia rappresentato il passaggio dal Paleolitico al Mesolitico. Uno sconvolgimento straordinario che attraverso vari culti, non ultimo il Cristianesimo, ha trovato la sua risoluzione anche razionale e intellettiva.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.