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Viaggiare significa portarsi tutto dentro e non dietro di sé. Il nomade è invece colui che vuole dimenticare il superfluo. È colui che cerca di trovare la giusta definizione in sé stesso. "Cercare" e "cerchio" hanno la stessa radice etimologica e li accompagna il senso di definizione e di completezza. "Fare il punto della situazione" significa raggiungere il centro.
La pittura astratta del Novecento sembra mandare in pensione la qualità rappresentativa del cerchio, porgendo un mondo in segmenti e frazioni di figure che mal si incastrano tra loro, preparando così alla grande guerra e alla difficile convivenza con essa. Rispuntera' in seguito, il cerchio negli Cinquanta, ma con tutte le anomalie frustranti inseguira' il mito metropolitano dell'ombelico del mondo, di un mondo sempre più ristretto e conteso da più parti. Preparerà così alla nuova cultura della globalizzazione che fiancheggera' la caduta del muro di Berlino.
Farruggia presenta nei suoi quadri il guazzabuglio etnico e apre agli scenari inquietanti dietro i nuovi equilibri del mondo stimolati dalla contestazione del '68. Le sue sono figure cromatiche rappresentative di diverse culture che mal si amalgamano tra loro, lasciando presagire dietro le proteste e le ragguardevoli conquiste di pace e parità, nodi non risolti che porteranno di seguito a una nuova frammentazione dentro una visione bipolare del mondo riassunta tra conquistati e vinti.
Schifano è l'incapacità dell'uomo di rinunciare ai propri sogni che resistono all'immaturita' di porre in essere gli ideali di giustizia. È l'arte che ancora si manifesta tale e parte dagli elementi archetipici del suo linguaggio di base.
La pittura in genere del secondo dopoguerra trabocca di figure asimmetriche esprimendo il desiderio dell'uomo di giungere a nuovi traguardi e conquiste camuffati dalla nuova era del consumismo. È importante come ancora di salvezza l'arte in quegli anni, che si perde dentro se stessa mostrandosi aleatoria e poco convincente.
Quello che abbiamo dentro è un mondo disintegrato e questo spiega i colori che si fanno pieni e fosforescenti come nella Pop Art di Warhol. L'arte anziché affrancarsi dalla civiltà nuova del dispendio e dello spreco, la ripropone ma in modo non naturalistico, bensì risorgendo dalle lacune che il mondo ha lasciato nei suoi abitanti.
L'esilio è un tema fondamentale della letteratura e dei contenuti artistici dell'ultimo ventennio del Novecento. Riassembla quelle che sono le tappe di tutto un viaggio che vede l'uomo disperdersi dietro modelli che non possono essere conquistati dall'esterno ma da ciascun'anima in cammino. È qui la sofferenza e la difficoltà dal momento che tanti sono gli stimoli e nessuno è quello che con convinzione riporta l'uomo al centro di sé stesso. C'è uno sparpagliamento continuo che emerge dalle parole vergate dei poeti neorealisti italiani e che perdura con la difficoltà di rilanciare un mondo fondato su affetti persistenti. Il cerchio è scomposto attraverso rotte oblunghe e disordinate che disorientano il mondo anziché riconquistarlo nella sua unità.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.