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Il rock senza epos è nulla. Il rock non può essere separato dall'epoca in cui si sviluppa. Ossia dal boom economico degli anni Sessanta che mette in luce le gravi sperequazioni sociali.
La forte ascesa imprenditoriale di quegli affaristi arricchitisi a dismisura dai grandi conflitti mondiali e che adesso devono necessariamente trovare nuove ed efficenti forme di investimento. L'uomo ha paura di smarrire sé stesso e per Uomo intendo gli individui dei Paesi occidentali che devono fare i conti con una realtà che cambia tanto in fretta e a cui è impossibile stare dietro. Il culto dell'immagine ben costruito a tavolino dalle grandi produzioni cinematografiche hollywoodiane rimarca ancora di più le nuove differenze di ceto all'interno di una società in cui per la prima volta in assoluto è la posizione economica a stabilire chi è sopra e chi sta sotto. Al di là di questo si diffonde tra i più avveduti la percezione di un mondo sempre più controllato dai vincitori della grande guerra, America e Inghilterra. Le due nazioni o meglio, il giro affaristico imprenditoriale di queste due potenze che a incominciare da casa loro tendono a mettere in luce il loro successo nasconde le gravi rinunce a cui verranno sottoposti i loro cittadini e da qui gli altri stati non solo europei sotto l'egida del loro imperialismo.
Il rock non nasce come fenomeno di protesta da baraccone. Quello è il punk. Il movimento rock è la ribellione arrabbiata dei giovani che non vogliono cedere ad alcun compromesso e anche e soprattutto, che temono di perdere le impronte della Storia su cui il presente cammina e si va costruendo. Negli anni Sessanta del boom economico le grandi lobby intendono soppiantare il passato con una modernità costruita di fonti idoli e miti utilizzando le due guerre mondiali, specie l'ultima, come spartiacque tra un passato che non ha a cuore il rispetto dell'uomo e delle differenze tra i popoli e il nuovo mondo programmato su basi di uguaglianza e libertà.
I giovani che guideranno il fenomeno rock musicale e di costume non ci stanno. Guardare al futuro significa impegnarsi nel recupero di un passato che potrebbe essere manipolato o cancellato per sempre. Mente una certa umanità si lascia irretire dagli sguardi sull'Oriente e sull'India, da un esotismo forzato e conseguente anche all'uso di droghe che favorirebbe uno stile di vita ascetico, c'è chi invece mira al recupero della cultura di cui è figlio perché ritenuta autentica e non ancora contaminata da finte narrazioni. Il rock vero è figlio degli archetipi e della narrazione euforica mitologica di un popolo. Più che alla narrazione in sé del mito guarda allo spirito eroico che il mito sa infondere congiuntamente alle suggestioni naturali e paesaggistiche che evoca. Nei miti nordici forte è l'intreccio tra spiritualità e Natura ed è l'aspetto che Robert Plant frontman dei Led Zeppelin tende a promuovere. Egli sa e gli altri componenti del gruppo glielo lasciano fare che non può esserci alcuna logica di compromesso tra la società consumistica e gli ideali relativi alla tradizione mitologico celtica e scandinava da cui lui per primo si lascia affascinare. Su questi fermenti nasce No Quarter (Senza tregua) in cui il monte Thor lascia riecheggiare lo splendore furioso del dio della guerra Thor.
I capelli lunghi biondi, il fisico atletico e scolpito, le movenze ascetiche con cui Plant calca la scena lo rendono da subito un mito e non uno di quelli patinati da pellicola americana, ma un mito vero pericolosissimo perché per tanti da emulare, di contro ai modelli proposti e non del tutto sinceri dei cappelloni sporchi scollati dalla società e da un passato che ignorano e che li vede tuffarsi in uno stile di vita di forte appeal e che ha in Oriente e nel Sud America i suoi punti di richiamo. Robert Plant, biondo, volto angelico e intrigante. Voce melodiosa ma dagli acuti graffianti ci lascia ad oggi un'eredità musicale straordinaria e importantissima.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.