Il linguaggio delle mani. La donna dal Medioevo al Seicento
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Il linguaggio delle mani. La donna dal Medioevo al Seicento

Invito all'Arte
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Bottega di Andrea del Verrocchio, Madonna col Bambino, 1470 circa, New York, Metropolitan Museum of Art
Bottega di Andrea del Verrocchio, Madonna col Bambino, 1470 circa, New York, Metropolitan Museum of Art

 

Restringere gli orizzonti è altro dal ripiegarsi verso l'interno. Abbracciare la fede è sicuramente orientarsi verso l'Alto e la profondità degli spazi, ma significa allo stesso tempo procedere dall'esterno verso l'interno.

Entrambe le vie sono vere e spesso s'incrociano e si sovrappongono fino a coincidere. La ritrosia delle mani, l'attenzione mostrata alle loro movenze rivolte all'ispirazione del Sacro sono una ineccepibile caratteristica del Medioevo che tramite le mani porta avanti la sua ideologia impostata sull'azione. L'azione è preghiera e consacra l'uomo alla vita che trova risoluzione e significato solo in Dio e nello specifico nella figura del Cristo. Il concetto di Dio rimane ai margini dell'esperienza medievale per poi essere ricollocato nella realtà attraverso l'Umanesimo e soprattutto il Rinascimento. Gesù è la figura che rappresenta la vicinanza all'uomo da parte di Dio. Egli conosce la compassione e la comprensione e tramite Egli la Chiesa Medioevale applica il suo potere vincolante e repressivo che vedremo, nonostante le debite variazioni, risolversi con l'Illuminismo, ma anche qui non del tutto.

Le mani nel Medioevo sono le ali dei Santi. Assurgono a valore compassionevole e caritatevole. Sono il tramite con cui sfuggire al demonio. Nel gotico di ispirazione romantica le mani sono gli artigli di vampiri e fantasmi. Degli esseri immondi predatori dell'anima. I soldi parlano attraverso le mani e il legame che intercorre tra "Money: danaro" e "mani" lo esprime apertamente. I soldi rubano l'anima. Sono le mani artigliate di lupi mannari e di anime vaganti rimaste nel limbo.

L'attività predatoria delle mani viene messa da parte dal Rinascimento poco avvezzo a curarsi di quello spirito popolare farcito di superstizione. Le mani si raccolgono attorno ai propri affetti. Sono la cinta muraria che definisce i domini in un epoca in cui questi sono pensati in rapida espansione. Le mani della donna raccolgono e proteggono quanto attraverso alleanze e sperpero potrebbe disperdersi e venire dilapidato. I matrimoni siglano rapporti intensi tra le famiglie che non sempre mantengono la parola sui patti prestabiliti. Le mani della donna esprimono la ricerca della soddisfazione non sempre concessa dai mariti spesso non all'altezza delle loro aspettative, troppo vecchi o troppo giovani, o già legati spiritualmente ad altre donne. Le mani della donna traducono la loro intimità e moralità e la propaganda rivolta a uno stile di vita sobrio passa attraverso l'immagine della Madonna con Bambino. Che si tratti di sculture o pitture, la Madonna ha le mani completamente rivolte a cingere il Figlio, suscitando impressioni di castità e di quella devozione famigliare che non consente distrazioni.

L'uso della prospettiva anche nella scultura farà sì che attraverso la veste o la mantella, la Madonna sconfini dalla cornice protendendosi verso il mondo. La veste abbraccia e santifica ma è anche monito ad attenersi al rigore morale e di costume. La veste perdura nel suo valore di sacralità a cui sono chiamate tutte le donne, specie quelle abbienti, poco avvezze a risolvere questioni di ordine quotidiano e di sopravvivenza per la prole, come invece accadeva a madri e mogli di umile estrazione sociale.

La seduzione delle mani si farà marcata nel Seicento quando la vita salottiera consentirà un avvicinamento tra padrona e ospiti. Il ballo nei ricevimenti sarà l'occasione per aderire a relazioni peccaminose ma in parte giustificate dalla serie di matrimoni combinati ai quali dame e giovani rampolli saranno costretti. La suite fa da sottofondo a diverse tipologie di ballo che invitano al corteggiamento velato. La suite diviene per traslato in età moderna la camera lussuosa degli hotel stellati, spesso un vero e proprio appartamento in cui gli ospiti possano sentirsi a loro agio, salvaguardando ciascuno anche all'interno della vita di coppia, la propria intimità.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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