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L'Arte è suggerire e mostrare. La vera arte è concepita come visione. In essa trovano risoluzione azione e rappresentazione.
L'Arte in quanto verità, è ispirata da Dio che a sua volta guida la lettura dell'opera agli osservatori o destinatari. Molto artisti, i più illustri, hanno avuto difficoltà ad essere compresi in quanto troppo avanti rispetto al loro tempo e refrattari ad accettare i nodi che impedivano lo scorrimento fluido della conoscenza. Lo spirito visionario in ogni caso sostiene messaggi che non sempre vengono recepiti o interpretati nel modo giusto.
La determinazione dell'artista è evidenziata proprio dall'uso di stucchi e intonaci. Tramite questi l'artista fissa il suo pensiero nel mondo e lascia l'impronta del proprio passaggio. Lo stucco e gli elementi decorativi sfidano il tempo e ci immettono in epoche anche remote in cui l'anelare all'eternità è un sentimento liberatorio dalle catene sociali e sensoriali. Gli elementi decorativi congiungono visionarietà e fantasia, riproducendo in terra la stupefacenza del Paradiso perduto. Proprio ad esso si vuole ricondurre il Borromini a proposito della chiesa di San Carlino a Roma, detta anche di San Carlo alle Quattro Fontane, in cui le fontane rimandano alle sorgenti vitali del Paradiso Terrestre. Il numero quattro nelle sue varianti geometriche è legato alle fasi solari e proprio alla percezione del sole e all'irrorazione della luce si rifanno gli edifici sacri barocchi, preferendo la pianta larga che consta di cappelle e nicchie in cui l'ombra induce significativamente al raccoglimento e alla riflessione.
La riflessione è incontro. È il presente che si eterna tramite l'incontro con Dio. Il Barocco sembra riprendere, pur traendo e aprendo a nuove conclusioni, quanto di stupefacente ci ha lasciato la cultura bizantina negli esempi di Ravenna e non solo. Il corridoio è assente e l'importanza conferita ai mosaici la ritroviamo nei mattoni del pavimento, ad incastro, che suggeriscono il sole e le sue volute. Il sole è il tempo che riporta la doratura divina sulla terra e qui si concentra. La regalità temporale si riscontra dunque anche nell'iconografia di Madonne e Bambinelli, sontuose figure regali. Le aureole spariscono del tutto e vengono sostituite dalle corone di oro oppure, ancora, a proposito dei santi, divengono dischi solidi simili a copricapi verso i quali il Seicento mostra un forte interesse.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.