Il girotondo e l'anima dei popoli
Il girotondo insegna che tutto arriva e tutto passa. È la ruota che circoscrive il tempo. Che lo forma e a cui è soggetta. È lo spazio della donna.
La finestra sullo Spirito - il Centro Tirreno
Approfondimenti di Arte e Cultura a cura della dott.ssa Ippolita Sicoli (Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)
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Il girotondo insegna che tutto arriva e tutto passa. È la ruota che circoscrive il tempo. Che lo forma e a cui è soggetta. È lo spazio della donna.
Le ali le associamo all'altezza e al volo, raramente all'apertura. La parola "porta" è contenuta in "apertura". La porta la associamo a ciò per cui è nata: a dividere , a chiudere e a introdurre.
Il primo passo della Magia è sentire. Quando ci assentiamo dalla nostra presenza, perdiamo il contatto con la realtà e col mondo circostante e smettiamo di sentire che non è solo ascoltare, ma innanzitutto trovare la propria collocazione nel mondo.
La Natura crea dal nulla. È luogo, luce e voce. La luce e la voce si compiono nello stesso istante e insieme danno luogo al tempo.
La nostalgia vera è di ciò che non si è ancora vissuto. "Vetusto" richiama "vissuto" che a sua volta riconduce a "veduto". "Vis a Vis" significa "viso a viso" e il confronto può esserci tra chi è ciò che ha vissuto e chi ciò che ha veduto a sua volta elaborati dal soggetto.
Vet in sanscrito significa testimone. Da questa radice hanno avuto origine termini diversissimi tra loro ma accomunati dallo stesso valore semantico.
La considerazione mostrata verso la brutalità è già un indizio verso nuove forme di conoscenza. La riferiamo al passaggio dal Settecento all'Ottocento quando i nuovi impulsi alla razionalità conferiti dall'Illuminisno avranno come contraltare la rifioritura del Gotico.
La forza si vede. È impressa nella forma e nei comportamenti. La forza si legge nel viso ( Visus da Vis Roboris: forza) ed è quanto la pittura del Barocco dimostra soffermandosi sull'intensità dei tratteggi psicologici dei corpi e dei visi.
La danza è il canto del corpo. Ci sono immagini interiori sulle quali si imbastiscono atteggiamenti che sono diffusamente presenti e connaturati nell'uomo ma con colori e accenti diversi.
Il concetto di Stato si pioggia inevitabilmente su quello di Nazione. Non può esistere il primo in mancanza del secondo e l'Italia ne è la prova inconfutabile.
Niente più degli specchi crea l'illusione di espansione, trattenendoci nelle sue gabbie. È su questo criterio che poggia il labirinto di specchi.
Non può esserci innovazione se non ripartendo dalla cultura delle radici e allineandosi ad essa. Lo specchio è l'illusione del momento e a seguire l'immagine riflessa suggerisce l'avvenuto scollamento dalla realtà e prima ancora dalla verità.