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Lo studio delle etimologie ci pone di fronte alla chiarezza sulla differenza tra termini e significati affini.
Lo studio dei costumi sociali del Rinascimento ci aiuta a comprendere a fondo le differenze sui luoghi abitati che ci aprono finestre su mondi e comportamenti diversi. Prendiamo in esame la parola "Camera" spesso confusa con "stanza".
La camera per definizione ci immette in uno spazio raccolto che ha una sua dimensione introspettiva dal valore sacro. La camera ardente ad esempio è lo spazio che accoglie la salma. Parimenti esiste la camera da letto, una stanza predisposta all'intimità personale (cameretta) e di coppia (camera matrimoniale). Da qui la camera degli sposi che accoglieva la coppia la prima notte di nozze.
Era costume diffuso nell'antichità presso le famiglie reali o comunque di alta aristocrazia celebrare l'unione degli sposi attraverso la suddetta camera. Qui al centro trovava collocazione il talamo nuziale, ossia il letto entro il quale sarebbe stata consumata la prima notte di sancita unione che avrebbe assicurato la legittima prole e avrebbe quindi contribuito ad assicurare alla casata la giusta discendenza. Nelle notti a seguire i due sposi avrebbero avuto la possibilità di scegliere se continuare a giacere insieme nello stesso letto oppure, di avere ciascuno il proprio spazio privato. La camera del re e la camera della regina non rappresentavano un'eccezione. Ciascuno dei due aveva diritto alla propria privacy che spesso però risultava compromettente per l'intromissione di figure esterne (cortigiane, ancelle, amanti) nella vita dei due coniugi. La figura dell'amante, va detto, era quasi la normalità in un mondo in cui il prestigio e il potere passavano anche attraverso comportamenti ai più negati o ritenuti impossibili. Di conseguenza all'ordine del giorno era la discendenza parallela a quella legittima, che finiva nel tempo col determinare seri problemi all'erede diretto. Questo nel Medioevo ma già nelle epoche più antiche e relative a culture anche distanti dalla nostra, come quella egizia e di tutto il bacino mesopotamico. Anche la Bibbia ci pone davanti a esempi di figli spuri che hanno cambiato il corso della storia, in una realtà culturale di forte impronta patriarcale. Da qui il valore sacro religioso in rapporto alla figura di Dio, del Figlio unigenito legittimo che riconosciamo nel Cristo.
La sacralità della camera nuziale dunque si evince dal ramo di discendenza puro che quivi trova la sua realizzazione. La discendenza però è la conseguenza di una scelta animica avvenuta a monte. Gli antichi distinguevano molto bene l'unione sul piano spirituale da quella fisica. Ciò spiega la catena di tradimenti a seguito di matrimoni forzati e combinati. La camera degli sposi ha alla radice un significato animico, ossia di ricomposizione dell'Uno primordiale. È l'archè dell'Unione che qui di esplica. È il tempio che riproduce il cammino inverso rispetto a quello a cui ci conduce la vita, di dispersione e moltiplicazione. È il ritorno all'integrità che precorre i tempi.
Il figlio concepito nella camera degli sposi o nuziale, è quindi l'eletto. È quanto ritroviamo anche a proposito del concepimento di Gesù a seguito della disponibilità accordata dalla Maria che si è resa sposa di Dio. L'ombra si stese su di lei fecondandola. È quanto si compì nella parte più riservata della sua casa, all'interno di uno spazio intimo che riproduce la camera nuziale.
L'ombra di Dio è la volta della stanza che contiene lo spazio. "Camera" significa di fatto "volta (ad arco)" e riconduce inevitabilmente a Dio. La coppia riunita nella camera nuziale esprime quindi la ricomposizione dell'unità primordiale centrata in Dio prima dell'Episodio della Caduta nel tempo.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.