Il Barocco. L'impronta dei miti nell'arte e nella vita
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Il Barocco. L'impronta dei miti nell'arte e nella vita

Invito all'Arte
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Il Barocco. L'impronta dei miti nell'arte e nella vita
Il Barocco. L'impronta dei miti nell'arte e nella vita

 

Incontrarsi è anche scontrarsi. A volte e felicemente, anche incastrarsi. L'intarsio è l'applicazione artistica di un decoro ottenuta per incisione.

Incidere è anche un po' firmarsi. Applicare un qualcosa che resti e che riconduca alla propria persona.

Nel Barocco contempliamo una varietà infinita di stucchi, intonaci, decori e intarsi. La vivacità si sbizzarrisce e dà luogo a diversi linguaggi anche a volte contrastanti. Il Barocco è quasi esclusivamente rivolto a musica e arti visive, ma è anche uno stile di vita che respinge la sobrietà.

La vivacità è abbondanza e questa considerazione fa parte delle nostre latitudini. Più a Nord il Barocco si esprime solo in determinati e pregevoli dettagli, come ad esempio stucchi preziosi nei castelli preesistenti, e nei decori dei troni. In Francia il Barocco domina ma la Francia rappresenta un capitolo a parte rispetto a tutto il mondo nordico, e questa differenza la riscontriamo anche nelle forti contraddizioni dell'assetto sociale.

Possiamo, traendo le conclusioni, definire il Barocco un movimento artistico in cui l'uomo attraverso le variegature espressive si accinge a ricercare un percorso stilistico nuovo in cui riconoscersi.

I mosaici in maiolica li ritroviamo diffusamente applicati alle cupole esterne delle chiese. L'effetto crepes di antichizzazione si riscontra sul mobilio e nei rivestimenti interni e diventerà dominante nel Rococò. C'è nel Barocco la volontà di fare emergere la luce dei miti e della tradizione che rischia di essere vessata dall'impulso conferito alle arti magiche contrastate fortemente dalla Chiesa ufficiale. L'antichità è un mondo bello se lo si guarda attraverso la lente dell'aristocrazia che si è tuffata nella vita avventurosa e goliardica dei grandi personaggi mitologici, molti dei quali colti nei loro eccessi fatti di avventure e intrighi amorosi. È anche questo modo bizzarro e antitetico rispetto ai Vangeli di respirare Dio, che porta al decentramento della spiritualità e al passaggio della stessa dalle mani della Chiesa a quella dei filosofi maghi.

La fluidità è percepita come attributo di somma bellezza e si riflette nella pittura. Non è tanto il realismo a conferire questa nuova impronta all'arte immaginativa, quanto la volontà di superarsi in tutto anche attraverso la proposizione della Bellezza tuffata nella creatività. È una pittura, quella barocca, rivolta tutta al Femminile, morbida e flessuosa, come morbido e flessuoso deve apparire il mondo nella sua veste più desiderabile. Questa esigenza è espressa anche attraverso la rappresentazione della virilità maschile che, per quanto solida e bestiale nella sua esternazione, vanta di una uniformità ad olio che conferisce quella levigatezza sconosciuta alle epoche precedenti. C'è una nuova definizione di armonia che percorre il pensiero seicentesco in cui l'immagine prende il sopravvento nel suo racconto filmico più che da istantanea che carpisce il momento. È un'epoca quella del Seicento che si può comprendere solo se colta in rapporto alla sua massima espressione rapita dal reale e trasferita nell'arte, che passa col nome di Melodramma.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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