Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
Le mani sciolte che si offrono al cielo suggeriscono bramosia. Predano o respingono. Indicano avida protensione. È quanto leggiamo nelle opere seicentesche in cui la donna ma non solo, vive aspirazioni di scioltezza a cui seguono aspri giudizi.
La dannazione delle anime è uno dei temi più inquietanti del Seicento la cui espressione pittorica non risparmia la riproduzione di santi in atti di devozione in cui l'indegnità morale è comunque sottolineata, nonostante la presenza di rubicondi putti in cerchio, dall'orbita degli occhi rivolta verso l'Alto. Questo a ribadire la condizione di imperfezione morale dell'uomo.
È del Barocco considerare la morale un discorso a parte rispetto alla finitudine umana. L'uomo per quanto finito sia, e limitato, può ergersi a Dio conducendo una vita sobria ed esemplare che consta di sacrifici e rinunce. Il Santo è comunque sia tentato dal male e chi ambisce a una condizione di santità, deve tenere presenti le continue incursioni dei demoni. È una condizione quella della santità che nulla ha in comune con la beatitudine il cui regno è il Paradiso perduto.
Il Purgatorio è il mondo di mezzo dove si purificano le anime dannate e viene trasferito nella dimensione del reale. È della Chiesa a cui il compito di giudicare e condannare gli immondi.
Nel Seicento la corposità delle figure pittoriche e scultoree suggerisce una realtà composita che racchiude i tre regni in cui l'uno sconfina nell'altro. Il Bene e il Male sono tra loro connessi e a un'azione buona si accompagna una risposta di ingannevole tentazione. Alla Chiesa sola spetta la Redenzione e la Chiesa è il giudizio di Dio in terra. Pertanto si cammina con un piede nella luce e con l'altro nelle tenebre e proprio da questa visione nel Settecento la Massoneria introdurrà nella sua iconografia simbolica, ricorrendo ai contenuti ermetici più antichi, il percorso a scacchi dell'iniziato.
La Chiesa è la scure che piomba sulla nuca di chi la contesta. Il sole è il regno della monarchia e della privilegiata aristocrazia. Non sarà casuale la parrucca maschile con i boccoli e i ricci che riconducono al simbolo solare della spirale. È un incontestabile riferimento alla monarchia assoluta che campeggia in Francia e il cui riflesso è collocato a Caserta. Il Settecento è l'epoca della sfida tra la ragione e una fede altera che ha tratto come immagine toccante del suo ruolo nella contingenza temporale, esempi di architettura intitolati al Purgatorio. Le ossa, il teschio che ricorrono già all'esterno di queste fabbriche, li ritroviamo a rappresentare la consunzione dei beni materiali nell'iconografia della Maddalena penitente con al suo fianco il teschio. È questo motivo di riflessione sulla inconsistenza dei beni terreni recuperato dal linguaggio iniziatico ermetico, il simbolo di ciò che persiste nel tempo associato ai principi, ai valori e alla spiritualità. È l'archè e la tradizione primordiale a cui si riconduce la Massoneria. Recuperato in altra prospettiva per tramite dell'esegesi evangelica, diventa il Cranio in rapporto al Golgota e quindi rappresentazione della stirpe cristica che si tramanda nel tempo anche per mezzo della Maddalena.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.