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Dioniso Bacco, Osiride e Mitra riconducono sotto molti aspetti alla successiva figura Gesù Cristo. Vedere nella scena della Cena Queer soltanto l'immagine di Bacco e non dileggiata la figura di Gesù è limitante.
Seppure in contesti diversi, la cena si presenta di intro a varie contestualizzazioni. È il momento che precede l'orgia, l'unione dei due innamorati, così come la preghiera di affidamento a Dio in prossimità delle ore notturne. La cena è la situazione del convivio. Ossia della comunione con i propri amici e parenti stretti. Così come di filosofi e pensatori accomunati dagli stessi principi. La cena anticamente anticipava la partenza. Era il momento del grande raccoglimento prima dei saluti. Era il tuorlo d'uovo che si ricomponeva nell'integrità del guscio. È la chiusura del mondo di ritorno alla circostanza del principio in cui le stelle erano l'unico baluginio di vita.
Va detto in relazione a Bacco che la traslazione di Dioniso a dio romano ha tralasciato diversi aspetti che non sono stati equamente considerati. A differenza del suo originario dio, il romano Bacco è di richiamo alla dissolutezza di contro alla rettitudine in chiave sociale più che ieratica. Potremmo definire Bacco la degradazione bestiale di Dioniso che ha alle sue spalle un retaggio archetipico forte, provenendo costui dalla Turchia e dall'antico Libano dove rintracciamo i suoi embrioni mitologici. Il dileggio di Bacco rientra nei costumi di chi non ha più una seria considerazione del Sacro perché lo stesso Bacco esprime il dileggio del suo originario Dioniso. Bacco dalla radice di Bakto da cui Bastone ha nel nome il chiaro riferimento al membro maschile. Nei riti bacchici donne e uomini venivano percossi e penetrati selvaggiamente.
La scena della Cena Queer è un chiaro segnale di quanto la società attuale abbia abbandonato i valori della tradizione in sé. Pertanto rifiuta di rapportarsi a Dioniso, preferendo a lui Bacco. L'ebbrezza che conduce alla smoderatezza senza alcuna necessità di chiavi d'incastro fornite dall'innamoramento, scandisce un momento dell'intero viaggio emozionale ancestrale di Dioniso che, come abbiamo visto, è il dio degli eccessi opposti che vedono pendere da una parte e dall'altra gli atteggiamenti dell'irrazionalità presente nell'uomo. È il Figlio di Zeus ma anche l'uomo con le sue ombre d'imperfezione. La tragedia come rito Sacro è legata a Dioniso. Il teatro anche ma solo inizialmente, perché nel tempo assume e riassembla divenendone emulazione, i limiti e le nefandezze dell'uomo. Teatro e Tetro hanno dei riferimenti in comune. Il Teatro è il luogo in cui si compie la scena rappresentazione, il momento del sacrificio che consuma l'uomo nell'ultima cena. Togliendo Dio, il Teatro è il luogo in cui si compie ogni empietà. È il tempio che diviene altro dalla casa di Dio. Quindi luogo alla merce' della perdizione attraverso l'uso della moneta. Luogo in cui si vende e si compra. Ritroviamo in questo la ragione dell'ira di Gesù contro i mercanti del tempio.
Il teatro è il tempio senza la luce di Cristo e senza alcun fine soteriologico. È la mangiatoia di Bacco che abbiamo visto proporre nella Cena Queer all'inaugurazione delle Olimpiadi. Se si toglie Dio al teatro, questo diviene luogo destinato alle Messe Nere. Al cibo di salvezza si sostituisce la cupidigia dell'abbondanza. Il grasso esprime la materialità alla massima potenza. Lusso ed eccesso che non tiene conto di alcun riferimento estetico di introduzione all'elevazione spirituale. L'orrido, il volgare non sono che aspetti di una società che rifiuta il suo incontro con Dio e che porta avanti esclusivamente il piacere dei sensi e i bisogni propri della Bestia.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.