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Gli esempi di Mitologia attraversano in lungo e in largo epoche e Paesi nella doppia impronta aristocratica e popolare.
La musica moderna nei suoi più mirabili esempi ci consegna questa doppia versione e lo fa ricorrendo anche alle espressioni musicali che raccontano istanze e caratteri dei giovani del periodo della contestazione. Se il genere punk privilegia l'impronta del guerriero brutale e selvaggio di truppa, è con il rock psichedelico dei Led Zeppelin che risorge il carattere dorato dell'epica nordica, che però non rimane circoscritto a una staticità di gusto ma si rende trainante verso le forme di ribellione che serpeggiano negli anni Settanta. Il dio Thor a cui fa riferimento il brano No Quarter congiunge grinta ed esigenza spirituale di un mondo bello. Di una rivolta affatto grossolana ma capace di rintracciare e di farsi promotrice all'interno della società di un mondo che attraverso la rivolta riconduca alla conquista di nuovi equilibri anche sociali. Vagheggiare l'epos è di sprone a una gioventù che si sta troppo intorpidendo nei propri agi rendendosi schiava degli stimoli indotti dal consumismo. Si può essere arditi provocatori anche riportando in auge ideali di una bellezza senza tempo, che sappiano scuotere dalla letargia sociale indotta dal boom economico e da un sistema capitalistico mirato a protrarsi nel tempo, insistendo sullo sfruttamento dei più deboli.
L'idealità aristocratica che ci consegnano i racconti epici si presta a innumerevoli interpretazioni. E su queste va a lavorare e a incidere la musica anni Settanta e anni Ottanta rendendosi interprete dei diversi approcci allo stesso tema. Da un lato troviamo il filone epico dorato dei Led Zeppelin e impersonato sul palco ma anche nella vita da Robert Plant, dall'altro il filone di chi vuole proporre l'epica come sviluppo di un sentimento popolare e collettivo. È quanto si rintraccia ma non spudoratamente nella musica di impegno anni Sessanta e Settanta da Dyland e da qui a seguire in Lou Reed, Patty Smith eccetera. L'ideologia della musica si cala nel carattere epico come trasporto di sentimenti e ideali dando luogo a esempi diversi e spesso contrastanti a partire dallo stesso argomento. In Italia la rivalsa epica su una società sempre più borghese e affaristica porta i giovani Pooh a recuperare il mito di Parsifal, a estrapolarlo dal mondo celtico germanico e a traslarlo nella cultura spirituale italica con marcati riferimenti al nord lombardo e bergamasco influenzato senz'altro dalle contaminazioni con la cultura d'oltralpe. Parimenti ai Pooh in cui l'eroe Parsifal va a rintracciare lo spirito di un individualismo fatto di ricerca spirituale e di repulsione verso comodi adattamenti borghesi, il filone popolare dell'epos risuona con accenti provocatori e di contestazione impostando i testi attorno a figure forti emarginate da una società bloccata sui suoi stereotipi. De Andrè con la sua Bocca di Rosa ma anche Bertoli e tutto il filone di Sinistra della musica anni Settanta con Guccini, Vecchioni e tanti altri riportano l"attenzione sul genere popolare che vede il popolo protagonista di una propria rivalsa di contro alle grette convenzioni sociali.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.