Il Seicento. Il Sole e la Magia
La nostra vita è cosparsa di tracce che lasciamo e che riceviamo in eredità. Sta a noi in base a chi siamo e alla nostra unica e straordinaria diversità che caratterizza tutti, selezionare e scegliere.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli (Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)
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La nostra vita è cosparsa di tracce che lasciamo e che riceviamo in eredità. Sta a noi in base a chi siamo e alla nostra unica e straordinaria diversità che caratterizza tutti, selezionare e scegliere.
Il filo è intensità e armonia. Il filo è memoria e nulla si può costruire senza l'uso della memoria o in campo animico sentimentale, senza il ricordo che matura nel cuore. Non è vero che il ricordo trasferisce all'indietro.
Sedersi significa avere un ruolo. Dio dal suo trono di luce muove la creazione. È quanto Giulio Romano ci lascia intendere attraverso l'opera dei Giganti in cui il trono è lasciato vacante da Zeus tutto preso a combattere i rivali. Esistono gli dei e oltre c'è Dio a capo di tutto.
Celebrare la donna nell'Arte non è stata mai cosa semplice. Nella sua rappresentazione fisica, la virilità dell'uomo arcaico è stata completata dalla folta chioma. Attraverso i capelli lunghi l'uomo manifestava l'esigenza di congiungere la forza con l'integrità. Il primo matrimonio l'uomo l'ha celebrato in sé stesso attraverso la crescita dei capelli.
La camera indica uno spazio che si presta a una situazione raccolta o di raccoglimento. Nella cameretta i bambini giocano, i ragazzi studiano.
Anticamente l'uomo più che mostrare le proprie qualità attraverso la rappresentazione, esibiva chi era.
Anche "rispondere" obbedisce a una promessa. Il latino "Spons spontis" equivale al nostro "sposo".
La volta è il limite oltre il quale Dio splende come non potremmo mai vederlo in questa vita, perché accecante.
La camera degli sposi è la camera della reciproca promessa che si compie con l'atto amoroso. "Sposo" lo ritroviamo con la sua radice etimologica anche nell'inglese "spoon" che significa "cucchiaio".
Lo studio delle etimologie ci pone di fronte alla chiarezza sulla differenza tra termini e significati affini.
Restringere gli orizzonti è altro dal ripiegarsi verso l'interno. Abbracciare la fede è sicuramente orientarsi verso l'Alto e la profondità degli spazi, ma significa allo stesso tempo procedere dall'esterno verso l'interno.
Allargare gli orizzonti degli spazi attraverso la profondità ma anche, inquadrare le figure nello sfondo ricercando un dialogo con l'osservatore, è quanto si prefigge il Rinascimento tramite lo studio della prospettiva.