Il silenzio come prospettiva verso gli interni dell'uomo. La pittura rinascimentale
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Il silenzio come prospettiva verso gli interni dell'uomo. La pittura rinascimentale

Invito all'Arte
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Il silenzio come prospettiva verso gli interni dell'uomo. La pittura rinascimentale
Il silenzio come prospettiva verso gli interni dell'uomo. La pittura rinascimentale

 

Il silenzio come prospettiva verso gli interni dell'uomo. La pittura rinascimentale Il silenzio della soavità riporta al centro. È questo a cui conduce e che si prefigge tra i vari obiettivi il Rinascimento. La vita è una fiera di occasioni e di sperperi e nel silenzio si conclude ogni forma di differenziazione anche sociale.

È del Rinascimento rivestire di nobiltà anche quanto è proprio dell'umiltà, innalzando la semplicità e permeando di essa ciò che è in alto. Non c'è confusione dei regni, né tantomeno profusione di caratteri diversi e differenti. C'è la volontà di porre al centro l'uomo la cui grandezza è nel fornire una lettura unitaria di mondi divergenti che nella sua composita visione del tutto si raccordano. Il silenzio è un aspetto del Rinascimento, poco considerato. La sfrenatezza, il lusso hanno come controparte il silenzio non contemplato nel suo carattere religioso, né tanto meno presentato come risoluzione dell'uomo che si riavvolge in sé stesso dopo le lussuriose bravate. Il silenzio è il tramite che eleva l'uomo a Dio. È compostezza e riappropriazione del controllo sulle cose del mondo che possono degenerare in tragedia. È la riflessione dello studioso ma è anche il centro della stella pentacolare che non va mai smarrito. È altro dalla ricerca della ponderazione che abbiamo assaporato tramite il Medioevo, nei suoi tratti foschi e punitivi. L'opera artistica rinascimentale deve leggere nell'interiorità ed essere letta. Il silenzio apre a un confronto di prospettiva senza limiti. È l'accesso alla prospettiva che dall'affresco si spinge verso l'interno dell'uomo, senza alcuna barriera.

Come abbiamo già visto, la prospettiva non guarda solo alla profondità di un orizzonte esterno, ma apre le stanze chiuse dell'inesplorato regno interiore in cui siede la regalità di Dio ma in cui siede anche l'affrancamento dell'uomo da ogni fede precostituita che ne limiti il libero agire. La Madonna è una madre e la maternità è un'isola di bellezza possibile da contemplare solo tramite il silenzio che racchiude ogni spasmo e riporta al centro gli sfuggenti raggi della scena. Catapultarsi nell'opera, è questo il fine rinascimentale, abolendo ogni confine con l'inintelleggibilita'. Ciò spiega il motivo degli sfondi che propongono paesaggi educati dalla sapiente presenza dell'uomo. Mai selvaggi ed ostili e che riflettono la visione espansionistica ed inclusiva degli esterni, preparando a una nuova architettura urbanistica. Ricorda molto il ruolo del silenzio nell'arte pittorica rinascimentale quanto è proprio della maschera neutra che esprime l'azzeramento del mondo illusorio e la sua risoluzione nell'animo umano. Parliamo di un confronto tra culture lontanissime e diversissime che però ripropongono al centro non la corona di raggi, ma  l'uomo.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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