Le etimologie ci aiutano a comprendere l'evoluzione dell'uomo in rapporto alla lingua. I suoni sono emozioni che traduciamo in noi sonoramente e che riconducono ai nostri sentimenti primitivi.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli (Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)
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Le etimologie ci aiutano a comprendere l'evoluzione dell'uomo in rapporto alla lingua. I suoni sono emozioni che traduciamo in noi sonoramente e che riconducono ai nostri sentimenti primitivi.
Il rischio è stato quello di confondere la dolcezza con la calcolata armonia. Ed è quanto suggerisce il manierismo seicentesco. Sarebbe stato impossibile che non avvenisse la scissione tra anima e pura estetica che provvede a trasferire l'anima nella fatua austerità dell'ordine umano.
Un Santo che di solito viene considerato in relazione al Carnevale che inaugura è Sant'Antonio Abate. Questo santo da non confondere con gli altri Antonio tra cui il santo di Padova, è molto venerato nel Sud Italia perché connesso con le civiltà della pietra e del deserto.
Viaggiare significa portarsi tutto dentro e non dietro di sé. Il nomade è invece colui che vuole dimenticare il superfluo. È colui che cerca di trovare la giusta definizione in sé stesso. "Cercare" e "cerchio" hanno la stessa radice etimologica e li accompagna il senso di definizione e di completezza. "Fare il punto della situazione" significa raggiungere il centro.
"Stranger" si lega a "Strenght: forza" e a "stress" e suggerisce l'idea dello sforzo che infondiamo per combattere ciò che è estraneo, che non sentiamo ricondursi a noi. Lo stress indica un punto di arrivo in una situazione che non riusciamo a gestire, alla quale occorre contrapporre una dura risposta. La forza nei Tarocchi la troviamo in relazione alla Torre che ci richiama al controllo delle situazioni di contro alla dispersione delle energie.
A questo serviva la casa col tetto, a lasciare scivolare via. E a questo è servita e serve tuttora l'esperienza dell'uomo.
Per l'uomo primitivo i pericoli peggiori piombavano dall'alto. Gli eventi avversi da cui proteggersi erano ai primordi della civiltà le calamità legate al clima. Morire perché colpiti da un fulmine o di semplice raffreddore erano all'ordine del giorno per l'uomo preistorico abituato a ripararsi nelle grotte.
Abbiamo visto nel precedente articolo come cambiano di significato "osservanza" e "regola" nel passaggio dal Medioevo al Rinascimento. Questa differenza apre a nuovi scenari anche in rapporto al concetto di studio. Nel Rinascimento si passa difatti dall'Università medievale pilotata dalla Chiesa e infatti all'interno dello stabile delle cattedrali, all'Accademia.
L'Umanesimo e il Rinascimento aprono a una visione oggettiva del mondo. Questa è possibile in virtù delle posizioni determinate nei confronti di un approccio analitico e scientifico con la realtà. Ciò comporta la fiducia nelle possibilità dell'uomo ma anche la convinzione che tutto sia traducibile in numeri e quantificabile.
Le stagioni hanno forgiato la cultura dell'uomo antico e su di esse si è impostata la civiltà agricola. La cultura e la civiltà sono fatte di abitudini, prima ancora di una ritualità che racchiude nel suo cerchio il senso o i diversi significati della vita singola e comunitaria.
Con la ragione l'uomo rinascimentale vuole ottenere il controllo di tutto, o comunque, cambiare approccio alla relazione con le cose. L'"Empirismo" passa attraverso l'analisi delle forme che si assolutizzano, rimandando a Dio tramite lo studio dei computi matematici e la scoperta di nuove formule che vanno ad arricchire continuamente il pantheon delle scoperte e delle invenzioni.
Il tema dell'incredulità di San Tommaso apre nel Rinascimento a scenari importanti. Da un lato rappresenta quella fetta di popolazione scettica nei confronti delle Scienze perché legata e sedotta dall'insieme di superstizioni che si ramifica ancora, persistendo alla nuova mentalità razionale e umanistica.