La donna del Seicento tra Stregoneria e Sacro Femminino
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La donna del Seicento tra Stregoneria e Sacro Femminino

Amore e Psiche
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La donna del Seicento tra Stregoneria e Sacro Femminino
La donna del Seicento tra Stregoneria e Sacro Femminino

 

La Giustizia è ben altro dall'Uguaglianza. La Giustizia si dovrebbe preoccupare di tutelare gli equilibri.

L'inghippo di oggi ma non solo, è quello di aver fatto combaciare le esigenze della Giustizia con le pretese di Uguaglianza, stravolgendo il senso di quest'ultima. Essa è difatti un miraggio che contraddice le regole naturali. Non esiste in Natura l'Uguaglianza ma il rispetto tra le diverse forme di vita, capace di instaurare svariate forme di equilibrio.

L'Uguaglianza è sempre stata la trovata geniale di chi si arroga il diritto di comandare sulle classi deboli. In realtà, come ho più volte precisato, anche la Rivoluzione Francese fu guidata dall'aristocrazia e da quella fetta di Chiesa intenzionata a smantellare l'antico regime per instaurare il suo potere fittiziamente ammodernato. La Rivoluzione Francese sappiamo bene che tra tutti i contendenti al potere portò alla ribalta l'unico soggetto discordante dai diversi apparati in gioco. A trarne profitto personale fu proprio Napoleone che si autoincorono' inviando un chiaro messaggio alla Chiesa cattolica che governava in Francia.

Il Seicento ha posto le basi a tutto questo e soprattutto ulteriori inneschi di micce tra Chiesa e Aristocrazia. Quest'ultima  in tutto intesa ad andare avanti per conto suo, senza interferenze di sorta. Ad essere colpita da questo duello tra potenti è stata proprio la donna che scendendo in piazza durante la Rivoluzione Francese rivendicherà autonomia e dignità partendo dal basso.

Gli affreschi della femminilità che ci consegna il Seicento sono rivolti o ad omaggiare i facili costumi della donna o al contrario, a punirla controservendo un'iconografia conturbante oltreché di un'ambiguità eticamente equivoca. Gli equivoci nascono con la Commedia dell'Arte che a sua volta riprende la commedia plautina, aggiungendovi le caratteristiche proprie della nuova epoca. Il Melodramma si fonda proprio sulle situazioni che vedono in causa gli ambienti stretti e salottieri dove si crogiolava la nobiltà sempre più viziata e intenzionata in seguito ad apparire più sobria e affidabile, passando dal Barocco al Rococò.

La donna santa e la donna strega sono prototipi impugnati dalla Chiesa interessata a tenere la società sotto controllo.

Il diavolo in quel tempo lo si rappresenta proprio attraverso una certa Chiesa che cerca il dominio dell'anima ricorrendo allo spaccio di paure anche tramite l'iconografia artistica. Penalizzate sono le grandi dee del femminino primordiale e la dea Diana selvatica e incatturabile della quale Pietro Liberi ci fornisce un ventaglio di esempi caratterizzati dalla falce di luna posta sulla fronte delle sue donne ritratte.

Abbiamo visto il serpente quale elemento iconografico distintivo della nuova scienza alchemica che recupera e porta avanti l'immagine del sacro femminino. Parimenti, Cleopatra la nemica di Roma e la dissipatrice viziosa rappresenta la donna creatura del diavolo a cui va affiancandosi la rappresentazione di Maddalena quale peccatrice dei Vangeli che solo nel Novecento verrà riscattata. Si giungerà infatti alla constatazione che la Maria Maddalena fosse una figura del tutto separata da quella della prostituta. Sulla Maddalena insistono i maestri pittori dell'epoca fornendoci la doppia versione e di amica sposa di Cristo e di donna ammorbata dai vizi. Un'eccezione corposa è quella che ci fornisce Artemisia Gentileschi che nella "Maddalena in Estasi" sveste in modo straordinario la Donna, preìsentandocela potente nel suo magnetismo alchemico di incantatrice e di assoluto dolore. Blasfema forse, per i suoi eccessi.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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