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Sinatra, the Voice come viene chiamato nella sua lunga carriera, fa da spartiacque tra il passato e la nuova America. Un grande ruolo senza mai alcun cedimento nei consensi di pubblico rafforzato dalla sua capacità di saper intercettare umori e nuovi fermenti socio deculturali.
Lui incarna il sogno americano ben foraggiato dagli esempi di stile che derivano dalla cultura italiana dall'arte, dal buon cibo e da tanto altro che va a designare con importanti ripercussioni sul mondo hollywoodiano lo stile italiano riconosciuto e ammirato in tutto il mondo. Sicuramente una nota di merito occupa in tutto questo la canzone, la melodia italiana rappresentata oltreoceano da Caruso ma anche da Beniamino Gigli e dalla moda italiana che calca il mondo dorato di Hollywood con le Sorelle Fontana.
Sinatra sempre coerente alla sua natura di uomo libero, porta sul set come anche sul palcoscenico sé stesso e il modello dell'uomo che puntando sulle proprie capacità raggiunge il successo. È capace di reinventarsi al passo con i tempi diventando icona di riferimento in un'America che non considera quanto invecchia e sembra essere scolpita per i giovani. È quanto fotografa la fine dell'apartheid dimostrando che quanto è considerato minoranza, se incanalatore di buoni propositi diventa elemento di grido e macina consensi. In America c'è posto per tutti e per tutti intendo per chiunque sappia proporsi e aggiungere valore alla società americana. Sinatra figlio di immigrati dà la svolta alla musica, spianando la strada alla musica disco anni Settanta e poi Ottanta. Il riscatto delle minoranze africane è rappresentato dalla disco music che negli anni Settanta e Ottanta si è fatta interprete di quella che in America viene definita Febbre del sabato sera. Diana Ross, i colorati e bizzarri Village People che difendono il multiculturalismo americano ... Gloria Gaynor e gli strepitosi Immagination in Inghilterra portano sulla scena sé stessi e la lunga tradizione di ballo muscolare che caratterizza i popoli di colore. E lo fanno cambiando la visione del connubio canto ballo prima di loro confinato ai mirabili esempi dei musical e varietà del tempo. Il ballo è riconosciuto come un aspetto fondamentale dello stile di vita da rendere dunque accessibile a tutti e soprattutto intercettando le esigenze di un pubblico sempre più giovane e spensierato spostando l'attenzione dai night alle prime discoteche. Non sono rapper o cantanti interpreti delle realtà marginali. Sono cantanti e ballerini orgogliosi della propria identità sanguigna che riescono a porgere interessando un pubblico vastissimo e trasversale e che attraverso un look intrigante ed elegante fatto di abiti da sera, di giacche laminate e lustrini riesce a trionfare sui luoghi comuni. Il ballo dei gruppi e cantanti disco anni Settanta e Ottanta orienta le vele all'immagine di società dinamica di cui si fa promotrice e portavoce l'America.
Parallelamente i britannici Bee Gees anni Settanta sembrano tradurre quelle che sono le caratteristiche della musica rock dagli slanci epici e mistici, reinterpretate dagli acuti della voce e convogliate nell'alveo della dance del tempo.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.