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Il Cinquecento e la sprovincializzazione del mondo
Le ali le associamo all'altezza e al volo, raramente all'apertura. La parola "porta" è contenuta in "apertura". La porta la associamo a ciò per cui è nata: a dividere , a chiudere e a introdurre.
Nel Rinascimento la porta che sottostava alle arcate o introduceva a logge e patii era di varco su altri mondi. Nel Rinascimento si fa largo l'idea di molteplici mondi, recuperata dal mondo naturalistico classico. Ciò inevitabilmente spinse dagli inizi del Cinquecento a intraprendere nuove e non ancora esplorate vie conoscitive. Il viaggio come conoscenza è nuovo come concetto. Gli antichi lo concepivano come ritorno o necessità di sopravvivenza. È quanto comunicano i dati relativi alla protostoria dell'uomo relativa al passaggio dal Paleolitico al Mesolitico. Poi le guerre hanno portato in avanzata il principio di conquista servita a non perdere il controllo dell'esigenza primaria dell'uomo che è quella del ritorno. Nel Rinascimento il tema del ritorno si ritiene acquisito e ciò comporta un errore insoluto. La spinta verso nuovi mondi travalica il rapporto con i miti più tradizionali. La sconfitta delle colonne d'Ercole che vengono sorpassate da Colombo danno l'avvio a un nuovo pensiero che glorifica l'uomo ritenuto con le proprie forze invincibile.
Passa il concetto che l'uomo è indipendente da Dio, da qui la frattura col tema del ritorno alla base di ogni Epos. L'umanizzazione della divinità passa attraverso anche le aureole che si fanno nei dipinti sempre più materiche a mano a mano che si procede verso il Barocco. A volte le Madonne vengono ritratte con corona regale e a volte senza niente, quasi fossero dame qualsiasi.
Nonostante la conquista di nuove ampiezze, le alleanze tra i potentati signorili si fanno più rade e ristrette. L'umanizzazione è altro dall'umanità e paradossalmente rispetto al Medioevo, l'Umanesimo porta a una nuova concezione degli accordi tra famiglie ormai non più legate al concetto di feudo ma di palazzo e città, ambiti sempre molto ristretti rispetto a quelli precedenti e causa quindi di rivaleggiamenti anche intestini. L'uomo sembra tenere sempre meno testa alle situazioni determinate dalle frammentazioni del mondo e della realtà circostante. A cedere non è più solo il tema del ritorno ma ancora più quello del rientro. Si verifica pertanto una dispersione di forze e obiettivi che portano conseguenzialmente alla crisi del Rinascimento. È quanto si evince dalla soffermazione eccessiva sull'esteriorità di contro al tentativo di ristrutturazione dell'identità, aprendo così alla nuova età moderna.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.