Negli ideali che muoiono, la dissoluzione dell'individuo al tempo d'oggi
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Negli ideali che muoiono, la dissoluzione dell'individuo al tempo d'oggi

l'Opinione
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Negli ideali che muoiono, la dissoluzione dell'individuo al tempo d'oggi
Negli ideali che muoiono, la dissoluzione dell'individuo al tempo d'oggi

 

Gli ideali sono di per sé buoni, purché poggino su una onesta informazione. Un tempo parlava chi era formato.

Dire equivaleva a Ducere, saper condurre un discorso e chi sapeva condurre un discorso diventava guida ispiratrice dell'evoluzione di un popolo. Pensiamo a Demostene il grande oratore greco del III secolo.a.C.che rivolse le sue quattro filippiche al popolo ateniese perché non porgesse la sponda a Filippo II il Macedone padre di Alessandro Magno che ha di fatto portato alla morte il mondo ellenico, realizzando il progetto dell'Ellenismo. Di un grande impero di cui ogni popolo avrebbe conservato le proprie radici e identità ma che in realtà, come ben sappiamo, ha portato alla distruzione del mondo greco per impostazione culturale e visione politica. Oggi un oratore come Demostene sarebbe fuori tempo e fuori luogo nonostante più di qualcuno abbia consapevolezza di quello che realmente è il flusso migratorio dei popoli islamici e africani. Una deportazione vera e propria, studiata a tavolino per avvantaggiare chi vorrebbe trarre profitto dalla manodopera a basso costo e dallo sfruttamento dei popoli disagiati. Un progetto che già sta presentando numerose insidie con le rivolte islamiche e l'insofferenza delle nuove generazioni di famiglie a religione musulmana convinte di essere arrivate qui in Occidente per comandare. Così era stato loro promesso evidentemente e la mancata mano tesa da parte nostra verso di loro è solo un'invenzione mediatica di chi teme che i nostri connazionali si stiano svegliando. 

Dire e Ducere dunque si appartengono in una società atta a formare. Le grandi incrinature all'interno delle civiltà ci sono sempre state, ma nell'antichità c'erano personaggi di spicco che parlavano formati sul proprio pensiero e perché seguiti nella loro formazione da menti brillanti. Oggi manca lo studio serio. Si parla di addestramento nelle università pubbliche e ancora prima nei licei. I giovani si credono preparati e in grado di prendere le parti della giustizia, in verità sono semplicemente arruolati dai padroni che detengono il potere del mondo. L'idea dello squadrone politicizzato che scende in piazza a devastare è la stessa che arma le bande dei terroristi islamici. È la stessa che sostiene e foraggia i pro Pal e i pirati del mare. È la stessa che spinge la Flotilla a sfondare gli accordi fondati su leggi nazionali e internazionali. 

Oggi nessuno è più formato intellettivamente perché nessuno è più libero. Ci sono tanti operai che porgono il braccio a ideologie perverse perché animati da una lettura falsa del mondo e deformata dalla società. A contribuire, l'uso smoderato di droghe ben più nocive, pensiamo al crack, di quelle di cinquant'anni, quarant'anni fa. Quelle erano le droghe, lungi da me giustificarle, di cantanti, artisti che avevano maturato in sé obiettivi in contrasto con le politiche perbeniste ed egemoniche di un mondo in cui non si riconoscevano. Il drogato di quei tempi aveva chiara in sé la visione del mondo ed era irremovibile. Le droghe di oggi invece offuscano, completano il lavoro dei media e dei social deleterio di per sé perché distruggono la capacità del singolo di fare la differenza rispetto a quella che è la volontà malsana collettiva.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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