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La camera e l'idea di spazio interno nelle sue varianti
La camera indica uno spazio che si presta a una situazione raccolta o di raccoglimento. Nella cameretta i bambini giocano, i ragazzi studiano.
Ciò che è raccolto prevede una dimensione buia, così è nella camera oscura. La camera è pensata in funzione della riflessione o della condivisione in forma di dialogo, altrimenti c'è la stanza in cui si sta, ossia ci si sofferma a scopo anche conviviale. "Stanza" come dice la parola stessa, significa luogo in cui ci si intrattiene per una visita ad esempio, o semplicemente per vivere comodamente la dimensione della propria casa.
L'idea dello stare è legato non solo al domicilio ma anche al soggiorno presso parenti e amici lontani. È quanto si realizza già in tempi antichi e nel Medioevo quando i nobili si spostavano con il loro seguito di fedelissimi.
Sala è un termine di origine longobarda che fiorisce proprio nel Medioevo. Indica uno spazio vasto e di forma regolare con la volta alta. Troviamo quindi la sala del trono presente nei castelli più prestigiosi o nei palazzi reali.
La sala è per i grandi ricevimenti, che siano di rappresentanza, o di svago, o è per ospitare festeggiamenti come un matrimonio.
La suite che si afferma nel Seicento è uno spazio pensato per ricevere un numero contenuto di ospiti che possano intrattenersi con danze o con l'ascolto di brani eseguiti dal musicista. "Suite" significa "seguito" e come suggerisce il termine, rimanda alla sequenza musicale dei brani così come ai passi di danza che seguono appunto la musica. È un ambiente dove ci si può stare seduti e prestare ascolto alle musiche, così come anche partecipare alle danze, oppure alternare entrambe le situazioni.
Non è escluso che "suite" possa derivare dalla stessa radice di "sedere" e di "to seat". Sedere anticamente significava anche essere ricevuti ad esempio a un evento importante. Alle famose serate danzanti organizzate nei palazzi aristocratici si accedeva rigorosamente tramite invito ed era consuetudine essere annunciati pubblicamente a tutti i convenuti.
La corrispondenza di "sedere" con prendere parte" ed "essere ammessi" è antichissima e risale ai primi rituali sacri. I cerchi di pietra che ospitavano le autorità religiose della comunità, al fine di deliberare su un rito sacrificale, predisponevano alla compartecipazione attiva attraverso l'azione di sedersi. Essere seduti esprime tante cose. Autorità ma anche partecipazione alla vita di quella comunità. Da qui il seggio o sedile dei nobili e tante altre istituzioni collegiali che espletavano la loro funzione attraverso proprio la seduta di ogni ammesso.
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze.
Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.