L'anima nell'arte tra Bellezza e mostruosità
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L'anima nell'arte tra Bellezza e mostruosità

Amore e Psiche
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L'anima nell'arte tra Bellezza e mostruosità
L'anima nell'arte tra Bellezza e mostruosità

 

Anticamente l'uomo più che mostrare le proprie qualità attraverso la rappresentazione, esibiva chi era.

La rappresentazione nasceva nel Paleolitico come esigenza di ricondursi alla propria identità che piano piano andava costruendosi grazie proprio alla manualità. Nel tempo, l'affinamento di gusto e tecniche estetiche ha portato i soggetti a vedere riflessa attraverso l'immagine chi avrebbero desiderato essere, unendo così l'idealità all'immaginario divino che andava intanto consolidandosi.

Più l'uomo è andato a concentrarsi sul pensiero tramite la riflessione, più il divario tra essere e apparire è aumentato. Le strutture sociali sempre più organizzate hanno fatto sì che la ricerca di un ruolo in rapporto agli altri prendesse il sopravvento su chi si era. L'arte ha contribuito con le sculture e la ritrattistica a consolidare il valore dell'immagine in rapporto al ruolo pubblico. Le forme di arte di rappresentanza hanno preso il sopravvento riferendo a noi posteri tanti messaggi non sempre espliciti,su quelli che erano abitudini e costumi di epoche lontane. C'è voluto il distacco temporale a rendere visibile l'invisibile.

Parimenti a questo discorso si è evoluto anche l'altro, attinente al rapporto Uomo Sacro. Omaggiare con l'arte le divinità significava non solo ingraziarsele ma anche fissare nel tempo quella tradizione costruita però sulla rappresentazione che l'uomo desiderava trasferire. Tutto il resto era celato e condiviso da una ristretta minoranza. Questo dà l'avvio a una forma nascosta di fede che cammina parallelamente nel tempo alla fede religiosa istituzionalizzata.

Quanto sopra detto, vale anche in rapporto al Cristianesimo. Nel tempo ciò che è andato difeso e perpetuato di una religione costruita dall'uomo sulla base di fede e storia, ha incrociato i passi con quanto realmente l'uomo della vicenda di Gesù divenuto il Cristo è andato comprendendo. I misteri andavano nascosti. Si mostra ciò che è Luce, il mostro è l'incomprensione nascosta che ha contribuito a determinare leggende e superstizioni, gonfiando le vele ai limiti dell'uomo.

Scandalizzare attraverso la rappresentazione artistica significava (diversamente da oggi dove si ripropongono scene al contrario di quanto si è consolidato secondo un ordine mentale di principi etici) mostrare i mostri. Contenuti che la gente comune non era preparata ad accogliere, ricorrendo all'orrido e a forme spaventose per tenere lontani i non ammessi alla comprensione nascosta. Bene o male anche oggi il pensiero mondialista utilizza questo linguaggio ma per fini chiaramente diversi. L'orrido è sempre stato l'opposto dell'Estetica intesa come medicina dell'anima. È convenzionale nell'Arte quanto viene accettato e riconosciuto secondo canoni di bellezza consolidatisi nel tempo e che riconducono alla divinità come rappresentazione di somma bellezza e di sommo bene.

Le difficoltà sono sorte nella rappresentazione della morte del Cristo. Riprodurre il Cristo sulla croce straziato dal dolore o anche sottoposto alla flagellazione, non è stato semplice per il fatto stesso di dover associare al discorso estetico il colore che deturpa ogni corpo con la santità rivelata dalla bellezza. Ecco pertanto l'insistenza nel Medioevo a riprodurre le scene della Passione cercando di fornire la storicità dell'accaduto affiancato dal linguaggio alto del Sacro. L'intervento della prospettiva tramite il Brunelleschi ha portato a risolvere i nodi estetici rimasti irrisolti a proposito dell'arte Sacra. La prospettiva ha aperto nuovi orizzonti sul Bello, salvaguardando il Sacro nell'intensità dei momenti ben descritto e comunque di grande impressione evocativa. È quanto riconosciamo all'Umanesimo e al Rinascimento da cui poi gli esempi supremi di Caravaggio e di Guido Reni.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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