Conoscere, riconoscere e ritrovarsi nell'archetipo della casa
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Conoscere, riconoscere e ritrovarsi nell'archetipo della casa

Amore e Psiche
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Conoscere, riconoscere e ritrovarsi nell'archetipo della casa
Conoscere, riconoscere e ritrovarsi nell'archetipo della casa

 

Per l'uomo primitivo i pericoli peggiori piombavano dall'alto. Gli eventi avversi da cui proteggersi erano ai primordi della civiltà le calamità legate al clima. Morire perché colpiti da un fulmine o di semplice raffreddore erano all'ordine del giorno per l'uomo preistorico abituato a ripararsi nelle grotte.

La grotta all'opposto del cielo e dei corsi d'acqua aveva il pregio di essere stabile e quindi sicura. Relativamente comunque, dal momento che franano le montagne e crollano le grotte. L'acqua era il nemico peggiore da fronteggiare perché imprevedibile e ingestibile più del fuoco che dinanzi alla pietra arresta il suo cammino. La grotta proteggeva dal fuoco acceso per sfregamento e dal fuoco scagliato dal cielo ma non dalla furia dell'acqua. Dove oggi c'è il mare in diverse grotte sono stati rinvenuti resti e pitture dell'uomo preistorico. Il diluvio universale che sia esistito o meno è presente da sempre nell'immaginario archetipico universale. Probabilmente, collegandomi a quanto detto, non c'è stato solo un diluvio universale, o meglio, ci saranno state più inondazione che hanno messo a dura prova le capacità dell'uomo. Gli archetipi ci dicono della potenzialità della psiche di universalizzare un evento devastante, quale potrebbe essere un'alluvione con la forza trascinante dell'acqua che invade e distrugge. Ogni uomo è solo dinanzi all'ira funesta degli eventi e ai cataclismi della Natura. Oggi con le varie strutture messe in campo dalla società che vede nell'organizzazione la prova più alta dei suoi traguardi evolutivi, ci si sente protetti e parte di un nucleo più grande. Anticamente non era così. I primi esempi di società erano piccole comunità in cui i sentimenti non erano vissuti in profondità come oggi. Erano nuclei di famiglie estese in cui ci si sosteneva e si contribuiva per la tranquillità di tutti. I sentimenti si sono andati affinando e complicando anche con lo sviluppo delle capacità intellettive. L'intelligenza con l'ausilio della manualità ha permesso all'uomo di entrare nelle esigenze più sensibili dell'altro e di ritrovarsi, rivedendosi nell'altro specularmente. Così facendo l'uomo si è ritrovato in se stesso.

L'uomo ha imparato a evolversi non tramite la conoscenza ma tramite il riconoscersi nell'altro che gli ha permesso di ritrovarsi in se stesso. Questo passaggio è importante perché anziché (come si potrebbe facilmente pensare) portarlo ad allontanarsi da una propria centralità, l'ha messo nella condizione di inseguirla e riconoscerla nella propria dimora che è diventata casa come rifugio protettivo. La forma a tetto spiovente della copertura come archetipo ci dice dell'esigenza di un luogo in cui raccogliersi e che lasci scivolare ogni pericolo. La casa col tetto è l'uomo che si scrolla di dosso problemi e preoccupazioni. La via di scarico è la condivisione con gli altri che vivono i suoi stessi timori. Nasce così il Mito. Nasce costruito sui mattoni che sono le immagini inconscie di ogni uomo condotte a un piano universale. Da qui l'estensione circolare della paura dell'inondazione, paura concreta perché già verificatasi e quindi incisa nella psiche, a diluvio universale. La paura ha mosso l'esigenza di universalizzazione di un qualsiasi accaduto.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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