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I disegni del Tempo. Stravolgimento e travolgenza della prospettiva nel palazzo Te di Mantova
Se c'è una struttura che stravolge pur riflettendo i canoni rinascimentali, questa è proprio Palazzo Te di Mantova.
Sorto nel luogo "dei tigli" da cui il nome, sorprende per la presenza di più sale dedicate ciascuna ai temi della tradizione neoplatonica e umanistico rinascimentale. Prima di soffermarci sugli affreschi più enigmatici, la struttura in ampiezza richiama all'estensione visiva in orizzontale che caratterizza l'antropocentrismo, tema cruciale del Rinascimento. L'uomo si espande occupando gli ampi spazi della Natura che viene ad essere inglobata e in un certo senso addomesticata alle necessità espressive e simboliche dell'uomo. Il porticato a omega che chiude la visuale dei giardini interni è anticipato dal semicerchio delle aiuole il cui centro è solcato dal viottolo che conduce al palazzo di pianta quadrata. Secondo la tradizione che il Rinascimento recupera dal mondo romano e dal modello delle ville patrizie, l'interno del palazzo è vuoto, suggerendo la squadratura dei chiostri. I vuoti non sono pause ma forme di dialogo e di raccordo uomo spazio.
È dalla presenza dello spazio che l'uomo avverte il bisogno di espandersi, bisogno che non dovrebbe (come invece accade specie in riferimento alla scoperta dei nuovi mondi) concepire l'espansione in termini di dominio e abuso sugli altri e sulla Natura.
Il palazzo Te restituisce ai suoi attuali visitatori un senso di armonia e di equilibrio conservatosi nel tempo. "Te" sembra quasi suggerire proprio la dimensione del tempo che senza far rumore esercita la sua forza attraverso il senso di meraviglia che trasferiscono i dipinti.
Il tempo è il tema discorsivo sul quale l'uomo trionfa attraverso i livelli di altissima esecuzione artistica. Recuperando quanto era proprio dell'arte gotica medievale, il palazzo Te è un'ode descrittiva pittorica rivolta al tempo e alle relazioni uomo Cosmo. In merito a questo troviamo proprio l'estensione visiva del pensiero neoplatonico che attinge ai miti più lontani e va a coniugarsi con il pensiero gnostico.
Il tempo si annulla in Dio l'Eterno, da costui originano passo passo i miti che sono frutto dell'approfondimento nell'uomo delle sue pulsioni emotive, così le schiere di esseri che ricordano l'uomo ma da questi differiscono per la forza primitiva e bruta che esercitano. Zeus che trionfa sui giganti è un chiaro riferimento alla cultura umanistico rinascimentale che porta avanti l'educazione alla riflessione e all'armonia caratterizzati dal cerchio e dalla sfera.
Oltre c'è Dio, sopra i miti a Lui ispirati. E sopra Zeus. È il sole che osserva l'andamento fragoroso delle vicende delle fantasie dell'uomo che a Lui riconducono. I Giganti sembrano rotolare, precipitare al suolo fragorosamente, travolgendo e coinvolgendo l'osservatore come se costui stesse seguendo la sequenza ritmica di scene impresse su pellicola. L'effetto di travolgenza è dato non solo dalla voluminosità e dalla corposità delle nuvole, ma anche dall'uso della prospettiva che anziché sospingere in profondità, muove in avanti, fuori dai riquadri scenici. È così che i soggetti sembrano affacciarsi dal mondo illusorio come a volerci abbracciare nella dimensione del reale. Lo stesso effetto di abbraccio è determinato dall'affresco del Mantegna corrispondente all'occhio solare nella Camera degli Sposi. Qui gli angeli sporgono dal cielo osservando e benedicendo gli sposi che si ritrovano violando il tempo nella camera nuziale archetipica in cui la Diade si riassorbe nella sintesi androginica.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.