Il Rinascimento quale terra di mezzo
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Il Rinascimento quale terra di mezzo

Amore e Psiche
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Il Rinascimento quale terra di mezzo
Il Rinascimento quale terra di mezzo

 

Ci sono fiori che appassiscono prima ancora di sbocciare e altri che fioriscono prematuramente, aggrappati agli angoli del sentiero.

La speranza va guidata ma a volte asseconda i capricci del destino. La speranza soffia in determinati periodi culturali il profumo della giovinezza che va acciuffata con rigore e anche freschezza, prima che voli via. La giovinezza è l'età di mezzo che appassisce precocemente in maturità, se non vissuta al massimo. È l'età dei colori che prendono forma e parla il linguaggio estetico del Rinascimento. Per questa importante epoca, la giovinezza incarna le aspettative di chi si rende padrone delle proprie scelte che, nonostante le difficoltà, porta a compimento. È l'epoca di chi sa dirigere timone e vele e con entusiasmo si lancia nella navigazione della vita. Non sorprende quindi, che il Rinascimento sia l'epoca dei naviganti e delle nuove scoperte. Navigare per il cielo equivale a navigare per mare e i pianeti lontani avvistati dal telescopio di Galilei diventano sassi sepolti nei fondali più profondi. Tra l'insondabile di sopra e quello di sotto c'è l'uomo a cui si offre la vita fatta di probabilità da appurare o esaudire.

L'eroe rinascimentale è colui che paradossalmente si lancia nella conquista del bello che raggiunge ed esprime puntando su un discorso di armonia e proporzioni. L'artista scultore o pittore, ma anche, in minor misura, il poeta e il letterato linguista sono coloro che riescono là dove gli altri forano, mantenendo le redini del loro discorso senza infrangerne le regole. La sregolatezza, la gagliardia giovanile sono momenti oltre i quali tornare sulle direttive della normalità. I canti carnascialeschi o carnevaleschi ricordano un giro limitato nel tempo che ha senso se ben definito. Il Carnevale stesso che trae ispirazione dalla commedia è un ritratto esagerato di quanto avviene nel sociale oltre il quale ritornare a considerare nella sua serietà.

È fatto di scadenze il Rinascimento e di punte tragiche che ricordano i tanti significati della morte che resta l'obbligo più grande al quale l'uomo non può sottrarsi. Il Carnevale è sfida lanciata alla vecchiaia e alla morte che rispunta col giorno delle Ceneri e della presa di anno in anno di coscienza che le cose terrene valgono per il tempo che durano. L'ambizione della terra di mezzo in cui sta l'uomo è realizzata dalle opere di trionfo artistico. Il trionfo è quanto meglio descrive il Rinascimento e lo troviamo nel titolo del componimento de Il Magnifico "Il trionfo di Bacco e Arianna." Il carro dei vincitori di ogni sfilata carnevalesca rimanda all'euforia di chi è capace di andare oltre, sapendo che poi dovrà reintegrarsi in sé stesso.

La Natura di Botticelli che esprime nella Primavera le stagioni di mezzo è un diretto messaggio rivolto al contenimento degli eccessi.

Il maiale diviene simbolo del ventaglio di sregolatezze mondane in cui l'uomo potrebbe spingersi e consta di tanti nomi identificativi. Tra questi "suino" da cui sugna e anche "porco" che fa riferimento allo sguazzare del maiale in ambienti sudici. Il porco è per traslato colui che frequenta bordelli senza alcuna velleità estetica o igienica.

L'ebbrezza ha anch'essa la necessità di esprimersi attraverso un linguaggio aulico che vede la riconciliazione di Dioniso col suo alter ego Apollo.

Il maiale è l'animale che si identifica nei diversi preparati e nelle diverse portate. In questo il maiale lo troviamo associato a Dioniso e a sua volta a Shiva, il distruttore che compare per traslato nella radice greca di "suino". Di contro, Apollo è il ripristino dell'integrità. Come il maiale, anche il pollo nasconde nel suo nome "pollus" la molteplicità in riferimento alla sua facile adattabilità e alla varietà di ricette a cui si presta. Come il maiale, anche il pollo è all'origine e allo stato selvatico un animale che si ciba anche di scarti. Nell'immaginario popolare viene facilmente accostata l'aia al porcile.

Ippolita Sicoli
Author: Ippolita Sicoli
Responsabile del Supplemento di Cultura "La finestra sullo Spirito" del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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