Il Seicento. Il Sole e la Magia
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Il Seicento. Il Sole e la Magia

Amore e Psiche
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Il Seicento. Il Sole e la Magia
Il Seicento. Il Sole e la Magia

 

La nostra vita è cosparsa di tracce che lasciamo e che riceviamo in eredità. Sta a noi in base a chi siamo e alla nostra unica e straordinaria diversità che caratterizza tutti, selezionare e scegliere.

Il mazzo è la quantità che si pone dinanzi all'interesse dell'uomo nel passaggio dalla cultura cacciatoriale a quella dei coglitori che ha permesso di riconoscere e studiare il mondo delle piante. Le due tipologie di civiltà non è escluso che non si siano sovrapposte, aprendo l'uomo a nuovi scenari immaginifici.

La treccia è il tracciato della tradizione. Treccia, Tracciato, Tracce e Intreccio sono tra loro parenti. Il percorso è una linea che solca il cuore della confusione che è anche l'indeterminato. Così facendo imprime un orientamento e una lettura a quanto è a una condizione verginale. La treccia è la spiga che ha una sua estetica e al tempo stesso un orientamento inclinato all'ordine costruito sulla creatività insita nella Natura.

Al contrario della spiga e della pianta in genere, che si sviluppano verso l'alto, i capelli tendono al basso, suggerendo l'appartenenza al disordine primordiale. Cogliamo qui la differenza tra la chioma folta e la criniera che si sviluppa a raggera come la corona del sole in tutte le direzioni.

Proprio perché tendono verso il basso, i capelli lunghi li troviamo collegati alle sacerdotesse e alle vergini delle tradizioni ctonie rivolte alla dea Madre. Sono la riproposizione di una forma di rivendicazione portata avanti dalla donna nel Seicento che si vede limitata a una condizione di farcitura e di leggerezza specie tra le classi sociali aristocratiche. La donna inquieta e dà tormento ai messaggi propagandistici portati avanti dal Seicento e incentrati sulla potenza del sole che brilla e ottenebra in modo incisivo ogni lato oscuro, scaraventandolo nel regno degli Inferi.
Se la santità ha il suo corrispettivo opposto nella spiritica oscurità, il Seicento le esalta entrambe mettendo in relazione il sole con la rivelazione e bollando invece quanto è contenuto delle tenebre che hanno una capacità seduttiva maggiore del sole.

Per il Seicento il diavolo è la forza distruttrice. I demoni sono i sacerdoti al servizio del diavolo che recupera la sua accezione medievale. Ogni forza che risulta oscura dal confronto con la legittimità del sole che è sostenuta dalla sola Chiesa di Roma, va bandita. Bandite sono quindi la luna e la Magia promulgate da un'immagine della donna che contravviene ai principi della Chiesa mariana.

Per la tradizione ermetica seicentesca il diavolo è il male e nulla ha a che spartire con le forze occulte che il sole non riesce a rivelare e a comprendere. La donna è la creatura di mezzo che in quanto tale riesce a muoversi in ogni ambito di luce, perché è lei stessa luce e tormento per chi non sa maturate in sé i colori crepuscolari propri della Magia.

 

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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