La bellezza del solitario
Se fossimo tutti un po' più solitari... spesso si valuta una persona dal numero di individui che frequenta. Si cerca la visibilità a tutti i costi per colmare i vuoti e spesso lo scotto da pagare lascia fiaccati.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli (Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)
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Se fossimo tutti un po' più solitari... spesso si valuta una persona dal numero di individui che frequenta. Si cerca la visibilità a tutti i costi per colmare i vuoti e spesso lo scotto da pagare lascia fiaccati.
L'Autunno è la stagione in cui le corazze cedono e la roccia mostra la sua friabilità denudandosi nelle notti cieche. Il silenzio si fa tempesta assordante che spinge a cercare lontano, altre vedute a cui conferire profondità.
È dell'Estetismo innalzare la bellezza a valore supremo in una realtà che avverte la latitanza delle radici. È quanto avviene sul finire dell'Ottocento sovrapponendosi dapprima e poi trionfando sulla corona di valori espressa e inneggiata dal Romanticismo.
L'apparenza ormai è donna. Nel cunicolo cieco in cui siamo sprofondati, la donna ha tremendamente oltraggiato se stessa, accettatando di reinventarsi attraverso le stravaganti esibizioni che la richiamano sul palco di chi è in cerca di celebrità.
La poesia è nelle piccole cose che ci sorprendono e sembrano essere lì per noi. Ci richiamano dai nostri recessi segreti aiutandoci a comparire.
La casa è la verità che uno ha dentro. Apparteniamo tutti a qualcosa e questo qualcosa o meglio, qualcuno, ci apre alla vita. Nasciamo secondo un progetto che parte da molto lontano e che viene instillato in ciascuno di noi.
Il simbolo nella sua semplicità ci porta a visualizzare realtà complesse. Nulla ci trasporta nel regno del tangibile più di una immagine e anche quanto il contenuto da essa veicolato si profila il più lontano pensabile da quanto appare, essa ce lo trasla in rappresentazione.
Io ti salvo e tu salvi me. La reciprocità è sulla base di un riflesso che rimbalza ad ogni azione che compiamo e su questo processo si fondava la letteratura popolare. La reciprocità non ha nulla di preconfezionato, è emanazione della semplicità del cuore. La reciprocità è l'istante che fiorisce tra due persone e le unisce.
Quanto ci appare lontano e nel cielo profondo, è in realtà presente e offre alla percezione umana l'evidenza del Sacro con in più il risveglio dell'immaginazione.
La leggerezza è un soffio di vento che ci attraversa, è un paio d'ali che si siede sul davanzale e intona un canto a cui non restiamo sordi.
Non esiste tradizione che non venga ispirata da Dio. L'etimo "tradizione" dal latino "tradere: trasmissione" ci parla non solo delle testimonianze del passato che vengono rilasciate, oralmente e per iscritto, ma anche di tutto l'insieme di sentimenti che costituisce la materia invisibile della tradizione stessa.
In questa intervista:
Non esiste tradizione che non venga ispirata da Dio. L'etimo "tradizione" dal latino "tradere: trasmissione" ci parla non solo delle testimonianze del passato che vengono rilasciate, oralmente e per iscritto, ma anche di tutto l'insieme di sentimenti che costituisce la materia invisibile della tradizione stessa.