L'inganno del pacifismo in assenza di valori
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Abbiamo 102 visitatori e nessun utente online

L'inganno del pacifismo in assenza di valori

l'Opinione
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times
Yukio Mishima, pseudonimo di Kimitake Hiraoka
Yukio Mishima, pseudonimo di Kimitake Hiraoka

 

Giusto per intenderci e capire quello che sta succedendo oggi nelle piazze, dovremmo ribaltare il ruolo attoriale dei manifestanti. Anche in questo campo vige il gioco degli specchi secondo cui si sortisce l'effetto contrario di quanto realmente è. Semplificando ed entrado nel merito della discussione, non sono i pacifisti a organizzare i cortei.

Di pacifico come principio non c'è nulla in queste manifestazioni. I violenti che sfilano ai cortei o animano i presidi di piazza sono la maggioranza dei manifestanti che utilizza, come avviene anche nei partiti politici, gente senza arte né parte, pronta a reggere il gioco e ad assicurare una parvenza di ordine e serietà alle manifestazioni. Che ciò avvenga per spirito protagonistico o per altre ragioni non è oggetto di mio interesse. Mi preme invece riflettere sugli obiettivi di cortei e sfilate che vedrebbero partecipare dietro le quinte infiltrati di frange estremistiche. Le ragioni e le finalità sono sempre le stesse.

Destabilizzare l'Italia e permettere l'accesso e l'instaurazione di una dittatura straniera sotto il consenso di una buona cerchia dei nostri Parlamentari.

Sul pacifismo ideologico riflesso in politica ci sarebbero pagine e pagine da scrivere e non solo a proposito del nostro Stato. Il pacifismo di facciata ha attraversato il mondo e culture senza tralasciare il poco oggigiorno menzionato Giappone.

Nel tortuoso dialogo tra posizioni contrapposte e poco leali verso sé stesse, di conseguenza poco credibili, viene da azzardare considerazioni mirando al Giappone che compare sull'orlo dell'orizzonte mediatico, in apparenza ai margini della scacchiera sociopolitica globale. La potenza nipponica, ultimo baluardo a crollare degli antichi valori spirituali, sembra appoggiare le politiche americaniste pro vaccino. Andrebbe rivelando così il suo vero volto di ponte malfermo tra Occidente ed Estremo Oriente, a sostegno della vita secondo un'ispirazione di pensiero democratico. Una situazione per nulla nitida e inquadrabile tra un presente dal profumo americano e un tempo incantato imperniato sul culto degli antenati, unico filo seppur precario, con la primigenia civiltà Ainu. Non si può in questo scenario critico che rispolverare l'emblematica quanto crepuscolare figura di Yukio Mishima, erede fiero della tradizione aristocratica dell'Arte della Guerra, che, in segno di sfida a un Giappone moderno e "pacifista" in cui non si riconosceva, si suicidò nel 1947 secondo l'antico rituale dei Samurai.

Author: Redazione

Ti potrebbero interessare anche:
home-2-ads-fsp-cca-001