La logica della morte dietro l'ideologia dell'accoglienza
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La logica della morte dietro l'ideologia dell'accoglienza

l'Opinione
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La logica della morte dietro l'ideologia dell'accoglienza
La logica della morte dietro l'ideologia dell'accoglienza



I popoli sono e saranno sempre liberi esclusivamente a casa loro. La libertà poggia sul principio di conquista della dignità. Concetti questi sicuramente scomodi a chi ragiona secondo le modalità globaliste che aiutano a diffondere scontri e intolleranza. Non dimentichiamo che Diverso ha la stessa radice di Diviso.

Chi considera una visione del mondo a favore della  coabitazione di culture diverse nello stesso luogo, in realtà sta lavorando a favore del caos e della disgregazione. Quanto successo a Modena dovrebbe indurre a profonde riflessioni. Al di  là del luogo comune di chi stiamo accogliendo, andrebbe posta una questione seria. Com'è possibile che oggigiorno nessuno voglia accollarsi la responsabilità di dire che l'immigrazione come fenomeno puro e positivo è contro la logica dei barconi e dei giri perversi che la sostengono?

Anche i nostri sono emigrati. Su nave e su aereo. Di certo non affidandosi a gruppi di criminali che mettono a disposizione barche e natanti dietro lauto compenso. E non chiamiamoli salvatori di uomini, perché questa gente fa il lavoro sporco di chi arma ideologie di sfruttamento, che si autoproclama in rotta di collisione con le grandi finanze del mondo, ma che di fatto con soggetti come Soros va a braccetto.

C'è un problema di moralità al tempo d'oggi, è vero. Ma la moralità non può essere oggetto  di programmi di intrattenimento dove tengono banco soggetti che dovrebbero anziché in televisione essere in cura presso efficienti strutture sociali. La moralità poggia su principi e se tu importi persone che hanno avuto in patria maltrattamenti che poi qui da noi in Italia a loro volta attuano su chi non riconoscono simile a loro, allora il problema e strutturale è nelle menti di chi con i giri perversi dei barconi li fa arrivare.

Lode e sostegno a chi si applica con spirito umano e missionario a offrire sostegno ai popoli disagiati in casa propria. Troppo pochi ma fondamentali coloro che partono e a proprio rischio e pericolo per andare ad aiutare i popoli in difficoltà a ricostruirsi nei loro territori senza doversi inchinare e farsi usare da nessuno. È il momento di riflettere seriamente su questo, iniziando dalla formazione di chi è preposto a settori come l'insegnamento e i servizi sociali, perché troppi danni sono stati fatti facendo passare per apertura mentale quanto è oscenamente al servizio del male e  della morte dell'uomo.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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